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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35329/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente contestava la sussistenza del reato di cui all'art. 12, comma 5, d.lgs. n. 286/1998 in quanto la condotta riguarda lo straniero già legittimamente soggiornante in Italia che, per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, avrebbe utilizzato documentazione contraffatta; deduceva che la fattispecie sarebbe integrata solo in caso di ingresso irregolare o di rifiuto/revoca del rinnovo e che la giurisprudenza richiamata dai giudici di merito (Sez.1, n.15531/2020) non sarebbe pertinente al caso di specie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto non manifestamente infondato il motivo, ha analizzato la questione di diritto (confermando che la condotta consistente nella predisposizione di documentazione falsa per ottenere o rinnovare il permesso può integrare il reato di favoreggiamento della permanenza illegale secondo la giurisprudenza richiamata), ma ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al reato di cui all'art. 12, comma 5, d.lgs. n. 286/1998 perché estinto per prescrizione (reato commesso fino al 21/03/2013 e prescrittosi entro i termini calcolati, tenuto conto dei periodi di sospensione). Ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Bologna per la rideterminazione della pena relativa alle residue imputazioni; le altre condanne/falsi restano perciò definitive ove non impugnate.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico immigrazione), art. 12, comma 5

    Interpretato come norma che punisce atti posti in essere, anche successivamente all'ingresso regolare, volti ad agevolare la permanenza illegale (es. predisposizione di falsa documentazione per il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno).

  • codice penale, art. 157

    Richiamato nel calcolo della durata massima della pena ai fini della prescrizione applicabile al reato in esame.

  • codice penale, art. 161

    Utilizzato insieme all'art. 157 per determinare la durata massima e quindi il termine prescrizionale concreto applicabile.

  • codice di procedura penale, art. 159

    Prevede i periodi di sospensione della prescrizione; nel caso è stato considerato il periodo di 433 giorni di sospensione rilevante ai fini della maturazione della prescrizione.

  • codice di procedura penale, art. 606, commi 1 e 3

    Richiami ai limiti e alle regole di ammissibilità del ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto il ricorso non manifestamente infondato e quindi ammissibile.

  • codice di procedura penale, art. 620, comma 1, lett. a)

    Norma che consente l'annullamento senza rinvio della sentenza per estinzione del reato (prescrizione); applicata dalla Corte per il capo d'imputazione relativo all'art.12, comma 5.

  • Sezioni unite / giurisprudenza (Sez. U, n. 6903/2016 e altre pronunce di Sez. 1)

    Richiamata per i principi di autonomia dei singoli capi d'imputazione e per l'interpretazione consolidata circa la distinzione/alternatività tra favoreggiamento dell'ingresso e favoreggiamento della permanenza illegale, nonché per la possibilità di configurare il reato anche quando l'ingresso sia stato formalmente regolare ma finalizzato a permanenza illegale.

Massime di principio

  • La fattispecie di favoreggiamento della permanenza illegale (art.12, comma 5, d.lgs. 286/1998) può integrarsi anche quando lo straniero sia entrato o sia presente inizialmente con titolo di soggiorno regolare se successivamente si compiono atti, come la predisposizione di documenti falsi o fittizi rapporti di lavoro, volti a consentirne la permanenza illegale.
  • Un richiamo giurisprudenziale operato dai giudici di merito può risultare improprio rispetto al caso concreto senza però, necessariamente, compromettere la correttezza della decisione se sussistono altre pronunce di legittimità che sorreggono la soluzione adottata.
  • La prescrizione può maturare anche dopo la sentenza impugnata: la Cassazione può accogliere la causa di non punibilità per prescrizione e annullare senza rinvio il capo d'imputazione estinto, lasciando le altre condanne ormai passate in giudicato o da ricalcolare se residuano altre imputazioni.
  • I capi d'imputazione sono autonomi: l'annullamento per prescrizione di un capo non incide automaticamente sugli altri capi, che possono rimanere definitivi e per i quali può rendersi necessaria la rideterminazione della pena residua.
  • In contesti analoghi è importante valutare con attenzione i termini di prescrizione (inclusi i periodi di sospensione) e la qualificazione giuridica della condotta (favorire l'ingresso vs favorire la permanenza), poiché la distinzione influisce sulla configurabilità del reato.

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