Cassazione Penale, Sentenza n. 18267/2023 del 03/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza del Tribunale di Foggia (26/04/2022) con due motivi principali: 1) censura della motivazione e della applicazione delle norme penali, sostenendo che il manufatto fosse preesistente (almeno dal 1960) e che egli si sia limitato a interventi di manutenzione/rifacimento del tetto, non essendo quindi richiesto il preavviso scritto con progetto (art. 93 d.P.R. 380/2001) né l'autorizzazione preventiva; 2) sostenuto che i lavori eseguiti rientrassero tra gli "interventi di minore rilevanza" ai sensi dell'art. 94-bis (modificato dall'art. 9‑quater del D.L. 24/10/2019, n. 123, conv. L. 12/12/2019, n. 156), per i quali non si applicherebbe l'obbligo di preventiva autorizzazione sismica e che l'autorizzazione successivamente ottenuta avrebbe dovuto estinguere l'illecito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché mirava a una diversa valutazione delle prove (ricostruzione dei fatti) non consentita in sede di legittimità: il Tribunale aveva condiviso che l'edificio potesse essere preesistente ma ha comunque ritenuto provata la sostituzione integrale del solaio di copertura imputabile al ricorrente. Quanto al secondo motivo, la Corte ha escluso che i lavori potessero qualificarsi come "minore rilevanza" alla luce della loro consistenza (rifacimento integrale di solaio e copertura in latero cemento) e della mancata indicazione che l'area fosse a bassa sismicità; perciò era necessario il preventivo rilascio dell'autorizzazione sismica. La Corte ha inoltre affermato che l'autorizzazione sismica postuma non ha effetto estintivo o sanante nei confronti della contravvenzione antisismica ex art. 94 d.P.R. 380/2001, richiamando l'assenza di una procedura di sanatoria per la disciplina antisismica e la normativa (art. 98 d.P.R. 380/2001) che prevede demolizione o prescrizioni per la conformazione delle opere. Esito processuale: ricorso inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
d.P.R. 380/2001, art. 93
Impone l'obbligo del preavviso scritto con progetto per taluni interventi edilizi; la Corte ha ritenuto applicabile al rifacimento del solaio/tetto effettuato dal ricorrente.
d.P.R. 380/2001, art. 94
"Fermo restando l'obbligo del titolo abilitativo all'intervento edilizio, nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate nei decreti di cui all'articolo 83, non si possono iniziare lavori senza preventiva autorizzazione del competente ufficio tecnico della regione"
Stabilisce la necessità della preventiva autorizzazione per gli interventi in zone sismiche; la Corte ha confermato che la sua mancanza integra la contravvenzione antisismica e che l'autorizzazione successiva non estingue il reato.
d.P.R. 380/2001, art. 95
Prevede le sanzioni per le violazioni della normativa edilizia/antisismica; richiamato in relazione alla contestazione dei reati contestati al ricorrente.
d.P.R. 380/2001, art. 94‑bis (introdotto dall'art. 9‑quater D.L. 24/10/2019, n. 123 conv. L. 12/12/2019, n. 156)
"Fermo restando l'obbligo del titolo abilitativo all'intervento edilizio, e in deroga a quanto previsto all'articolo 94, comma 1, le disposizioni di cui al comma 3 non si applicano per lavori relativi ad interventi di 'minore rilevanza' o 'privi di rilevanza' di cui al comma 1, lettera b) o lettera c)" (segue elenco e definizioni di 'rilevante', 'minore rilevanza' e 'privo di rilevanza')
Definisce le categorie di interventi (rilevanti, di minore rilevanza, privi di rilevanza) ai fini dell'applicazione dell'obbligo di autorizzazione sismica; la Corte ha ritenuto che il rifacimento integrale di solaio e copertura non rientri nelle ipotesi di minore o nulla rilevanza e dunque richieda preventiva autorizzazione.
d.P.R. 380/2001, art. 98, comma 3
Prevede che, in caso di opere eseguite in difformità dalla disciplina antisismica, il giudice disponga la demolizione o prescrizioni per rendere le opere conformi; la Corte ha sottolineato l'assenza di effetti estintivi per autorizzazioni postume nella disciplina antisismica.
D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8 (procedura)
Richiama la modalità di trattazione del ricorso in Cassazione (procedura semplificata/tempi); usata per inquadrare il procedimento di trattazione del ricorso.
Codice di Procedura Penale, art. 616
Prevede gli effetti della declaratoria di inammissibilità del ricorso, tra cui l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle Ammende; applicato per condannare il ricorrente al versamento di euro 3.000,00.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina liberamente le risultanze di fatto: i motivi che si limitano a proporre una diversa lettura delle prove sono inammissibili.
- In zona sismica il rifacimento integrale di elementi strutturali (es. solaio di copertura, tetto in latero cemento) è normalmente qualificato come intervento rilevante rispetto alla pubblica incolumità e richiede la preventiva autorizzazione sismica; la semplice qualificazione come 'manutenzione' va documentata e motivata nei fatti.
- L'autorizzazione sismica rilasciata dopo l'esecuzione dei lavori non ha effetto estintivo o sanante sulla contravvenzione antisismica ex art. 94 d.P.R. 380/2001: la disciplina antisismica non prevede una sanatoria postuma che estingua il reato, ma solo la possibile conformazione o prescrizioni.
- Perché un intervento possa essere considerato di 'minore rilevanza' (esente dall'autorizzazione preventiva in base all'art. 94‑bis) occorre che rientri espressamente nelle categorie previste dalla norma; l'onere di prova di tale qualificazione ricade sul soggetto che la deduce.
- Dal punto di vista difensivo, in casi di lavori su edifici preesistenti è essenziale acquisire e documentare termini cronologici, titoli edilizi anteriori, perizie tecniche e dichiarazioni che distinguano interventi meramente manutentivi da opere che incidono sulla struttura.
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