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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18261/2023 del 03/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 (cessione di cocaina con esito mortale), denunciando la violazione di legge per la ritenuta utilizzabilità dei risultati delle intercettazioni telefoniche. Le intercettazioni erano state autorizzate in altro procedimento per il reato associativo ex art. 416 c.p.; i ricorrenti hanno sostenuto che tali captazioni non potevano essere utilizzate per reati di spaccio "esogeni" rispetto all'associazione e che la riqualificazione dell'imputazione dall'art. 73, comma 1 (che prevede l'arresto obbligatorio in flagranza) al comma 5 avrebbe invece reso inesistente la condizione prevista dall'art. 270 c.p.p. per l'utilizzabilità delle intercettazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza, genericità e difetto d'interesse. Ha ritenuto che i giudici di merito avevano correttamente valutato la questione nel senso della utilizzabilità delle intercettazioni in quanto indispensabili per il delitto così come originariamente ascritto (art. 73, comma 1, t.u.s.), che prevede l'arresto obbligatorio in flagranza; tale ragione autonoma rende superfluo verificare il collegamento con il reato associativo per il quale le intercettazioni erano state autorizzate. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui il ricorso che contesti solo una delle due ratio decidendi autonome è affetto da difetto di specificità e può essere privo di interesse concreto. Per questi motivi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di Euro 3.000,00 ciascuno a favore della cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990 (Testo unico stupefacenti), art. 73, comma 1

    La norma, che originariamente era stata contestata, prevede il delitto con arresto obbligatorio in flagranza; la Corte ha ritenuto che l'utilizzabilità delle intercettazioni poteva fondarsi sull'indispensabilità delle captazioni per il reato così originariamente ascritto.

  • d.P.R. 309/1990 (Testo unico stupefacenti), art. 73, comma 5

    Reato per il quale è stata poi riqualificata l'imputazione in sede di merito; la Corte ha però ritenuto irrilevante la diversa qualificazione rispetto alla valutazione sull'utilizzabilità delle intercettazioni, perché l'altra condizione alternativa (arresto obbligatorio per l'originaria qualificazione) risultava soddisfatta.

  • Codice di procedura penale, art. 270, comma 1

    La disposizione disciplina le condizioni di utilizzabilità delle intercettazioni autorizzate per altro procedimento; la Corte ha ricordato che le condizioni sono alternative: o il reato è riconducibile allo stesso procedimento o le intercettazioni sono indispensabili per accertare un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

  • Codice di procedura penale, art. 191, comma 2

    La questione dell'inutilizzabilità della prova è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento; la Corte ha quindi esaminato la questione anche se non era stata sviluppata in cassazione nella stessa forma.

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 3

    Richiamata per spiegare la preclusione di alcune questioni in cassazione, ma la Corte ha osservato che l'art. 191 comma 2 consente la rilevabilità dell'inutilizzabilità anche d'ufficio.

  • Codice di procedura penale, art. 581

    Richiamato in relazione al difetto di specificità del ricorso: il ricorso che contesta solo una delle portaive (rationes) autonome della decisione è affetto da violazione dell'art. 581 per mancanza di specificità.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma che autorizza la condanna al pagamento di una somma a favore della cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato; la Corte ha imposto il versamento di Euro 3.000,00 per ciascun ricorrente.

  • Codice penale, artt. 113 e 586

    I reati furono inizialmente contestati in primo grado (responsabilità per istigazione o concorso e per omicidio colposo), ma gli imputati erano stati assolti da tali addebiti per mancanza del nesso causale; citati nel riepilogo dei fatti.

Massime di principio

  • Le intercettazioni autorizzate in un procedimento diverso possono essere utilizzate nel nuovo procedimento se ricorre una delle condizioni alternative di cui all'art. 270 c.p.p.: oppure il reato sia riconducibile allo stesso procedimento, oppure le intercettazioni siano indispensabili per accertare un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.
  • Se la decisione di merito poggia su più ragioni autonome e autosufficienti, il ricorso per cassazione deve criticare tutte le ragioni decisive; attaccarne solo una può determinare difetto di specificità e inammissibilità del ricorso.
  • La questione dell'inutilizzabilità della prova può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado (art. 191, comma 2 c.p.p.), ma ciò non garantisce l'accoglimento del ricorso se la doglianza è generica o priva di interesse concreto rispetto al decisum complessivo.
  • La riqualificazione dell'imputazione in sede di merito non esclude automaticamente la utilizzabilità di prove raccolte con autorizzazione rilasciata per l'originaria imputazione, quando quest'ultima integri una delle condizioni previste dalla legge per l'uso delle intercettazioni.
  • Chi propone impugnazione deve valutare il rischio di condanna alle spese e all'ammenda per ricorso manifestamente infondato; le doglianze devono essere specifiche e congrue rispetto all'esito processuale per evitare sanzioni economiche.

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