Cassazione Penale, Sentenza n. 49694/2022 del 30/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza per: mancata esclusione dell'animus necandi (contestando l'interpretazione di intercettazioni e l'assenza di riscontro medico per la ferita al collo); erronea applicazione dell'aggravante dei futili motivi (sostenendo che la reazione della vittima era inizialmente minacciosa e avrebbe giustificato la difesa); mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e del rilievo della piena confessione e del risarcimento del danno.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico, assertivo e reiterativo rispetto alle argomentazioni già valutate dai giudici di merito senza critica specifica. Ha ritenuto legittima la valutazione probatoria (dichiarazioni vittime, intercettazioni, ammissioni parziali, rilievi di polizia) che ha confermato la dinamica: spedizione punitiva, uso volontario dell'arma e colpi ad altezza d'uomo con ferita alla gamba e colpo di striscio al collo. Ha quindi confermato la conferma della responsabilità e della pena inflitta in sede di merito (6 anni e 8 mesi per tentato omicidio aggravato in concorso e per detenzione/porto illegali aggravati dell'arma) e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamato unitamente ad altri articoli per la configurazione del tentativo (comportamento tentato rispetto al risultato).
Applicato per la responsabilità in concorso nei reati di cui all'imputazione.
Norma base sull'omicidio; richiamata in relazione al tentato omicidio contestato.
Aggravante richiamata nella contestazione per la particolare gravità connessa all'uso di arma da fuoco.
Richiamato come aggravante collegata alla fattispecie del tentato omicidio.
Richiamato come aggravante applicata alla detenzione e porto dell'arma.
legge n. 895/1967, artt. 2, 4, 7
Norme sulla disciplina delle armi, richiamate per i reati di detenzione e porto illegali di arma da fuoco.
La circostanza attenuante è stata riconosciuta e valutata in sede di merito (testualmente indicata come applicata e valutata in rapporto all'aggravante contestata).
Richiamato dalla difesa per chiedere valutazione del contesto di reciproca aggressione; la Corte ha ritenuto inapplicabile tale svalutazione dati i fatti (spedizione punitiva e iato temporale).
Applicato per la condanna alle spese processuali e per il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende a seguito dell'inammissibilità del ricorso.
Corte Cost., sent. n. 186/2000
Richiamata circa la valutazione della colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e della relativa sanzione economica.
Sez. 3, n. 44938/2021 (Gregoli)
Giurisprudenza citata per il principio che l'interpretazione delle intercettazioni è questione di fatto di esclusiva competenza del giudice di merito non sindacabile in Cassazione salvo manifesta illogicità.
Sez. 1, n. 8443/1980 (Paciello)
Giurisprudenza richiamata sul concetto di motivo futile: sussiste quando il movente è un pretesto rispetto alla sproporzione tra causa e reato commesso.
Massime di principio
- In Cassazione è difficoltoso contestare la valutazione delle intercettazioni e delle prove di fatto: tali questioni sono tipicamente rimesse al giudice di merito e possono essere impugnate solo se la motivazione è manifestamente illogica o irragionevole.
- I ricorsi generici, assertivi o che ripropongono argomentazioni già esaminate senza critiche specifiche sono inammissibili; l'impugnazione deve indicare con precisione quale punto della motivazione si contesta e perché sia illogico o insufficiente.
- Per escludere l'aggravante del "motivo futile" occorre dimostrare l'esistenza di un rapporto di proporzionalità e una causa determinante reale: la mera dichiarazione di un diverbio non basta se sussistono elementi di pianificazione o di spedizione punitiva.
- Le ammissioni parziali, la fuga/latitanza e il mancato reperimento dell'arma aggravano la posizione e ostano al riconoscimento di attenuanti generiche o alla significativa diminuzione della pena.
- La piena confessione e il risarcimento del danno devono essere valorizzati concretamente e collegati a elementi che dimostrino resipiscenza effettiva; non sono automaticamente risolutivi se la condotta ha carattere particolarmente grave.
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