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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 06011/2026 del 13/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per il reato di cui al comma 5 dell'art. 73 DPR 309/90. Due motivi: (1) violazione dell'art. 606 lett. b) ed e) c.p.p. per presunta erronea applicazione dell'art. 73 DPR 309/90 e difetto di confronto con le doglianze d'appello (sosteneva che modalità di confezionamento, assenza di riscontri con acquirenti, mancanza di somme e strumenti per il frazionamento indicherebbero uso personale e non finalità di spaccio); (2) omessa motivazione sulla richiesta di applicazione della pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità presentata con le conclusioni scritte (con procura speciale), ritenuta dalla Corte territoriale impropriamente inammissibile per tardività rispetto al termine di 15 giorni prima dell'udienza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato: la valutazione dei giudici di merito (doppia conforme) era sufficientemente motivata ed ha legittimamente ritenuto indici di destinazione allo spaccio la quantità, il confezionamento, il nascondimento e la presenza di un bilancino di precisione. Il secondo motivo è stato ritenuto fondato: alla fattispecie si applica la disciplina transitoria di cui all'art. 95 d.lgs. 150/2022 (norma piu favorevole) per le impugnazioni dirette contro sentenze emesse prima del 30/12/2022; pertanto la richiesta di pena sostitutiva, avanzata nelle conclusioni scritte nei termini del rito cartolare, era tempestiva e la Corte territoriale ha omesso di pronunciare sulla domanda. Perciò la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al punto relativo all'applicabilità delle pene sostitutive (art. 20-bis c.p.), disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Catania per nuovo giudizio sul solo punto; la condanna nel resto è stata confermata e rimane irrevocabile.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990, art. 73

    La norma incriminatrice e la qualificazione della condotta come finalizzata allo spaccio sono state ritenute corrette dai giudici di merito sulla base di indici di fatto (quantitativo, confezionamento, occultamento, bilancino)

  • Codice di procedura penale, art. 606

    Richiamato dalla difesa per censurare la motivazione; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata carenza motivazionale rilevante rispetto alle censure sull'apprezzamento della prova

  • Codice penale, art. 20-bis

    Riguarda le pene sostitutive (lavori di pubblica utilità); la richiesta dell'imputato doveva essere valutata dal giudice d'appello e la Corte ha disposto il rinvio per valutare l'applicabilità della pena sostitutiva

  • D.lgs. 150/2022, art. 95

    Norma transitoria piu favorevole: le disposizioni sulle pene sostitutive si applicano ai procedimenti pendenti al momento dell'entrata in vigore, consentendo di presentare la richiesta anche nelle conclusioni scritte o fino all'udienza di discussione, se la sentenza di primo grado è anteriore alla riforma

  • Codice di procedura penale, art. 598-bis

    Il correttivo Cartabia ha introdotto limiti piu stringenti (termine di 15 giorni prima dell'udienza) per la richiesta di pene sostitutive in appello; tuttavia la norma piu favorevole (art. 95 d.lgs. 150/2022) può prevalere per i casi transitori

  • D.l. 137/2020, art. 23-bis (conv. in L. 176/2020)

    Rito cartolare e termini emergenti nel periodo pandemico: il termine per il deposito delle conclusioni scritte era rilevante per valutare la tempestività della richiesta di pena sostitutiva nelle impugnazioni anteriori alla riforma

  • Legge 24/11/1981, n. 689, art. 53

    Riferimento alle pene sostitutive amministrative e alla procedura per la loro applicazione (richiesta/consenso). Citata come quadro normativo delle sanzioni sostitutive

  • Codice di procedura penale, art. 545-bis

    Richiesto l'acquisizione di atti e informazioni necessari alla valutazione dell'applicabilità della pena sostitutiva, secondo quanto previsto per l'eventuale fissazione di udienza istruttoria

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello aderisce ampiamente alla motivazione di primo grado (doppia conforme), la Cassazione limita il proprio sindacato e non rivede la valutazione dei fatti se la motivazione non è manifestamente illogica
  • Gli indici oggettivi come quantità della sostanza, confezionamento, occultamento e presenza di bilancini sono elementi frequentemente ritenuti indicativi della destinazione allo spaccio; la loro valutazione è giudizio di merito sottratto al sindacato di legittimità salvo irragionevolezza manifesta
  • Per le richieste di pene sostitutive in appello, occorre determinare quale regime processuale si applichi: se la sentenza di primo grado è anteriore alla riforma Cartabia, può prevalere la disciplina transitoria (art. 95 d.lgs. 150/2022) che consente di formulare la richiesta anche nelle conclusioni scritte o fino all'udienza; in caso contrario si applicano i termini piu stringenti del nuovo art. 598-bis (termine dei 15 giorni)
  • La mancata pronuncia da parte della Corte territoriale su una specifica richiesta di pena sostitutiva può determinare l'annullamento limitato della decisione e il rinvio al giudice di merito per decidere sul punto
  • In situazioni analoghe, l'imputato dovrebbe presentare la richiesta di pena sostitutiva con procura speciale e nei termini applicabili secondo la normativa vigente al momento della sentenza impugnata (principio tempus regit actum); se sussistono dubbi sul regime applicabile, va comunque fatto il tentativo di proporre la richiesta nelle conclusioni scritte e, se possibile, in udienza
  • Se si contesta la qualificazione della condotta (uso personale vs spaccio), è necessario indicare nell'impugnazione profili che dimostrino l'insussistenza degli indici di spaccio e segnalare eventuali vizi di motivazione concreti e specifici affinché il giudice di legittimità possa valutare la rilevanza del vizio

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