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Cassazione Civile, Ordinanza n. 02283/2024 del 23/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (riscossione)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento per TOSAP relativo all'anno 2015, emesso per l'occupazione, mediante un cavalcavia autostradale, dello spazio sovrastante una strada comunale. La società concessionaria ha impugnato l'atto sostenendo che la disciplina della TOSAP non fosse applicabile, perché l'occupazione sarebbe stata conseguenza di leggi statali e della realizzazione di un'opera pubblica, non già di una concessione comunale; in subordine ha invocato l'esenzione prevista per lo Stato e gli altri enti pubblici. Nei due motivi di ricorso ha dedotto la violazione delle norme sulla TOSAP, delle leggi speciali sulla realizzazione dell'autostrada, della disciplina del demanio e del regolamento comunale, insistendo sul fatto che il bene interessato fosse demaniale statale e che la gestione dell'opera fosse svolta nell'ambito di un interesse pubblico e con penetranti poteri pubblici, tali da escludere il presupposto impositivo o rendere applicabile l'esenzione. La società di riscossione ha resistito con controricorso eccependo, in via preliminare, difetto di autosufficienza del ricorso.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha affermato che la strada sottostante il cavalcavia è rimasta comunale, non essendo stata trasferita allo Stato, e che l'occupazione dello spazio sovrastante integra il presupposto della TOSAP perché consiste nella sottrazione dell'area all'uso pubblico da parte di un soggetto diverso dall'ente titolare. Ha inoltre escluso l'esenzione dell'art. 49 del d.lgs. n. 507 del 1993, poiché essa richiede che l'occupazione sia ascrivibile al soggetto esente, mentre nel caso concreto essa è posta in essere dalla società concessionaria, che opera autonomamente e persegue finalità lucrative proprie, pur svolgendo un servizio pubblico. Le spese sono state integralmente compensate, in ragione del consolidarsi successivo della giurisprudenza sulla questione. È stato altresì dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È richiamato come parametro dei motivi di ricorso per cassazione per violazione di legge.

  • artt. 38 e 39 d.lgs. n. 507 del 1993

    La tassa è dovuta per qualsiasi occupazione di beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile di comuni e province; il soggetto obbligato è il titolare della concessione o, in mancanza, l'occupante di fatto, anche abusivo.

  • art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 507 del 1993

    L'esenzione spetta solo se l'occupazione è ascrivibile allo Stato o agli altri enti pubblici esenti; non opera quando l'occupazione è effettuata da una società concessionaria distinta dall'ente pubblico.

  • art. 56, comma 2, d.lgs. n. 507 del 1993

    È richiamato dalla ricorrente nel quadro delle censure sulla disciplina della TOSAP.

  • art. 822 c.c.

    Le strade e le autostrade sono demaniali se appartengono allo Stato; ne consegue che il demanio statale non è automatico e occorre accertare la titolarità del bene.

  • art. 12, ultimo comma, l. n. 729 del 1961

    Il fatto che gli enti proprietari possano prescrivere cautele e opere provvisionali conferma che il tratto stradale può appartenere a enti diversi dallo Stato.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il pagamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    Richiamato quale norma che ha inserito il comma 1-quater dell'art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002.

  • art. 38, comma 2, d.lgs. n. 507 del 1993

    Richiamato nei precedenti citati come base dell'assoggettamento a TOSAP dell'attraversamento del suolo comunale da parte del viadotto autostradale.

Massime di principio

  • Ai fini della TOSAP, integra il presupposto impositivo qualsiasi occupazione di una strada comunale o provinciale che sottragga, anche solo parzialmente, l'area all'uso pubblico, a prescindere dal fatto che l'occupazione sia legittima, illegittima o prevista da una legge speciale.
  • L'esenzione prevista per lo Stato e per gli altri enti pubblici richiede che l'occupazione sia materialmente imputabile al soggetto esente; non basta che l'opera abbia finalità pubbliche o che, a regime, la proprietà o la gestione ritornino a un ente pubblico.
  • La realizzazione di un'opera autostradale in forza di leggi speciali non comporta, di per sé, il trasferimento della proprietà delle strade comunali interessate allo Stato, né determina un'ipotesi di accessione invertita in favore dello Stato.
  • Quando l'occupazione è effettuata da una società concessionaria che agisce in autonomia e persegue un proprio fine di lucro, la sua attività non è assimilabile a quella dell'amministrazione pubblica ai fini dell'applicazione delle esenzioni tributarie.
  • Nel giudizio di legittimità, il richiamo a precedenti giurisprudenziali consolidati può condurre al rigetto del ricorso e alla compensazione delle spese se l'orientamento definitivo si è formato solo successivamente all'introduzione della causa.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della provaNullità

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