Cassazione Penale, Sentenza n. 4497/2022 del 09/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che lo aveva condannato, denunciando: 1) errata applicazione dell'art. 337 c.p. perché la condotta sarebbe stata di resistenza passiva/insulti e non violenza o minaccia; 2) inutilizzabilità delle dichiarazioni spontanee rese in caserma (art. 350 c.p.p.) perché rese in stato di arresto; 3) assenza di concorso nella detenzione delle armi (si sarebbe trattato di semplice connivenza non punibile con il padre); 4) carenza di preventiva contestazione delle munizioni e introduzione di un fatto nuovo; 5) difetto di motivazione e modifica della ricostruzione fattuale in relazione alla ricettazione; 6), subordinatamente, valutazione della tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha ritenuto utilizzabili le dichiarazioni spontanee verbalizzate e sottoscritte (art. 350 c.p.p., comma 7). Ha confermato che dai fatti emergono minacce attive del ricorrente (anche con riferimento all'uso di armi) e quindi la sussistenza della resistenza e delle correlate aggravanti. Ha accolto la valutazione che il ricorrente condivideva il possesso delle armi con il padre, essendo state occultate nei luoghi indicati dal ricorrente e sussistendo elementi di connivenza e disponibilità personale; ciò giustifica anche la condanna per ricettazione, in particolare per la presenza di armi con matricola abrasa che legittima la presunzione di illecita provenienza. Ha ritenuto inammissibili o manifestamente infondate le doglianze procedurali relative alla nuova contestazione delle munizioni e alla qualificazione giuridica della fattispecie. Ha respinto la richiesta di riesame della tenuità per essere formulata in modo subordinato e generico. Ha condannato il ricorrente alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma sul delitto di resistenza a pubblico ufficiale: la Corte valuta la condotta anche alla luce delle minacce e dell'uso o riferimento ad armi, ritenendo sussistente la resistenza con elementi di minaccia, non mera resistenza passiva.
Le dichiarazioni spontanee verbalizzate e sottoscritte dall'imputato ai sensi dell'art. 350, comma 7, c.p.p. sono utilizzabili nel giudizio abbreviato per fondare la responsabilità, purché verbalizzate e sottoscritte; la Cassazione richiama costante giurisprudenza in tal senso.
Principio di concorso di persone nel reato: applicato per valutare la responsabilità congiunta del ricorrente e del padre nella detenzione delle armi.
Norme sulla qualificazione delle condotte in materia di armi: richiamata nella contestazione per la detenzione di armi clandestine e munizioni.
Contravvenzione relativa alla detenzione di munizioni: il giudice valuta che la contestazione della detenzione delle munizioni era già implicita nell'imputazione e adeguatamente nota all'imputato.
Norma sulla ricettazione: la Corte conferma che il possesso di armi con matricola abrasa, in mancanza di elementi contrari, è indice della provenienza illecita e legittima la condanna per ricettazione.
art. 516, 517, 521, 533, 605 c.p.p.
Richiamate in relazione alle contestazioni circa l'introduzione di nuovi fatti o modifiche dell'imputazione: la Corte osserva che non si è modificato il complesso fattuale contestato (solo la nomen iuris), per cui non è necessario un nuovo atto di imputazione.
Disposizione sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto: la richiesta è stata ritenuta generica e subordinata, quindi inammissibile nella forma proposta.
art. 111 Cost.
Principio di giusto processo e diritto di difesa: richiamato nei motivi ma la Corte ritiene che i diritti processuali non siano stati violati alla luce degli atti e delle difese svolte.
Previsione sulla condanna alle spese di lite in Cassazione: applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese.
Massime di principio
- Le dichiarazioni spontanee rese in caserma, se verbalizzate e sottoscritte (art. 350 c.p.p., comma 7), possono essere pienamente utilizzate nel giudizio abbreviato per fondare la responsabilità, salvo prova che siano state estorte o rese sotto costrizione.
- La mera alterazione della nomen iuris della fattispecie o una diversa qualificazione giuridica non implica necessariamente la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza, se il complesso fattuale rimane identico e l'imputato era a conoscenza del fatto contestato.
- Nel delitto di concorso nella detenzione di armi, la coabitazione e la consapevolezza della presenza delle armi, unitamente a comportamenti omissivi o di connivenza, possono concretare il concorso anche senza prova di consegna diretta: il possesso condiviso e la disponibilità personale sono elementi decisivi.
- La presenza di armi con matricola abrasa o priva di matricola costituisce, in assenza di elementi contrari, forte indice della provenienza illecita e può integrare la prova di ricettazione.
- Per contestare l'utilizzabilità di dichiarazioni o lo stato di detenzione al momento della resa di dichiarazioni, in sede di ricorso per Cassazione è necessario allegare o indicare specificamente gli atti dai quali ciò risulti; affermazioni generiche senza allegati sono inammissibili.
- La richiesta di applicazione dell'istituto della non punibilità per tenuità del fatto (art. 131-bis) deve essere proposta in modo specifico e motivato; non è sufficiente formularla come mera opzione subordinata al rinvio.
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