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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29614/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso l'ordinanza del G.i.p. del 16/11/2022 che aveva disposto la custodia in carcere per il reato di tentativo di estorsione aggravata (art. 629, comma secondo, cod. pen.) e per il concorso ex art. 416-bis.1 cod. pen.. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, sostenendo che la motivazione si fondi soltanto sulla mera presenza silente di Nettuno al momento della richiesta estorsiva e che tale elemento sarebbe insufficiente per configurare responsabilita' penale o concorso nel reato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le questioni proposte erano fondate su apprezzamenti di fatto e una diversa valutazione delle emergenze probatorie, non consentiti in sede di legittimita'. Il Tribunale aveva confermato i gravi indizi ritenuti dal G.i.p. valorizzando le dichiarazioni dei testi Moio Giuseppe e Zannella Salvatore e il riconoscimento fotografico. Inoltre la Corte ha condiviso che la presenza di Nettuno, se non meramente casuale, poteva rafforzare il proposito estorsivo del complice e aumentare la pressione psicologica sulla vittima; tale orientamento e' conforme alla giurisprudenza della Cassazione richiamata. A seguito della declaratoria di inammissibilita', il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; e' stata disposta la trasmissione di copia del provvedimento al Direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 629 cod. pen.

    Riferimento al tentativo di estorsione aggravata: la fattispecie contestata e' stata valutata alla luce degli elementi indiziari raccolti

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Contestato il concorso nelle attivita' illecite di tipo associativo; la presenza di un soggetto puo' concorrere a rafforzare la responsabilita' del partecipante se non casuale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali a seguito di declaratoria di inammissibilita' del ricorso

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Obbligo di trasmissione della copia del provvedimento al Direttore dell'istituto penitenziario quando la pronuncia non comporti la rimessione in liberta' del detenuto

  • Sez. 2, Sentenza n. 28895 del 13/07/2020 (Massaro)

    Giurisprudenza richiamata per sostenere che anche la semplice presenza sul luogo, se non meramente casuale e se finalizzata a fornire stimolo o maggior sicurezza all'autore, puo' integrare concorso nel reato di estorsione

  • Sez. 2, Sentenza n. 50323 del 22/10/2013 (Aloia)

    Ulteriore precedente che conferma la possibilita' di ritenere concorrente la persona presente non casualmente durante l'estorsione

  • Sez. 2, Sentenza n. 31553 del 17/05/2017 (Paviglianiti)

    Principio secondo cui il ricorso per cassazione in materia di misure cautelari e' ammesso solo per violazione di norme di legge o manifesta illogicita' della motivazione, non per diversa valutazione dei fatti

  • Sez. 4, Sentenza n. 18795 del 02/03/2017 (Di Iasi)

    Conferma del limite del sindacato di legittimita' sulle valutazioni di merito nelle misure cautelari

  • Sez. 6, Sentenza n. 11194 del 08/03/2012 (Lupo)

    Richiama l'impossibilita' di rimettere in discussione valutazioni di fatto e di merito in sede di legittimita' quando la motivazione non sia manifestamente illogica

Massime di principio

  • In materia di misure cautelari personali la Corte di Cassazione verifica la legittimita' solo per violazione di norme di legge o per manifesta illogicita' della motivazione; non e' sede per rinnovare la valutazione dei fatti o delle prove fatta dal giudice di merito
  • La semplice presenza di un soggetto sul luogo della estorsione puo' integrare concorso nel reato se non e' meramente casuale e ha avuto la funzione di rafforzare l'azione o la pressione psicologica sull'offeso
  • Le dichiarazioni dei testi e i riconoscimenti fotografici, se ritenuti coerenti dal giudice di merito, costituiscono elementi idonei a fondare il giudizio di sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza
  • Un ricorso per cassazione infondato o non ammissibile puo' comportare condanne alle spese e sanzioni (versamento alla Cassa delle ammende) se emergono profili di colpa nella proposizione del ricorso
  • Chi impugna misure cautelari deve mirare a dimostrare specifiche violazioni di diritto o l'incoerenza manifesta della motivazione, non limitarsi a chiedere una diversa valutazione degli elementi probatori

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