Cassazione Penale, Sentenza n. 44848/2023 del 07/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia in carcere per i reati di partecipazione ad associazione mafiosa di tipo armato (art. 416-bis c.p.) e concorso in estorsione pluriaggravata (art. 629 c.p.). Il ricorrente denunciava violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla gravità indiziaria, sostenendo che le deduzioni difensive depositate non erano state valutate, che le intercettazioni non lo collegano alle condotte estorsive e che egli si sarebbe limitato a commentare l'accaduto senza alcuna condotta attiva o messa a disposizione per il sodalizio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi generici, rilevando che l'impugnazione proponeva una ricostruzione alternativa dei fatti non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di merito avesse adeguatamente motivato la gravità indiziaria sulla base delle dichiarazioni della persona offesa, delle intercettazioni e della frequentazione abituale dei luoghi di ritrovo del sodalizio da parte del ricorrente; inoltre è stata richiamata una conversazione ambientale ritenuta emblematica della 'messa a disposizione' per azioni violente. Per l'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; è stata disposta la trasmissione della decisione al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi delle disposizioni applicabili.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che gli elementi indiziari (frequentazione dei luoghi di ritrovo del sodalizio e conversazioni ambientali) fossero coerenti con la partecipazione all'associazione mafiosa e con la disponibilita' a compiere azioni violente in favore del sodalizio.
La contestazione del concorso in estorsione pluriaggravata è stata considerata collegata all'episodio di violenza e alla partecipazione associativa; le dichiarazioni della persona offesa e gli elementi investigativi sono stati ritenuti idonei a fondare la gravità indiziaria.
Applicato per la condanna alle spese del procedimento e, rinvenendosi profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, per l'irrogazione della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
art. 94 disposizioni di attuazione c.p.p.
art. 94, comma 1 ter e comma 1 bis
Poiché la decisione non comporta la rimessione in libertà, la Corte ha disposto la trasmissione della copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti previsti dalle disposizioni attuative.
Massime di principio
- In materia di misure cautelari personali, il ricorso per cassazione è ammissibile solo se denuncia la violazione di specifiche norme di legge o la manifesta illogicità della motivazione; censure che consistono in diversa valutazione dei fatti sono inammissibili.
- L'interpretazione del linguaggio delle intercettazioni costituisce questione di fatto riservata al giudice di merito; la Corte di legittimità interviene solo per manifesta illogicità, travisamento della prova o difformità incontestabile del contenuto.
- Per impugnare con successo la gravità indiziaria è necessario dimostrare punti di illogicità o omissione nella motivazione del giudice di merito, non solo proporre una lettura alternativa delle stesse risultanze.
- La presenza abituale in luoghi di ritrovo del gruppo e conversazioni che esprimono disponibilità a compiere azioni violente possono essere valutate come indizi di "messa a disposizione" per un'associazione mafiosa.
- Se il ricorso è dichiarato inammissibile per motivi sostanziali, il giudice può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e, in presenza di colpa nella proposizione del ricorso, irrogare somme alla cassa delle ammende.
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