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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41131/2023 del 10/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

impugnazione dell'ordinanza di riesame che ha confermato il sequestro di beni di presumibile interesse archeologico (un architrave "incorporato" nell'immobile ereditato e due frammenti) contestando la sussistenza del fumus del reato ex art. 518-ter c.p., la mancanza di accertamenti amministrativi sulla natura dei beni e la carenza motivazionale del provvedimento

La decisione

la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che in sede di riesame va valutata l'astratta configurabilità del reato (fumus) e che per i due frammenti le caratteristiche intrinseche giustificano il sequestro anche in assenza di formale provvedimento amministrativo. Quanto all'architrave, la Corte ha ritenuto che l'esercizio dei rimedi giurisdizionali da parte del ricorrente per ottenere la restituzione del bene poteva integrare, sul piano del fumus, la disponibilità di fatto e la potenziale condotta appropriatoria prevista dall'art. 518-ter, giustificando il sequestro probatorio

Norme richiamate

  • art. 518-ter cod. pen.

    Nuova fattispecie penale sulla tutela dei beni culturali; applicata in chiave sostanzialistica per valutare la possibile appropriazione indebita di beni culturali, senza richiedere un provvedimento amministrativo preventivo di qualificazione

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa come norma violata nella motivazione del provvedimento di riesame; la Corte ha valutato la censura come infondata perché il riesame richiede la verifica del fumus e della idoneità degli elementi all'acquisizione di prove

  • art. 354 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla convalida del sequestro operato dalla polizia giudiziaria; il Tribunale era chiamato al riesame del decreto di convalida ai sensi di tale articolo

  • art. 2 cod. beni culturali

    Definizione di "bene culturale" utilizzata come riferimento interpretativo: la Corte ha richiamato la nozione amministrativa e la giurisprudenza che consente di riconoscere la rilevanza culturale anche sulla base di caratteristiche intrinseche, senza necessità di previo provvedimento amministrativo

  • art. 13 TU 42/2004

    Citato dalla difesa come norma procedurale per l'adozione di provvedimenti amministrativi sui beni; la Corte ha ritenuto non decisiva l'assenza di un provvedimento amministrativo formale ai fini della valutazione del fumus

  • art. 646 cod. pen.

    Richiamato a confronto per evidenziare la diversa disciplina dell'appropriazione indebita comune (riferita a denaro e beni mobili) rispetto alla fattispecie speciale dei beni culturali, che non distingue tra mobili e immobili

  • Legge n. 22/2022 e Convenzione del Consiglio d'Europa (Nicosia 2017)

    Normativa e impegno internazionale che hanno introdotto e giustificato la nuova tutela penale rafforzata dei beni culturali; la Corte l'ha richiamata per inquadrare il contesto legislativo della nuova fattispecie

Massime di principio

  • In sede di riesame del sequestro probatorio il giudice valuta l'astratta configurabilità del reato (fumus), non la fondatezza definitiva dell'accusa: è sufficiente che gli elementi indicati rendano utile l'acquisizione di prove mediante la sottrazione o trasferimento del bene
  • La rilevanza culturale di un oggetto può essere desunta dalle sue caratteristiche intrinseche (tipologia, rarità, localizzazione, elementi oggettivi) senza che sia necessario un provvedimento amministrativo di qualificazione precedente
  • L'assenza di un accertamento amministrativo formale ex art. 13 TU 42/2004 non esclude a priori la sussistenza del fumus per reati sui beni culturali
  • L'esercizio di rimedi giurisdizionali finalizzati a rientrare nella disponibilità di un bene dopo revoca di confisca può essere valutato, ai fini del fumus, come evento che dimostra la possibilità di esercitare una signoria di fatto sul bene e quindi la potenzialità di una condotta appropriatoria
  • In Cassazione i motivi ammissibili contro ordinanze su misure reali sono quelli per violazione di legge o vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento incomprensibile; censure meramente probatorie o sulla valutazione tecnica degli oggetti sono difficilmente accolte
  • Quando si pianifica la difesa in casi analoghi, è importante ottenere e documentare perizie tecniche o provvedimenti amministrativi che attestino l'assenza di interesse culturale, nonché evidenziare eventuali interruzioni oggettive della disponibilità materiale del bene

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