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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06377/2024 del 08/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (coerede)

La controversia

La controversia nasce dalla successione testamentaria di un soggetto deceduto, con apertura della successione, testamento olografo e successiva scrittura privata di divisione ereditaria tra i coeredi. Due coeredi avevano chiesto l'accertamento della divisione già intervenuta, la condanna di un altro coerede a stipulare l'atto pubblico ricognitivo della scrittura privata e a liberare l'immobile familiare dai propri effetti personali, oltre al risarcimento dei danni. Il convenuto, a sua volta, aveva proposto domande riconvenzionali chiedendo in via principale la nullità della divisione per la presenza di un immobile abusivo tra quelli a lui assegnati, in via subordinata la rescissione per lesione oltre il quarto, nonché la riduzione delle disposizioni testamentarie per asserita lesione della quota di legittima e lo scioglimento della comunione ereditaria. La Corte d'appello aveva annullato per ultrapetizione il capo sulla condanna a prestare consenso dinanzi al notaio, ma aveva rigettato il resto. Nel ricorso per cassazione il soccombente ha dedotto: omessa pronuncia sull'apertura della successione; violazione delle norme sulla legittima per il rigetto della domanda di riduzione; violazione della disciplina urbanistica sulla nullità della divisione avente ad oggetto immobile abusivo; omesso esame del fatto che la divisione riguardava corpi di fabbrica e non lotti di terreno; violazione dell'art. 763 c.c. sulla rescissione per lesione; e violazione dell'art. 2932 c.c. e vizio motivazionale in relazione alle statuizioni sull'inadempimento e sulle conseguenze della divisione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo e il secondo motivo; ha accolto il terzo e il quarto motivo, ritenendo che la nullità urbanistica degli atti di scioglimento della comunione ereditaria debba essere valutata alla luce del principio affermato dalle Sezioni Unite del 2019; ha dichiarato assorbito il quinto motivo e solo parzialmente assorbito il sesto. La sentenza impugnata è stata quindi cassata in relazione ai motivi accolti, con rinvio alla Corte d'appello di Napoli in diversa composizione, che dovrà riesaminare la validità della divisione ereditaria alla luce del principio di diritto sulla nullità per irregolarità urbanistica, e, solo se la divisione sarà ritenuta valida, valutare le ulteriori censure relative alla domanda ex art. 2932 c.c. e alle conseguenze dell'asserito inadempimento.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    La censura di omessa pronuncia è stata respinta perché la declaratoria di apertura della successione era ritenuta implicitamente contenuta nella decisione di merito.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    È stato richiamato come parametro del vizio di omessa pronuncia e della nullità della sentenza.

  • art. 542 c.c.

    È stato ritenuto che la quota di legittima del legittimario non risultasse automaticamente lesa e che incombeva sul ricorrente l'onere di provare la massa ereditaria e la concreta lesione.

  • art. 540 c.c.

    È stato richiamato per affermare che gli arredi della casa coniugale sono gravati dal diritto di uso del coniuge superstite, con conseguente riduzione del loro valore ai fini della legittima.

  • legge n. 47 del 1985, artt. 17 e 40

    La Cassazione, aderendo al più recente orientamento delle Sezioni Unite, ha affermato che anche gli atti di scioglimento della comunione ereditaria ricadono nella sanzione di nullità urbanistica se aventi ad oggetto edifici privi degli estremi di regolarità richiesti.

  • art. 46, comma 1, d.P.R. n. 380 del 2001

    Richiamato come norma sostanzialmente corrispondente alla precedente disciplina urbanistica, applicabile agli atti di scioglimento della comunione ereditaria.

  • art. 374, comma 3, c.p.c.

    È stato richiamato per sottolineare il vincolo derivante dal principio di diritto delle Sezioni Unite.

  • art. 763 c.c.

    La censura sulla rescissione per lesione oltre il quarto è stata ritenuta assorbita, poiché subordinata alla previa valutazione della nullità della divisione.

  • art. 764, primo comma, c.c.

    La Corte d'appello aveva qualificato la divisione come rescindibile; la Cassazione non ha deciso nel merito sul punto perché assorbito dall'accoglimento dei motivi sulla nullità.

  • art. 2932 c.c.

    È stato richiamato in relazione alla domanda di sentenza sostitutiva del contratto e alle conseguenze dell'annullamento per ultrapetizione del capo che imponeva la prestazione del consenso notarile.

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    Richiamato per il motivo di omesso esame di un fatto decisivo relativo all'oggetto della divisione.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Parametri di ricorso per le dedotte violazioni di legge su legittima, urbanistica, rescissione e art. 2932 c.c.

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    Richiamato nel censurare il vizio motivazionale e la contraddittorietà della decisione.

  • art. 12 preleggi

    Utilizzato come criterio per delimitare il sindacato di legittimità alle sole anomalie motivazionali rilevanti in senso costituzionale.

Massime di principio

  • Nell'azione di riduzione il legittimario deve allegare e provare, almeno in termini idonei e anche per presunzioni gravi, precise e concordanti, gli elementi patrimoniali che compongono la massa ereditaria e consentono di verificare l'effettiva lesione della quota di riserva; non basta affermare in modo generico che una disposizione testamentaria è lesiva.
  • La lesione della legittima non si presume automaticamente dalla semplice attribuzione di determinati cespiti a un beneficiario, ma va verificata in concreto sulla base della consistenza dell'asse e del valore dei beni interessati.
  • Gli atti di scioglimento della comunione ereditaria, quando abbiano ad oggetto diritti reali relativi a edifici o loro parti, sono soggetti alla sanzione di nullità urbanistica se non contengono gli estremi della licenza, concessione o sanatoria richiesti dalla disciplina edilizia.
  • Ai fini della nullità urbanistica rileva l'assetto dell'immobile e la sua regolarità al momento dell'atto, secondo il principio di diritto affermato dalle Sezioni Unite e vincolante per il giudice di legittimità.
  • La rescissione della divisione per lesione oltre il quarto è logicamente subordinata alla validità del negozio divisorio: quando la questione di nullità dell'atto è ancora aperta, il relativo esame assorbe la domanda rescissoria proposta in via subordinata.
  • In cassazione il vizio di motivazione è scrutinabile solo nei limiti dell'anomalia motivazionale costituzionalmente rilevante; non è sufficiente dedurre una mera insufficienza o non condivisibilità della motivazione, se la sentenza consente di ricostruire il percorso argomentativo.
  • Una statuizione può essere ritenuta implicitamente contenuta nella decisione quando sia logicamente presupposta dal contenuto della sentenza, escludendo il vizio di omessa pronuncia se il capo contestato risulti già assorbito o implicitamente deciso.

Come è indicizzato

MaterieTestamentoTutela dei legittimariDivisione ereditariaImpugnazioni
RamiSuccessioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàResponsabilità precontrattuale

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