Cassazione Penale, Sentenza n. 47713/2024 del 31/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Firenze che aveva riformato la sentenza di primo grado riconoscendo la responsabilità civile dei ricorrenti per il reato ascritto al capo C) (appropriazione indebita), pur dichiarandone l'estinzione per prescrizione, e condannandoli al risarcimento del danno a favore della banca parte civile. I motivi principali dedotti in cassazione erano: (1) vizio processuale relativo alla presunta tardività dell'appello della parte civile; (2) erronea qualificazione giuridica del rapporto di mutuo (la Corte d'appello aveva qualificato il contratto come "mutuo di scopo" mentre il Tribunale lo aveva ritenuto "mutuo fondiario") e conseguente errata applicazione del reato di appropriazione indebita alla vicenda; (3) mancata motivazione sulla consapevolezza dei ricorrenti circa la distrazione delle somme e insufficiente prova della loro responsabilità personale nella gestione societaria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il primo motivo (procedurale) ritenendo che i termini per proporre ricorso fossero stati rispettati alla luce della comunicazione del deposito della motivazione. Il secondo motivo è stato ritenuto fondato: la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello (Brescia) per un nuovo giudizio. Il rinvio è necessario per un esame di merito sulla qualificazione contrattuale (se il rapporto fosse effettivamente un "mutuo di scopo" con clausola di destinazione che incida sulla causa e rifletta un interesse diretto della banca) e per valutare l'effettiva incidenza del fatto penale sui diritti patrimoniali della banca (danno diretto vs pregiudizio riflesso), nonché la fondatezza della domanda risarcitoria.
Norme richiamate
L'art. 646 punisce l'appropriazione indebita anche quando oggetto sia il denaro: la norma richiede che il denaro sia stato consegnato con specifica limitazione d'uso o destinazione e che l'agente violi tale destinazione; il semplice mancato rimborso di un prestito (mutuo) non integra di per sé il reato.
Richiama la disciplina del mutuo per cui, di norma, il denaro mutuatogli transita in proprietà al mutuatario che è libero di disporne; per questo il mancato rimborso non coincide automaticamente con appropriazione indebita.
Riferimento al tipo contrattuale del mutuo e alla sua tipicità, utili al confronto con la figura atipica del "mutuo di scopo" che, se la clausola è effettiva e incide sulla causa, può ostacolare la libera destinazione delle somme.
artt. 546 e 585 cod. proc. pen.
Applicati per il computo del termine per proporre ricorso per cassazione: il termine decorre dalla comunicazione dell'avviso di deposito della motivazione quando questa viene depositata oltre il termine assegnato.
Massime di principio
- Per configurare appropriazione indebita su somme erogate con contratto di mutuo è necessario che il denaro sia stato consegnato con una specifica destinazione vincolante (mutuo di scopo) e che l'agente abbia violato tale vincolo: la mera destinazione dichiarata nel contratto a fini informativi non è sufficiente.
- La qualificazione del rapporto (mutuo fondiario vs mutuo di scopo) dipende dalla presenza di una clausola che imponga al mutuatario un obbligo specifico verso il mutuante rilevante dell'interesse diretto di quest'ultimo; clausole operative come erogazioni a stati di avanzamento non sono di per sé decisive.
- Quando la banca subisce un danno per l'insolvenza del mutuatario derivante da distrazioni patrimoniali a favore di terzi, occorre verificare se il danno sia diretto (derivante da violazione del vincolo di destinazione) o meramente riflesso (conseguenza dell'impossibilità del mutuatario di adempiere): questo incide sulla fondatezza della domanda risarcitoria della banca.
- In caso di contestazioni sulla qualificazione contrattuale o sulla prova di fatti costitutivi, la Corte di Cassazione può annullare la decisione e rinviare per un nuovo accertamento di merito quando la questione richiede valutazioni fattuali e contrattuali non risolvibili in sede di legittimità.
- Sul piano processuale, il termine per proporre ricorso per cassazione può decorrere dalla comunicazione dell'avviso di deposito della motivazione quando il deposito avvenga oltre i termini fissati, per cui un ricorso apparentemente tardivo può essere invece tempestivo se computato correttamente.
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