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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37237/2022 del 03/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Milano sollevando cinque motivi: 1) vizio di competenza per connessione, contestando la ricostruzione della connessione teleologica fondata su una intercettazione (n.22 del 09/09/2018) e sull'assunto che vi sia retrocessione di denaro a favore della Galeazzi; 2) vizio di motivazione e travisamento delle prove (art.192 c.p.p.), soprattutto sul capo relativo alle retrocessioni e all'effettivo coinvolgimento della società Caber e sugli importi ritenuti evasi; 3) violazione di legge e manifesta illogicità nella imputazione di responsabilità penale a Berti basata principalmente sul suo status di socio di maggioranza e coniuge della Galeazzi; 4) assenza dell'elemento soggettivo (dolo specifico) per entrambi, con la tesi che le sponsorizzazioni fossero effettive e che i ricorrenti ignorassero l'esistenza di un sistema fraudolento; 5) mancato riconoscimento, per Berti, della circostanza attenuante di cui all'art.114 c.p., ossia della sua minore responsabilità o del contributo concreto nella commissione del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto i primi due motivi (ritenuti manifestamente infondati e infondati), confermando la correttezza della valutazione di connessione ex ante e della ricostruzione probatoria complessiva (tenendo conto anche del fenomeno della "doppia conforme" tra primo e secondo grado). Ha invece accolto parzialmente il terzo motivo in relazione a Berti: la motivazione dei giudici di merito è ritenuta insufficiente nella parte in cui attribuisce a Berti conoscenza e responsabilità sulla base del solo status di socio di maggioranza e del rapporto coniugale, senza un'analisi puntuale dei ruoli e delle concrete posizioni ricoperte negli anni; per tale motivo la sentenza impugnata è annullata nei confronti di Berti Luca e il processo è rinviato per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano. Il ricorso di Galeazzi (indicata in motivazione anche come "Sonia" ma nella prospettazione iniziale come "Nadia") è stato invece rigettato e per lei è stata confermata la condanna, con contestuale condanna al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 8 cod. proc. pen.

    richiamato in relazione ai motivi di competenza; la Corte richiama che la competenza per connessione va determinata ex ante sulla base di quanto prospettato nell'imputazione

  • art. 12 cod. proc. pen.

    richiamato assieme all'art.8 nel quadro della disciplina della competenza; Corte ribadisce il principio della prospettazione (non della 'certezza' ex post) per l'attribuzione della competenza

  • art. 2 d.lgs. 74/2000

    norma sul delitto tributario contestato (uso di fatture per operazioni inesistenti); la Corte valuta che il dolo specifico e la partecipazione al sistema di retrocessioni devono essere provati con elementi concreti, ma conferma che la condotta può integrare il reato se emerge l'uso sistematico di fatture "gonfiate" e la retrocessione di somme

  • art. 18 d.lgs. 74/2000

    richiamato in primo motivo nell'ambito delle censure sulla connessione; il giudice sottolinea che la connessione deve essere valutata ex ante sulla base degli addebiti e non di un'apprezzamento definitivo

  • art. 192 cod. proc. pen.

    richiamato dal ricorso in tema di travisamento delle prove; la Cassazione ricorda i limiti del sindacato di legittimità in presenza della 'doppia conforme' e afferma che le omissioni o minime incongruenze non sono di per sé causa di annullamento se il complesso probatorio risulta coerente

  • art. 2476 cod. civ.

    richiamato in motivazione per precisare che la qualifica di socio comporta poteri di controllo/informazione, ma la Corte osserva che la sola qualità di socio di maggioranza non è sufficiente a provare la conoscenza del sistema criminoso senza una disamina dei ruoli concreti

  • art. 114 cod. pen.

    norma sulle circostanze attenuanti generiche; la Corte ritiene pleonastico riesaminare il mancato riconoscimento dell'attenuante per Berti dopo aver accolto il vizio di motivazione relativo alla sua posizione, evidenziando che l'attenuante non può essere esclusa in modo generico senza valutazione puntuale del contributo al fatto

Massime di principio

  • Competenza per connessione: va determinata ex ante sulla base di quanto prospettato nell'imputazione (non sulla base di valutazioni probatorie ex post); contestazioni sulla competenza devono agganciarsi alla prospettazione fattuale dell'imputazione
  • Valutazione delle prove in Cassazione: se primo e secondo grado sono conformi e ricostruiscono un quadro probatorio organico ('doppia conforme'), il sindacato della Cassazione è molto limitato e non basta sollevare incongruenze minori per ottenere annullamento
  • Intercettazioni e dichiarazioni indiziarie: conversazioni/intercettazioni singole possono avere rilievo ma non sono necessariamente decisive da sole; devono essere inserite in un quadro probatorio coerente (documenti, prospetti, dichiarazioni confessorie) per sostenere responsabilità penale
  • Attribuzione di responsabilità societaria: la qualifica di socio di maggioranza o il vincolo di coniugio non sono di per sé sufficienti a provare la conoscenza o il dolo. È necessaria una motivazione che colleghi tali status a condotte concrete e specifiche responsabilità gestionali o decisionali
  • Dolo tributario: per reati tributari ex d.lgs. 74/2000 è richiesto un accertamento dell'elemento soggettivo; l'esistenza di fatture inesistenti e di retrocessioni sistematiche rafforza la prova del dolo, ma la sua attribuzione a singoli soggetti richiede evidenze dirette o indiziarie forti e motivate
  • Circostanze attenuanti: l'esclusione o il riconoscimento di attenuanti richiede una valutazione motivata del contributo concreto del soggetto alla commissione del reato; decisioni generiche o basate sul solo status non reggono in sede di legittimità
  • Esito misto possibile: in ricorsi collettivi la Cassazione può accogliere parti del ricorso (ad es. nei confronti di un ricorrente) e rigettare altre; nei casi analoghi è utile chiedere valutazioni distinte e puntuali per ciascuna posizione

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