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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17863/2024 del 28/06/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da più opposizioni, riunite in primo grado, avverso ordinanze-ingiunzione emesse per violazioni del Codice della strada accertate tramite cronotachigrafo degli automezzi aziendali, relative a ore di guida eccessive e inosservanza dei periodi di pausa e riposo giornaliero. Il giudice di pace aveva accolto le opposizioni, ma il Tribunale aveva riformato la decisione rigettandole. In cassazione i ricorrenti hanno proposto quattro motivi: 1) violazione dell'art. 112 c.p.c., sostenendo che il Tribunale avesse erroneamente ravvisato ultrapetizione nella sentenza di primo grado, mentre il giudice di pace si sarebbe limitato a interpretare la domanda valorizzando profili impliciti dei motivi di opposizione; 2) violazione degli artt. 174, 200 e 201 Codice della strada e degli artt. 384-385 reg. esec. Codice della strada, per mancata indicazione delle ragioni della contestazione immediata non effettuata; 3) violazione dell'art. 3 l. 689/1981, contestando l'accertamento del difetto di buona fede/colpa; 4) violazione dell'art. 174 Codice della strada e dei regolamenti europei in materia di tempi di guida, sostenendo l'incompetenza dell'Ispettorato del lavoro a irrogare la sanzione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo nella parte relativa alla mancata contestazione immediata e inammissibile, per difetto di interesse, nella parte relativa alla buona fede; ha dichiarato inammissibile il secondo motivo sia perché attinente a un profilo non devoluto sia per difetto di specificità ex art. 366 n. 6 c.p.c.; ha respinto il terzo motivo perché mirava a una rivalutazione del fatto e perché la colpa non era stata esclusa dai ricorrenti; ha dichiarato inammissibile il quarto motivo ex art. 360-bis n. 1 c.p.c., poiché conforme alla giurisprudenza consolidata che attribuisce la competenza all'Ispettorato del lavoro. Non sono state liquidate spese per mancata attività difensiva delle controparti, ma è stato dato atto dell'obbligo dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    Il motivo è stato esaminato come censura di ultrapetizione: il giudice di merito non può pronunciare oltre i limiti della domanda e dei motivi di opposizione effettivamente proposti.

  • art. 200 Codice della strada

    Richiamato insieme alle norme sulla contestazione immediata per contestare la mancata indicazione delle ragioni dell'omissione.

  • art. 201 Codice della strada

    Richiamato per la disciplina della contestazione differita e delle relative motivazioni.

  • artt. 384-385 reg. esec. Codice della strada

    Invocati a sostegno dell'obbligo di indicare le ragioni della mancata contestazione immediata.

  • art. 3 l. 689/1981

    La Corte ribadisce che la responsabilità amministrativa richiede quantomeno la colpa, la cui esclusione deve essere provata dal trasgressore/ricorrente.

  • art. 174 Codice della strada

    Richiamato sia per le violazioni sui tempi di guida e riposo sia per la questione della competenza a irrogare la sanzione.

  • regolamento (CEE) n. 3820/1985

    Evocato per la disciplina dei tempi di guida e riposo nel trasporto su strada.

  • regolamento (CEE) n. 3821/1985

    Evocato per la disciplina del cronotachigrafo e del controllo dei tempi di guida.

  • regolamento (CE) n. 561/2006

    Evocato per la disciplina unionale dei tempi di guida e riposo degli autotrasportatori.

  • art. 366 n. 6 c.p.c.

    Il motivo è dichiarato inammissibile per difetto di specificità quando ruota attorno a documenti non adeguatamente localizzati e riprodotti.

  • art. 360-bis n. 1 c.p.c.

    Il ricorso è inammissibile quando la decisione impugnata è conforme all'orientamento giurisprudenziale consolidato e il motivo non offre elementi per mutarlo.

  • art. 13 co. 1-quater d.p.r. 115/2002

    È dato atto dell'obbligo dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 1-bis d.p.r. 115/2002

    Richiamato quale base del contributo unificato cui si aggiunge l'ulteriore somma prevista dall'art. 13, co. 1-quater.

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il vizio di ultrapetizione ricorre solo se il giudice si pronuncia su un profilo non devoluto dai motivi di opposizione; la censura in cassazione deve colpire puntualmente tale scostamento dal thema decidendum.
  • La doglianza relativa alla mancata contestazione immediata della violazione è inammissibile se non risulta effettivamente introdotta nei motivi di opposizione o se il ricorso non localizza in modo specifico gli atti e i verbali rilevanti.
  • In materia di illecito amministrativo, l'esclusione della responsabilità richiede la prova dell'assenza di colpa; non è sufficiente una mera prospettazione alternativa dei fatti, essendo preclusa in cassazione la rivalutazione del merito quando l'accertamento fattuale sia congruamente motivato.
  • È inammissibile per art. 360-bis n. 1 c.p.c. il motivo che contesti un orientamento già consolidato senza offrire argomenti nuovi idonei a giustificarne il superamento.
  • La competenza ad irrogare sanzioni relative alle violazioni sui tempi di guida e riposo degli autotrasportatori va riconosciuta all'autorità indicata dalla giurisprudenza di legittimità consolidata, non potendo il ricorso fondarsi su un precedente isolato ormai superato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniInadempimento
RamiProcesso civileObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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