Cassazione Penale, Sentenza n. 18175/2024 del 08/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la conferma della condanna pronunciata dalla Corte di appello di Bologna (reati di cui agli artt. 337, 582, 585, 576 n.1 c.p.), deducendo violazione di legge in relazione all'art. 95 d.lgs. n.150/2022 e all'art. 545‑bis c.p.p.: la Corte d'appello, secondo il ricorrente, avrebbe dovuto pronunciarsi esplicitamente sulla sostituibilità della pena detentiva breve con le pene sostitutive (art. 20‑bis c.p. e artt. 53 e ss. L. n. 698/1981). Il ricorrente lamentava quindi omessa valutazione della possibilità di applicare le nuove pene sostitutive introdotte dalla riforma Cartabia.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché dalla sentenza impugnata e dagli atti non risulta che il ricorrente abbia richiesto, in appello, l'applicazione delle nuove pene sostitutive; ai sensi dell'art. 95 d.lgs. n.150/2022 la pronuncia sulle pene sostitutive è vincolata a una richiesta dell'imputato, da farsi al più tardi nell'udienza di discussione d'appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., a versare in favore della Cassa delle ammende la somma di euro tremila, determinata in via equitativa (pur senza ritenere che il ricorso sia stato proposto in colpa).
Norme richiamate
art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Norma transitoria della riforma Cartabia: dispone che, nel periodo transitorio, il giudice d'appello pronunci sulla applicabilità delle nuove pene sostitutive delle pene detentive brevi solo se l'imputato ne faccia espressa richiesta, formulabile non esclusivamente nell'atto di gravame ma comunque al più tardi in udienza di discussione d'appello.
Richiamato dal ricorrente in relazione alla necessità di pronuncia del giudice d'appello; la Corte ha ritenuto che tale articolo non imponga una pronuncia d'ufficio sulla sostituibilità delle pene senza la richiesta dell'imputato nel periodo transitorio.
Istituisce, per le pene detentive brevi, nuove misure sostitutive; la sua applicazione in sede di appello nel periodo transitorio è subordinata alla richiesta dell'imputato ai sensi dell'art. 95 d.lgs. n.150/2022.
artt. 53 e ss. L. n. 698/1981
Prevedono le pene sostitutive alla detenzione (discipline storiche): la possibilità di sostituzione va valutata se richiesta, analogamente a quanto previsto per le nuove misure sostitutive.
Prevede i 'motivi nuovi' di appello; la Corte rileva che la richiesta di applicazione delle nuove misure sostitutive può essere formulata anche non nell'atto di gravame ma nei termini utili, fino all'udienza di discussione d'appello.
Consente alla Corte di cassazione di condannare il ricorrente al pagamento delle spese di procedimento e di disporre versamenti in favore della Cassa delle ammende in via equitativa; applicata per sanzionare l'inammissibilità del ricorso, pur senza ravvisare colpa nella proposizione.
Richiesto dal difensore per la sintetizzazione dei motivi ai fini di ammissione del ricorso; citato per spiegare la sintesi dei motivi nel ricorso per cassazione.
art. 23, comma 8, dl. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020)
Norma che autorizza il procedimento con trattazione scritta in Cassazione se non è stata richiesta la discussione orale nei termini; giustifica il deposito di conclusioni scritte del Procuratore Generale.
artt. 337, 582, 585, 576 n.1 c.p.
Norme penali che definiscono i reati per i quali l'imputato era stato condannato in primo e secondo grado; la decisione di cassazione riguarda l'inammissibilità del ricorso in relazione a profili procedurali sulla sostituzione della pena, non una revisione della colpevolezza rispetto a tali articoli.
Massime di principio
- In presenza della disciplina transitoria dell'art. 95 d.lgs. n.150/2022, il giudice d'appello non è tenuto a pronunciarsi d'ufficio sulla sostituibilità della pena detentiva breve: è necessaria una richiesta espressa dell'imputato, formulabile in appello o, comunque, al più tardi in udienza di discussione d'appello.
- La richiesta di applicazione delle nuove pene sostitutive può essere fatta anche oltre l'atto di gravame (ad esempio in udienza) ma l'assenza di tale richiesta rende inammissibile la doglianza in cassazione fondata sulla mancata applicazione delle misure sostitutive.
- In procedimenti di legittimità con trattazione scritta, le conclusioni del Procuratore generale sono ammissibili quando non sia stata chiesta la discussione orale nei termini previsti dalle norme emergenziali e successive modifiche.
- La Corte di cassazione può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e a un versamento alla Cassa delle ammende anche quando il ricorso sia inammissibile, ma può dosare tale misura in via equitativa se non sussiste colpa nel proporre il ricorso.
- Per evitare l'inammissibilità, il difensore deve esplicitare nei gradi inferiori o almeno in udienza d'appello qualsiasi istanza che possa condizionare la decisione sulla pena (es. richiesta di applicazione di pene sostitutive), soprattutto in presenza di norme transitorie che subordinano la pronuncia a una domanda dell'imputato.
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