Cassazione Penale, Sentenza n. 12637/2025 del 01/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza che aveva accertato la responsabilità per il delitto previsto dall'art. 624‑bis c.p. (furto in abitazione) unitamente alle aggravanti indicate (art. 61 n.2, art. 110 c.p.), lamentando principalmente la mancata riqualificazione del fatto nel reato di furto semplice aggravato dall'abuso di relazioni di ospitalità (art. 624 e art. 61 n.11 c.p.). Sostengono che l'ingresso nell'abitazione era consentito (la vittima conosceva gli imputati) e che, per l'impossibilità di chiarire i rapporti (la persona offesa è deceduta), sussiste ragionevole dubbio sul nesso finalistico necessario per la configurabilità del furto in abitazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto non manifestamente infondato il primo motivo di ricorso relativo alla possibile errata qualificazione del reato (richiamando giurisprudenza secondo cui per il furto in abitazione è necessario un nesso finalistico fra introduzione e impossessamento). Dato che il motivo non era manifestamente infondato, è stato rilevato che il termine di prescrizione per il furto (fatto il 21/01/2011) è spirato il 21/07/2023. Ne è conseguito l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione.
Norme richiamate
Norma sul furto in abitazione; la Corte ha valutato la ricostruzione applicativa richiedendo il nesso finalistico fra introduzione e impossessamento per integrare questa fattispecie
Norma sul furto semplice; la Corte ritiene non manifestamente infondata la prospettazione che il fatto possa essere riqualificato come furto semplice, eventualmente aggravato dall'abuso di relazioni di ospitalità (art. 61 n.11)
Aggravante per abuso di relazioni di ospitalità; invocata come possibile qualificazione alternativa all'ipotesi di furto in abitazione
Aggravante richiamata nella sentenza originaria; citata nella motivazione di impugnazione
Concorso di persone nel reato; normativa utilizzata nella contestazione originaria
Norma sul tentativo/condotte concorrenti richiamata nella sentenza di merito (indicata come parte delle contestazioni estinte per prescrizione)
art. 55, comma 9, d.lgs. 231/2007
Richiamato nella declaratoria di estinzione di reato in relazione a profili organizzativi/di responsabilità amministrativa (menzione nella sentenza impugnata)
Norma procedurale sul rinvio e assegnazione alle Sezioni; discussa in relazione all'indicazione della causa di assegnazione e alla competenza della Sezione che decide sull'eventuale estinzione per prescrizione
Par. 55.2 delle Tabelle di organizzazione della Corte di Cassazione
Interpretazione organizzativa: la Settima Sezione può decidere ex art. 610 c.p.p. anche quando l'estinzione per prescrizione è la causa di assegnazione e la parte civile è assente
Massime di principio
- Se l'ingresso nell'abitazione è avvenuto con il consenso della persona offesa o in presenza di rapporti di conoscenza, occorre verificare il nesso finalistico fra l'introduzione e l'impossessamento: l'assenza di tale nesso può escludere il furto in abitazione (art. 624‑bis) e comportare la riqualificazione in furto semplice (art. 624) con diversa gravità e termine di prescrizione
- La morte o l'assenza della persona offesa che impedisca l'acquisizione di elementi probatori sui rapporti tra le parti può generare un ragionevole dubbio sulla qualificazione del fatto, giustificando l'attenzione del giudice a non confermare automaticamente la fattispecie più grave
- Quando un motivo di ricorso non è manifestamente infondato e la sua accoglibilità incidente sulla qualificazione del reato comporta l'estinzione per prescrizione, la Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato
- In fase cautelare e processuale è fondamentale calcolare correttamente i termini di prescrizione tenendo conto di eventuali sospensioni: se il termine è spirato, l'esito processuale inevitabilmente muta (annullamento per prescrizione)
- Sul piano procedurale, la competenza delle Sezioni della Corte di Cassazione può essere determinata anche da regole organizzative interne (es. par. 55.2 delle Tabelle); la mancanza di indicazione di tutte le cause di assegnazione nell'avviso d'udienza non immerge necessariamente la decisione della Sezione competente se le regole organizzative consentono la trattazione
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 1 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 12494/2025 del 01/04/2025
- Sentenza penale · 1 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 12495/2025 del 01/04/2025
- Sentenza penale · 1 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 12496/2025 del 01/04/2025
- Sentenza penale · 1 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 12497/2025 del 01/04/2025
- Sentenza penale · 1 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 12498/2025 del 01/04/2025
- Sentenza penale · 1 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 12499/2025 del 01/04/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →