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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35307/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di conferma della condanna per il reato di procurato ingresso illegale nel territorio dello Stato, deducendo vizio di motivazione per avere la Corte di appello disatteso la censura relativa all'attendibilità dei migranti-testimoni: secondo i ricorrenti le dichiarazioni dichiarate decisive erano oggettivamente poco credibili e non corroborate da elementi esterni di conferma, per cui la condanna sarebbe fondata su prove inidonee.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesto difetto di fondatezza. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse fornito un percorso argomentativo logico e coerente: pur rilevando deficit di credibilità in due testimoni (Azann Imran e Ahmad Bashir), i giudici di merito hanno valorizzato le dichiarazioni di altri due migranti (Shahzad Atif e Asif Zain) che erano corroborate da riscontri esterni. Inoltre, le ammissioni parziali degli imputati, le conversazioni telefoniche acquisite e circostanze fattuali (partenza notturna da litorale remoto, fuga su tender, messaggi chat che invitavano alla fuga) smentivano la versione difensiva. Perciò il motivo proposto è stato ritenuto aspecifico e manifestamente infondato. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000,00 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Ha consentito la trattazione scritta della trattazione e l'assunzione delle conclusioni rese dal Pubblico Ministero nei termini previsti dal decreto.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiama le conseguenze processuali della declaratoria di inammissibilità: l'onere delle spese e la liquidazione di una somma a favore della Cassa delle ammende.

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Citata in relazione alla valutazione della colpa nella proposizione del ricorso: la Corte rileva l'assenza di elementi tali da ritenere che i ricorrenti abbiano proposto il ricorso con colpa, pur confermando l'applicazione delle conseguenze previste dall'art. 616 cod. proc. pen.

Massime di principio

  • Un ricorso fondato esclusivamente sulla presunta inattendibilità di singoli testi può essere dichiarato inammissibile se il giudice di merito ha motivato il proprio convincimento con altre acquisizioni probatorie coerenti e corroboranti.
  • La Cassazione non riesamina i fatti e le valutazioni di merito se la censura è generica o aspecifica: il ricorrente deve indicare in modo puntuale il nesso tra vizio dedotto e la decisione impugnata.
  • Contraddizioni tra dichiarazioni non annullano automaticamente la prova se esistono riscontri esterni (altre testimonianze, dati oggettivi, conversazioni telefoniche) che sostengono la versione accusatoria.
  • Le ammissioni parziali degli imputati e la prova digitale (chat, telefonate) costituiscono elementi decisivi nella ricostruzione fattuale e possono smentire tesi di costrizione o innocenza apparente.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e pagamento di somme alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
  • In sede di impugnazione occorre confrontarsi esplicitamente con il percorso argomentativo dei giudici di merito: mere affermazioni sulla scarsa credibilità di alcuni testimoni, senza analizzare la motivazione avversa, sono spesso inefficaci.

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