Cassazione Penale, Sentenza n. 41122/2024 del 07/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma, da parte della Corte d'appello di Trieste, delle condanne emesse dal Tribunale di Udine in relazione all'apertura e gestione di un luogo di pubblico spettacolo/ somministrazione senza le prescritte autorizzazioni e per inosservanza di provvedimenti dell'autorità (artt. 110 e 681 c.p. capo a; artt. 110 e 650 c.p. capo b). Garcia Andriani contestava in particolare la mancata prova della sua posizione dominante/di gestione effettiva e la mancata concessione delle attenuanti, dell'applicazione dell'art. 131-bis (particolare tenuità) e delle pene sostitutive ex art. 53 l. 689/81; Taddei lamentava vizio di motivazione rispetto alla sua qualità di responsabile (presidente) e la mancata applicazione dell'art. 131-bis e della disciplina sulle attenuanti
La decisione
La Cassazione ha respinto il ricorso di Clara Taddei (con condanna alle spese) confermando la responsabilità per la contravvenzione ex art. 681 c.p., ritenendo corretta e non illogica la valutazione di merito che l'ha ritenuta presidente dell'associazione che gestiva attività assimilabili a locale pubblico senza le prescritte misure e autorizzazioni. Ha parimenti rigettato le censure sulla mancata applicazione dell'art. 131-bis, ritenendo la reiterazione di feste con centinaia di persone e l'assenza di misure di sicurezza incompatibili con la tenuità del fatto. Quanto a Jorge Egon Garcia Andriani, la Corte ha in gran parte rigettato i motivi ma ha accolto parzialmente il ricorso perché la Corte d'appello non si è pronunciata sulla specifica richiesta di applicazione delle pene sostitutive ex art. 53 l. 689/81: per tale profilo ha annullato la sentenza con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Trieste per nuovo giudizio limitatamente a quella istanza; per il resto le condanne sono confermate
Norme richiamate
Uso della norma sul concorso di persone nel reato per imputare le condotte congiunte dei membri dell'associazione
Integrata dalla condotta di chi tiene aperto un luogo di pubblico trattenimento senza osservare prescrizioni per l'incolumità pubblica; applicata alla presidente e al gestore ritenuti responsabili di vigilanza e gestione
Applicato per l'inosservanza di un provvedimento legalmente dato dall'Autorità; rilevanti i provvedimenti amministrativi notificati al Garcia Andriani
Richiamata come normativa sulle licenze per attività di somministrazione/pubblico spettacolo che risultavano mancanti
La Corte ha ritenuto non applicabile la causa di non punibilità per particolare tenuità alla luce della modalità della condotta, del grado di pericolosità e del numero di persone coinvolte; l'assenza di motivazione esplicita può essere implicitamente ricavata se il giudizio di merito è coerente
Richiamato come indice per valutare la tenuità e le attenuanti generiche (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del pericolo/danno); il giudice di merito ha motivato l'esclusione delle attenuanti con riferimento a precedenti penali e assenza di elementi positivi
Previsione delle pene sostitutive che la Corte d'appello non ha esaminato: la Cassazione ha annullato per omissione motivazionale e rinviato per nuovo giudizio su tale punto
Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a carico della ricorrente Taddei
Norma riferita ai motivi di cassazione (lett. b, c, e) utilizzata per inquadrare le censure di violazione di norme sostanziali/processuali e vizio di motivazione
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato per i limiti della riproduzione dei motivi in cassazione (contenuto dell'impugnazione)
Massime di principio
- Il giudizio di legittimità sulla motivazione di merito è molto limitato: la cassazione può intervenire solo se la motivazione è macroscopicamente illogica o se vi è travisamento della prova idoneo a disarticolare l'intero ragionamento; non è consentita una nuova valutazione del merito dei fatti (diversa lettura degli elementi probatori).
- In reati con più imputati associati a circoli/associazioni, la qualificazione della loro posizione (titolare, presidente, gestore effettivo) dipende da elementi fattuali concreti (sottoscrizione di SCIA, ruolo sociale, gestione operativa, accessi osservati dalla polizia); contestazioni meramente fattuali sono difficilmente sindacabili in cassazione.
- Per escludere l'applicazione dell'art. 131-bis (particolare tenuità) il giudice deve valutare congiuntamente gli indici dell'art. 133 (modalità, grado di colpevolezza, entità del pericolo): condotte ripetute, largo numero di partecipanti e mancanza di misure di sicurezza sono elementi che giustificano il rifiuto della tenuità.
- La responsabilità di chi ricopre funzioni di presidente o gestore include un dovere di vigilanza: l'accesso indiscriminato al locale e la presenza di moduli per adesione immediata possono far prevalere la nozione di locale aperto al pubblico rispetto a quella di circolo privato.
- Il giudice d'appello deve esaminare e decidere espressamente tutte le richieste rilevanti (es. applicazione di pene sostitutive); l'omissione di una pronuncia su istanza specifica costituisce motivo di annullamento per difetto di decisione.
- In sede di appello e cassazione, la cosiddetta "doppia conforme" (sentenza di primo grado e sentenza di appello che si saldano argomentativamente) limita ulteriormente la possibilità di sindacare le valutazioni probatorie in Cassazione.
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