Cassazione Penale, Sentenza n. 2064/2022 del 18/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta ex art. 671 cod.proc.pen. di applicazione della disciplina del reato continuato in sede esecutiva tra due sentenze irrevocabili (10.07.2019 e 11.12.2015), con contestazione del metodo di calcolo dell'aumento di pena per il reato satellite alla luce dell'applicazione della recidiva reiterata ex art. 99, comma 4 cod.pen.; il ricorrente deduce che la recidiva non sarebbe stata concretamente applicata in una sentenza anteriore e che il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto attenersi alla misura praticata in primo grado per il satellite poi annullata in appello
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che entrambe le sentenze definitive avevano applicato la recidiva reiterata (con giudizio di equivalenza con le attenuanti generiche) e, secondo l'interpretazione delle Sezioni Unite, l'aggravante si considera "applicata" anche quando neutralizza l'effetto diminutivo di un'attenuante. Pertanto il combinato disposto degli artt. 671 comma 2-bis e 81 comma 4 cod.pen. è stato correttamente utilizzato per determinare un aumento della pena per il reato satellite non inferiore a un terzo della pena del reato più grave. Sono stati inoltre esclusi effetti vincolanti per il giudice dell'esecuzione da valutazioni o aumenti posti poi travolti da sentenze assolutive; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali
Norme richiamate
Norma che consente al giudice dell'esecuzione di unificare il trattamento sanzionatorio per reati già giudicati: applicata per fondare l'operatività del reato continuato in sede esecutiva tra più sentenze irrevocabili
art. 671, comma 2-bis cod.proc.pen.
Comma usato per richiamare la regola sul calcolo dell'aumento di pena in executivis, in combinato disposto con l'art. 81 comma 4 cod.pen.
Prevede che, in caso di continuazione, l'aumento per il reato satellite non può essere inferiore a un terzo della pena del reato più grave; la Corte ha ritenuto applicabile la misura minima quando la recidiva reiterata risulta applicata nei precedenti definitivi
art. 99, quarto comma cod.pen.
Recidiva reiterata: la Corte ha interpretato che essa si considera "applicata" anche quando il suo effetto è quello di neutralizzare una diminuzione dovuta a una attenuante (giudizio di equivalenza), e quindi rileva ai fini dell'art. 81 comma 4
art. 187 disp.att. cod.proc.pen.
Richiamato per l'individuazione della violazione più grave in sede di riunificazione/esecuzione (la Corte ha indicato come reato più grave il reato associativo della sentenza 10.07.2019)
art. 73 e art. 74 DPR n. 309/1990
Norme sostanziali dei reati di stupefacenti oggetto dei procedimenti: citate per individuare i reati giudicati e il relativo trattamento sanzionatorio
Massime di principio
- In sede esecutiva, se più sentenze definitive sono state emesse e almeno una di esse ha applicato la recidiva reiterata (anche con giudizio di equivalenza rispetto alle attenuanti), tale aggravante può legittimare l'applicazione dell'aumento minimo di cui all'art. 81, comma 4 cod.pen.
- Ai fini dell'operatività dell'aggravante conta che la recidiva abbia prodotto effetti concreti (anche se solo neutralizzando un'attenuante): l'espressione "applicata" non si limita ai casi in cui aumenti direttamente la pena
- Le determinazioni di primo grado relative a un reato poi assolto in appello non vincolano il giudice dell'esecuzione nel calcolo in executivis: l'effetto vincolante deriva dal giudicato definitivo, non da statuizioni travolte da successiva assoluzione
- Il principio secondo cui il giudice della cognizione deve considerare recidiva reiterata come preesistente (per applicare l'aumento minimo) si applica al momento del giudizio di cognizione; in sede esecutiva invece rilevano le sentenze definitive già divenute irrevocabili e il loro contenuto effettivo
- In situazioni analoghe è importante verificare con attenzione quali sentenze siano definitivamente irrevocabili e quali circostanze aggravanti o attenuanti siano state effettivamente rese operative, poiché ciò incide sul calcolo dell'aumento in caso di continuazione
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