Cassazione Penale, Sentenza n. 18266/2023 del 03/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione con cinque motivi: 1) omissione di motivazione della Corte d'appello rispetto all'eccezione di nullità della sentenza di primo grado per violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza (artt. 521 e 522 c.p.p.); 2) manifesta illogicità e travisamento delle prove nella conferma della responsabilità per il reato edilizio (art. 44 DPR n. 380/2001), sostenendo che le opere erano 'precarie' e che il provvedimento di Martella fosse atto necessario privo di discrezionalità; 3) errata applicazione di norme penali e carenza motivazionale circa la riqualificazione in tentato abuso d'ufficio (artt. 56 e 323 c.p.), contestando l'individuazione delle norme violate, l'elemento soggettivo e l'identificazione del vantaggio patrimoniale; 4) censura sulla determinazione della pena (riduzione della pena del tentato reato applicata per metà anziché per i 2/3 possibili); 5) eccezione di estinzione per prescrizione del reato urbanistico (art. 44 DPR 380/2001) per decorso del termine tra lettura del dispositivo e deposito della motivazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. In sintesi: 1) il primo motivo è infondato perché non si è verificata una trasformazione radicale del fatto contestato rispetto all'imputazione: il nucleo essenziale (la realizzazione e il mantenimento di opere per circa 300 mq. in assenza del permesso di costruire e con occupazione di demanio e vincoli paesaggistici) era chiaro e consentiva la difesa; 2) il secondo motivo è infondato perché i giudici di merito hanno correttamente valutato che le opere non avevano carattere precario e richiedevano il permesso di costruire; 3) il terzo motivo è infondato: la Corte ha ritenuto corretta la ricostruzione che il parere e l'autorizzazione del dirigente integravano la violazione di specifiche regole di condotta (con riferimento alla conformità agli strumenti urbanistici) e che sussistevano gli elementi per configurare il tentativo di abuso d'ufficio, con vantaggio patrimoniale evidente per il proprietario; 4) il quarto motivo è manifestamente infondato in quanto la determinazione della pena è valutazione di merito adeguatamente motivata; 5) il quinto motivo (prescrizione) è infondato poiché, ai fini della prescrizione, conta la data della lettura del dispositivo della sentenza e non il deposito della motivazione. Conseguenza: il provvedimento di merito (Corte d'appello di Lecce dell'11/03/2022) resta confermato; in particolare la condanna di Martella è stata rideterminata in appello in complessivi cinque mesi di reclusione per i reati residui e la riqualificazione in tentato abuso d'ufficio è stata ritenuta corretta.
Norme richiamate
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 3 comma 1 lett. e) (e.5)
costituiscono "interventi di nuova costruzione" ... e.5) l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee ... che non posseggano alcun collegamento di natura permanente al terreno"
La Corte ha richiamato che la qualificazione di "precarietà" richiede un'apprezzamento oggettivo: non è sufficiente la dichiarazione soggettiva del richiedente; opere come platee in cemento, pavimentazioni e strutture con impianti non sono precarie e richiedono permesso di costruire.
d.P.R. n. 380 del 2001, artt. 10, 12 e 13
Gli artt. 12 e 13 impongono che il permesso di costruire sia conforme agli strumenti urbanistici. La Corte ha ritenuto che il mancato rispetto di questi obblighi integri la violazione di specifiche regole di condotta, idonea a costituire il fatto tipico dell'abuso d'ufficio (anche ai fini della nuova formulazione dell'art. 323 c.p.).
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44
Norma contravvenzionale urbanistica richiamata per la realizzazione di opere senza titolo: i giudici di merito hanno ritenuto integrato il reato urbanistico in relazione alle opere stabili realizzate e confermato il carattere non precario delle stesse.
Il reato di abuso d'ufficio, nella nuova formulazione, richiede la violazione di specifiche regole di condotta. La Corte ha ammesso che il rilascio di un titolo non conforme agli strumenti urbanistici può costituire tale violazione e che il comportamento del dirigente può integrare il tentativo del reato.
Riferimento al tentativo: la Corte ha ritenuto che il parere favorevole e l'atto del dirigente potessero costituire atti univoci diretti alla realizzazione dell'evento (rilascio indebito del titolo), integrando la forma tentata dell'abuso d'ufficio.
codice di procedura penale, artt. 521 e 522
Principio di correlazione tra accusa e sentenza: la Corte ha ribadito che la violazione sussiste solo in caso di trasformazione radicale e imprevedibile del fatto rispetto all'imputazione; nel caso di specie il contenuto essenziale dell'accusa era rimasto identico e la difesa ha potuto esercitarsi.
Massime di principio
- La qualificazione di un'opera come 'precaria' va valutata oggettivamente sulla base della natura materiale e funzionale dell'intervento: elementi come platee in cemento, impianti e strutture ancorate indicano stabilità e richiedono il permesso di costruire.
- La violazione degli strumenti urbanistici (artt. 12-13 DPR 380/2001) costituisce violazione di regole di condotta specifiche e può integrare, anche in forma di tentativo, il reato di abuso d'ufficio (art. 323 c.p.).
- Per verificare la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza (art. 521 c.p.p.) occorre che vi sia una trasformazione radicale del fatto; cambi di qualificazione giuridica prevedibili e fondati sulle risultanze istruttorie non configurano di per sé la nullità.
- Ai fini della prescrizione, il termine da considerare è la data di lettura del dispositivo della sentenza (momento in cui la decisione diventa immodificabile rispetto alla pretesa punitiva), non il deposito della motivazione.
- Un parere tecnico interno al procedimento amministrativo può avere efficacia probatoria rilevante: se è idoneo a rimuovere ostacoli sostanziali al rilascio di un titolo e mostra una direzione univoca verso l'evento illecito, può integrare l'elemento oggettivo e soggettivo del reato (anche nella forma tentata).
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 3 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18261/2023 del 03/05/2023
- Sentenza penale · 3 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18262/2023 del 03/05/2023
- Sentenza penale · 3 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18263/2023 del 03/05/2023
- Sentenza penale · 3 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18264/2023 del 03/05/2023
- Sentenza penale · 3 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18267/2023 del 03/05/2023
- Sentenza penale · 3 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 18268/2023 del 03/05/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →