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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34859/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gargiulo aveva chiesto l'ammissione all'affidamento in prova al servizio sociale ex art. 47 ord. pen.; il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha rigettato l'istanza ritenendo mancanti le condizioni per una prognosi favorevole e per il recupero sociale, alla luce della gravità dei reati per cui era stato condannato (stalking e lesioni personali nei confronti della moglie), di una precedente condanna per il reato associativo di cui all'art. 416‑bis c.p., e della condotta post‑condanna (segnalazione di partecipazione a una rissa). Il difensore ha impugnato in Cassazione deducendo nullità per violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata valutazione degli elementi favorevoli prodotti dalla difesa (presunta reintegrazione sociale).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse correttamente applicato i principi di diritto: per la concessione dell'affidamento in prova occorre valutare la gravità del reato, i precedenti e soprattutto la condotta attuale e post‑condanna al fine di formare una prognosi sul rischio di recidiva; non è richiesta la prova di una completa revisione di vita, ma almeno l'avvio di un processo di resipiscenza. Il Tribunale aveva motivato congruamente richiamando i reati violenti commessi contro la moglie, la precedente condanna per 416‑bis, le informazioni della polizia giudiziaria e la partecipazione a una rissa, ritenendo assenti elementi positivi che dimostrassero un riallineamento ai valori dell'ordinamento. La successiva archiviazione del procedimento per rissa non è idonea a sovvertire la valutazione, anche perché sopravvenuta rispetto all'ordinanza impugnata. Per questi motivi il ricorso è inammissibile. Inoltre la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende (ex art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 47 ord. pen.

    Norma che disciplina l'affidamento in prova al servizio sociale; la Corte ne interpreta i presupposti richiedendo una valutazione prognostica sulla concreta possibilità di recupero e sulla prevenzione del rischio di recidiva, tenendo conto della gravità del reato, dei precedenti e della condotta post‑condanna

  • art. 416‑bis cod. pen.

    Reato associativo di particolare allarme sociale; la presenza di precedenti per tale reato è rilevante e negativa nella valutazione del rischio di recidiva e dell'idoneità a misure alternative

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e a una somma in favore della Cassa delle ammende in caso di impugnazione inammissibile; qui è stata applicata per sanzionare il ricorrente

Massime di principio

  • Per ottenere l'affidamento in prova non è necessaria la dimostrazione di una completa revisione critica del passato, ma è richiesto che emerga almeno l'avvio di un processo di resipiscenza dalla osservazione della personalità
  • La gravità del reato e i precedenti penali costituiscono elementi di peso nella valutazione e possono precludere l'affidamento se concorrono a un giudizio prognostico sfavorevole
  • La condotta post‑condanna e i comportamenti attuali sono essenziali: informazioni negative successive alla condanna (es. risse, segnalazioni di pericolosità) possono legittimamente impedire la concessione del beneficio
  • Una successiva archiviazione di un procedimento sopravvenuta non basta automaticamente a modificare una valutazione negativa già fondata su molteplici elementi; va valutata la rilevanza complessiva delle prove
  • Chi propone impugnazioni manifestamente infondate o che risultano inammissibili può essere condannato a spese processuali e a sanzioni verso la Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto è consigliabile valutare attentamente la fondatezza del ricorso

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