Cassazione Civile, Ordinanza n. 36902/2022 del 16/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La lite nasce dal risarcimento dei danni conseguenti all'alluvione del 5 maggio 1998, per la quale un sindaco era stato condannato penalmente per omicidio colposo plurimo e, in sede civile, al risarcimento dei danni in solido con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell'Interno e il Comune di Sarno quali responsabili civili. Dopo che il Tribunale aveva accolto la domanda risarcitoria della danneggiata e, in via riconvenzionale, aveva riconosciuto il regresso delle Amministrazioni statali verso il sindaco, assorbendo la domanda alternativa di regresso verso il Comune, la Corte d'appello aveva negato il regresso tra responsabili civili ritenendo che, se la responsabilità degli enti pubblici fosse stata indiretta o per fatto altrui, non sarebbe configurabile regresso tra soggetti incolpevoli. I ricorrenti deducevano la violazione degli artt. 28 Cost., 22 e 23 T.U. n. 3/1957, 185 c.p., 2043, 2049 e 2055, comma 2, c.c., sostenendo che la responsabilità della pubblica amministrazione, in presenza di immedesimazione organica e di condotta istituzionale del sindaco, fosse responsabilità diretta; in subordine, lamentavano che il regresso avrebbe dovuto comunque ammettersi anche nell'ipotesi di responsabilità per fatto altrui.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo che la responsabilità del Comune fosse diretta ex art. 2043 c.c. perché la condotta del sindaco, pur in parte omissiva, consisteva nell'illegittimo esercizio o mancato esercizio di potestà pubbliche, e quindi nell'esplicazione di attività istituzionale imputabile all'ente. Conseguentemente ha affermato che, trattandosi di responsabilità diretta del coobbligato, è astrattamente esperibile l'azione di regresso delle Amministrazioni statali verso il Comune, secondo la logica dell'art. 2055, comma 2, c.c., come già ritenuto dalla giurisprudenza richiamata. Il secondo motivo, formulato in via subordinata, è stato dichiarato assorbito. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Salerno, in diversa composizione, per nuovo esame e per la regolazione delle spese.
Norme richiamate
art. 28 Cost.
Richiamato dai ricorrenti a sostegno dell'imputazione diretta alla pubblica amministrazione della condotta del sindaco e, quindi, della responsabilità dell'ente.
artt. 22 e 23 T.U. n. 3/1957
Richiamati dai ricorrenti nel quadro della disciplina della responsabilità delle amministrazioni e dei loro funzionari.
Richiamato dai ricorrenti quale base del rapporto tra illecito penale e obbligazione risarcitoria.
La Corte lo assume come norma di riferimento per la responsabilità diretta della pubblica amministrazione quando la condotta illecita sia riconducibile all'esercizio o al mancato esercizio di potestà istituzionali.
Evocato in via subordinata e nel ragionamento sulla responsabilità indiretta, come paradigma generale della responsabilità per fatto del dipendente.
Richiamato per affermare che il regresso spetta verso il responsabile diretto e, nel caso di specie, può essere fatto valere se il coobbligato è responsabile direttamente del danno.
Indica il rito camerale semplificato con cui il ricorso è stato trattato.
Richiamato per descrivere il provvedimento del Tribunale che ha definito la domanda risarcitoria in primo grado.
Massime di principio
- La responsabilità della pubblica amministrazione per il fatto penalmente illecito del proprio agente è diretta quando la condotta, anche omissiva, si inserisce nell'esercizio o nel mancato esercizio di poteri autoritativi e istituzionali, essendo tale condotta imputabile all'ente per immedesimazione organica.
- L'assenza di un formale provvedimento amministrativo non esclude, di per sé, la responsabilità diretta dell'ente se il danno deriva dall'illegittimo omesso esercizio di un potere che doveva essere esercitato.
- L'azione di regresso ex art. 2055, comma 2, c.c. presuppone che il regresso sia esercitato nei confronti del responsabile diretto del fatto dannoso; una volta qualificata come diretta la responsabilità dell'ente, il regresso può essere chiesto nei suoi confronti.
- Nel valutare la responsabilità della pubblica amministrazione occorre distinguere tra attività meramente materiale estranea alle funzioni istituzionali, per la quale può venire in rilievo una responsabilità indiretta, e attività provvedimentale o istituzionale, alla quale si collega la responsabilità diretta dell'ente.
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