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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21187/2023 del 18/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello con censure principalmente di fatto e di motivazione: contestano la datazione della consumazione del reato di inquinamento ambientale (in particolare l'affermazione che l'attivita di interramento proseguisse dopo il 29/05/2015), denunciano travisamenti e contraddizioni nelle valutazioni tecniche (riferimenti ai rilievi del CT del PM, alle trincee 2T e T15 e al campione S6), mettono in dubbio la rappresentativita dei campionamenti e l'interpretazione degli esiti analitici, chiedono che i materiali rinvenuti siano qualificati come materiali di riporto, sottoprodotti o End of Waste anziche rifiuti, contestano l'applicazione della normativa sulle discariche ai recuperi ambientali e sollevano questione di legittimita costituzionale di norme penali per presunta indeterminatezza. La societa deduce analoghe censure e sottolinea l'assenza di prove merceologiche e della rappresentativita dei campionamenti nonche l'operativita dell'impianto autorizzato di trattamento e recupero.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati e ha rigettato le censure: ha confermato la valutazione di merito della Corte di Appello che aveva ritenuto prescritta la fattispecie relativa alla gestione di discarica abusiva (capo 1) ma aveva mantenuto e rideterminato le condanne per le residue imputazioni. Di fatto resta ferma la sentenza d'appello del 24/03/2022: per i due imputati riduzione della pena al residuo di un anno e quattro mesi di reclusione e euro 4.667,00 di multa ciascuno per il reato di inquinamento (con concessione dei benefici), conferma delle statuizioni civili verso la parte civile, conferma della responsabilita amministrativa della societa con rideterminazione della confisca a euro 691.250,00. La questione di legittimita costituzionale sollevata e le doglianze sulla qualificazione dei materiali e sulla rappresentativita dei campionamenti sono state ritenute infondate o questioni di merito non sindacabili in cassazione.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato per la imputazione in concorso; la Corte non ha messo in discussione l'uso dell'articolo per raccordare piu condotte di piu soggetti.

  • art. 256 commi 1 e 3 d.lgs. n. 152/2006

    Norme sullecce di gestione di rifiuti e discariche utilizzate per qualificare l'interramento di materiali come attivita vietata; la Corte di merito ha ritenuto i materiali rinvenuti qualificabili come rifiuti alla luce delle evidenze processuali.

  • art. 452-bis cod. pen.

    Norma introdotta dalla legge n. 68/2015 sull'inquinamento ambientale; la Corte ha interpretato il reato come comprensivo di compromissione o deterioramento significativo e misurabile del suolo e sottosuolo e ha ritenuto applicabile la fattispecie per condotte proseguite oltre l'entrata in vigore della norma.

  • art. 452-quinquies cod. pen.

    Richiamato per la fattispecie collegata all'art. 452-bis; la Corte di merito ha ritenuto integrati gli estremi previsti e ha confermato la condanna, con valutazione soggettiva di colpa.

  • art. 434 cod. pen.

    Norma sul disastro innominato evocata nelle valutazioni temporali per distinguere fattispecie applicabili antecedentemente all'introduzione dell'art. 452-bis; la Corte ha escluso la piena applicabilita del disastro nel caso concreto.

  • art. 19 d.lgs. n. 231/2001

    Norma sulla confisca in materia di responsabilita amministrativa degli enti; applicata per quantificare il profitto del reato e rideterminare la confisca a carico della societa.

  • art. 25-undecies d.lgs. n. 231/2001

    Norma che incrimina l'illecito amministrativo dell'ente in relazione ai reati ambientali; la Corte ha confermato la responsabilita amministrativa della societa ritenendo provato l'interesse o vantaggio per l'ente.

  • art. 6 d.lgs. n. 231/2001

    Disposizione sul modello organizzativo idoneo a escludere la responsabilita dell'ente; la societa non ha provato l'adozione ed efficace attuazione di modelli idonei, quindi la causa di esclusione non e stata riconosciuta.

  • art. 22, d.P.R. n. 231/2001 (ultimo comma)

    Richiamato per stabilire che la prescrizione del reato non opera automaticamente per la responsabilita amministrativa dell'ente; la Corte ha ritenuto dunque non operante la prescrizione per l'ente su quel capo.

  • legge n. 68/2015

    Ha introdotto nel codice penale l'art. 452-bis; la corte ha utilizzato la data di entrata in vigore come discrimine per la datazione della consumazione del reato.

Massime di principio

  • In materia ambientale la data di cessazione della condotta illecito e determinante per stabilire quale norma penale sia applicabile: atti continuativi che proseguono dopo l'entrata in vigore di una nuova fattispecie possono essere assoggettati alla nuova disciplina.
  • Il termine abusivamente nella normativa ambientale e interpretato amp iamente: non solo attivita occultate, ma anche attivita svolte in violazione di autorizzazioni, prescrizioni amministrative o in modo non commisurato al titolo autorizzatorio rilevano come abusiva.
  • I concetti di compromissione e deterioramento devono essere significativi e misurabili; la Corte valuta tali requisiti con riferimento al quadro fattuale e tecnico, non richiedendo sempre irreversibilita del danno.
  • La qualificazione di materiali come rifiuti, End of Waste, sottoprodotti o materiale di riporto e questione tecnico-probatoria che grava sui soggetti che la invocano; in mancanza di prova convincente della qualifica alternativa, il materiale puo essere ritenuto rifiuto.
  • In sede di cassazione il sindacato e limitato: non si puo proporre una nuova lettura estesa delle prove di merito. Le censure di fatto prive di allegazione integrale degli atti o non configuranti travisamento manifesto sono inammissibili.
  • La responsabilita amministrativa degli enti (d.lgs. 231/2001) permane anche quando il reato a carico dei naturali responsabili e prescritto; l'ente puo escludere la responsabilita solo dimostrando l'adozione e l'efficace attuazione di modelli organizzativi idonei.
  • La rappresentativita e correttezza dei campionamenti e delle perizie tecniche sono questioni decisive: difese che contestano tali elementi devono allegare e documentare in modo puntuale gli atti necessari per far emergere un travisamento di prova.

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