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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4855/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Firenze che aveva parzialmente riformato il Tribunale di Lucca e confermato la responsabilita per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale degli amministratori di fatto della immobiliare Residence Bagni di Lucca s.r.l. Le censure - articolate in sei motivi - denunciavano: errore di diritto e di motivazione nel non aver valutato l'esistenza di un 'gruppo Tronci' e i vantaggi compensativi intragruppo (richiesta di perizia ex art. 2634 c.c.); mancata considerazione del nesso causale tra intervento della Guardia di Finanza (sequestro/blocco finanziario) e il fallimento; mancata valutazione dell'elemento soggettivo della bancarotta distrattiva (assenza di dolo, atti finalizzati all'interesse del gruppo); errori nella valutazione della bancarotta documentale in relazione alla presunta inattività della società dal 2007; la posizione di Bogodyarova come mera esecutrice senza autonomia gestionale; e la eccessiva afflittività delle pene ai sensi dell'art. 133 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che i motivi ripropongono contestazioni di fatto già esaminate e confutate dal giudice di merito, mancano di specificità e mirano a una diversa rivalutazione del materiale probatorio, cioè non sindacabile in questa sede. Ha confermato la legittimità della valutazione della Corte d'appello circa: l'assenza di elementi concreti sugli eventuali vantaggi compensativi intragruppo; la fondatezza della qualificazione della condotta come bancarotta distrattiva alla luce dell'orientamento delle Sezioni Unite (Passarelli); la responsabilità per bancarotta documentale rilevata sulla base dell'impossibilità di ricostruire il patrimonio; e la qualificazione di Bogodyarova come amministratrice di fatto. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 2634 cod. civ.

    Richiamato in relazione alla richiesta di perizia: la Corte ha ritenuto che l'istanza peritale fosse inammissibile/irrilevante in assenza di specifici e concreti elementi nell'impugnazione che giustificassero l'integrazione istruttoria

  • art. 216 co.1 n.1 legge fallimentare (L.F.)

    Norma sulla bancarotta fraudolenta patrimoniale: la Corte ha applicato l'interpretazione secondo cui il dolo richiesto può essere il dolo generico (orientamento Sezioni Unite Passarelli), ossia la consapevolezza che gli atti depauperino il patrimonio e possano danneggiare i creditori

  • art. 223 legge fallimentare (L.F.)

    Richiamata nella discussione sui vantaggi compensativi intragruppo: la Corte ha precisato che la mera appartenenza a più società non basta; occorre provare il saldo positivo complessivo delle operazioni che compensi il danno alla società depauperata

  • art. 2359 cod. civ.

    Citato indirettamente per i requisiti di qualificazione di 'gruppo societario': la Corte osserva che per invocare benefici intragruppo servono profili concreti di partecipazione societaria secondo l'articolo

  • art. 40, 42, 43 cod. pen.

    Richiamati in massima parte nei motivi difensivi (concorsi, cause di giustificazione ecc.); la Corte non ha ritenuto che le fattispecie invocate escludessero la responsabilità, attesa la valutazione del dolo e della condotta

  • art. 192 e 530 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate dai ricorrenti in ordine alla valutazione e deduzione delle prove; la Corte ha ritenuto le censure generiche e non confrontate con la motivazione di merito

  • art. 591 cod. proc. pen. comma 1 lett. c)

    Norma invocata per giustificare l'inammissibilità: la Corte ha applicato il principio secondo cui i motivi generici o privi di specificità sono inammissibili

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato con riferimento alla contestazione sull'eccessiva afflittività della pena; la Corte ha ritenuto la censura generica e non confrontata con la motivazione sulle ragioni della determinazione sanzionatoria

  • Orientamento giurisprudenziale Sez. U. n. 22474/2016 (Passarelli)

    Interpretazione delle Sezioni Unite adottata dalla Corte: il fallimento non va inteso come elemento costitutivo necessario del reato; per la bancarotta patrimoniale è sufficiente il dolo generico, ossia la consapevolezza che l'atto sia idoneo a ledere la garanzia patrimoniale dei creditori

Massime di principio

  • In Cassazione non sono ammesse nuove valutazioni di merito o la semplice riproposizione di argomentazioni fattuali già valutate dal giudice di merito; i motivi devono essere specifici e confrontarsi con la motivazione impugnata
  • Per invocare vantaggi compensativi intragruppo e giustificare operazioni infragruppo che depauperano una società, non basta la mera appartenenza al gruppo: occorrono elementi concreti che dimostrino il saldo positivo complessivo delle operazioni a favore della società depauperata
  • La richiesta di integrazione istruttoria o di perizia va motivata con specifici elementi nell'impugnazione; formule generiche non obbligano il giudice a disporre accertamenti supplementari
  • Secondo l'orientamento delle Sezioni Unite, per la bancarotta fraudolenta patrimoniale il dolo richiesto può essere generico: è sufficiente la consapevolezza che gli atti possano ledere la massa dei creditori, non la rappresentazione specifica del fallimento
  • La bancarotta documentale può essere riconosciuta quando la documentazione disponibile rende impossibile o estremamente difficile la ricostruzione del patrimonio e il dolo può desumersi dalle modalità della condotta (tenuta artificiosa della contabilità)
  • La qualifica di amministratore di fatto comporta gli stessi doveri di conservazione e gestione del patrimonio sociale dell'amministratore formale; elementi indiziari (presenza costante, direzione delle politiche, sostituzione temporanea) possono giustificare la responsabilità

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