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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30925/2026 del 12/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Roma che aveva confermato la condanna di primo grado per bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta fraudolenta documentale in relazione alla società Seller Lazio s.r.l. I motivi dedotti erano quattro: il primo reiterava censure già formulate in appello e disattese dalla corte territoriale, senza confrontarsi in modo effettivo con la motivazione; il secondo contestava il diniego delle attenuanti generiche; il terzo e il quarto introducevano questioni che non risultavano essere state devolute in appello e, comunque, toccavano il tema della pena accessoria e del trattamento sanzionatorio. La difesa ha poi depositato una memoria, ritenuta non idonea a superare il vaglio di inammissibilità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che il primo motivo era privo di specificità perché meramente riproduttivo di doglianze già esaminate e respinte in appello; il secondo era inammissibile perché la valutazione sulle attenuanti generiche è giudizio di fatto del merito, insindacabile in cassazione se congruamente motivato; il terzo e il quarto erano inammissibili perché nuovi, non risultando dedotti nei motivi di appello, e comunque infondati anche quanto alla pena accessoria e al trattamento sanzionatorio, ritenuti non illegali e adeguatamente motivati. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 2621 c.c.

  • art. 2382?

  • art. 624 c.p.

  • art. 47 c.p.

  • art. 606 c.p.p.

    Il ricorso è stato ritenuto inammissibile per difetto di specificità, per censure non devolute nei gradi di merito e per doglianze non consentite in sede di legittimità.

  • art. 165 c.p.

    Richiamato solo indirettamente in relazione alla pena accessoria e al trattamento sanzionatorio, ritenuti non illegali; il testo però non consente una individuazione certa della specifica norma.

  • art. 62-bis c.p.

    La Corte ribadisce che il giudizio sulle attenuanti generiche è giudizio di fatto del merito, insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione non contraddittoria e sufficiente.

  • art. 568 c.p.p.

    Richiamato solo implicitamente nella parte in cui si afferma l'ineditezza dei motivi non devoluti in appello; il testo non consente un riferimento normativo espresso certo.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a reiterare le stesse doglianze già dedotte in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Le questioni non devolute con l'appello non possono essere introdotte per la prima volta in cassazione, salvo i casi in cui il vizio sia rilevabile d'ufficio nei limiti consentiti.
  • Il diniego o il riconoscimento delle attenuanti generiche è valutazione di fatto rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se la motivazione è non contraddittoria e dà conto degli elementi considerati.
  • La censura sulla pena accessoria o sul trattamento sanzionatorio è inammissibile se la pena è determinata in misura non illegale e la decisione di merito contiene una motivazione congrua.
  • La memoria difensiva depositata in cassazione non può superare l'inammissibilità originaria del ricorso se non introduce argomenti nuovi e decisivi idonei a rimuovere i vizi rilevati.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimonialeBancarotta documentale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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