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Sentenza

Sentenza del 14/11/2019 n. 1565 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU e il diniego di rimborso, sostenendo che l’imposta non fosse dovuta per i periodi contestati, poiché il contratto di leasing era stato risolto anticipatamente ma l’immobile non era ancora stato riconsegnato. Secondo la contribuente, la soggettività passiva IMU doveva cessare con la risoluzione del contratto e non poteva permanere fino alla materiale restituzione del bene.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l’appello della contribuente, riformando la decisione di primo grado e riconoscendo che, ai fini IMU, l’utilizzatore del bene in leasing resta soggetto passivo fino alla riconsegna dell’immobile, anche se il contratto è stato risolto anticipatamente. La motivazione si fonda sull’ultrattività del rapporto di leasing: fino alla restituzione, l’utilizzatore conserva la disponibilità e il godimento del bene e continua a sopportare gli obblighi e i rischi normalmente collegati al possesso. Gli avvisi di accertamento risultano quindi fondati nei confronti dell’utilizzatore, mentre le spese di lite sono state compensate. Nel dispositivo è indicato "accoglie l’appello dell’Ufficio", formulazione apparentemente contraddittoria rispetto alla motivazione e alla precedente affermazione secondo cui l’appello della contribuente è fondato e merita accoglimento.

Norme richiamate

  • Art. 8 del d.lgs. n. 23/2011

    "Il presupposto dell’IMU ... è ... il possesso dei beni immobili"

    Il presupposto dell’imposta è il possesso in senso tributario, nozione più ampia di quella civilistica, tale da comprendere anche situazioni di detenzione qualificata.

  • Art. 9, comma 1, del d.lgs. n. 23/2011

    In caso di leasing, il soggetto passivo IMU è l’utilizzatore, perché dispone del bene e assume gli obblighi, i benefici e i rischi normalmente collegati alla proprietà.

  • Art. 1, comma 672, della legge n. 147/2013

    La disposizione, richiamata dalla contribuente con riferimento alla TASI, è stata ritenuta non decisiva dal giudice di primo grado; la decisione finale si fonda invece sulla disciplina IMU e sull’interpretazione dell’art. 9 del d.lgs. n. 23/2011.

  • Art. 1140, comma 1, del codice civile

    La nozione civilistica di possesso è distinta da quella rilevante ai fini IMU: per il tributo può essere considerato soggetto passivo anche chi, civilisticamente, è soltanto detentore qualificato.

  • Cassazione, Sez. 5, sentenza n. 19166 del 17 luglio 2019

    La Corte ha affermato che l’utilizzatore in leasing resta soggetto passivo IMU anche dopo la risoluzione anticipata del contratto, fino alla riconsegna dell’immobile.

Massime di principio

  • Nel leasing immobiliare, ai fini IMU, la soggettività passiva grava normalmente sull’utilizzatore e non sulla società concedente.
  • La risoluzione anticipata del contratto non determina automaticamente la cessazione dell’obbligo IMU: l’obbligo permane fino alla materiale riconsegna dell’immobile.
  • Per stabilire chi deve pagare l’IMU conta soprattutto chi mantiene la disponibilità, il godimento e i rischi relativi al bene, non soltanto la titolarità formale della proprietà.
  • È opportuno documentare con precisione la data di riconsegna dell’immobile, mediante verbali, consegna delle chiavi e altri elementi probatori, perché tale data può determinare la cessazione della soggettività passiva dell’utilizzatore.
  • La motivazione della sentenza indica l’accoglimento dell’appello della contribuente, mentre il dispositivo contiene la formula "accoglie l’appello dell’Ufficio"; in caso di effettiva discordanza, occorre verificare il testo ufficiale e, se necessario, valutare la correzione dell’errore materiale o gli strumenti processuali applicabili.

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