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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05968/2026 del 13/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché depositato il 09/01/2026, oltre il termine di 180 giorni previsto per la denuncia di errore di fatto rispetto al deposito della sentenza impugnata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per modifica della sentenza della Corte di Cassazione del 16/02/2023, dedotto come errore di fatto per avere la decisione omesso di tenere conto della documentazione trasmessa il 15/02/2023 relativa alla remissione di querela. La richiesta è stata qualificata come ricorso straordinario per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    commi 2 e 4: termine di 180 giorni per la denuncia di errore di fatto

    La norma qualifica il rimedio come ricorso straordinario per errore di fatto e prevede il termine perentorio di 180 giorni entro il quale deve essere proposto; il mancato rispetto del termine comporta l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La norma è stata richiamata per giustificare l'obbligo del ricorrente di versare una somma alla Cassa delle ammende (sanzione pecuniaria) in conseguenza dell'inammissibilità del ricorso, in mancanza di ipotesi di esonero.

Massime di principio

  • Un'impugnazione qualificata come ricorso per errore di fatto (art. 625-bis c.p.p.) è soggetta a un termine perentorio (180 giorni) calcolato dal deposito della sentenza impugnata: il mancato rispetto determina inammissibilità.
  • Per ottenere la riforma per errore di fatto è necessario dimostrare che la decisione non ha tenuto conto di elementi documentali nuovi o erroneamente valutati; tuttavia anche tale rimedio è soggetto a termini rigorosi.
  • La semplice produzione di documentazione posteriore o la contestazione della valutazione della corte non esenta dall'onere di tempestività: è essenziale depositare il ricorso entro il termine legale o indicare motivate ragioni di causa di esclusione del termine.
  • L'inammissibilità per tardività può comportare non solo il rigetto del ricorso ma anche l'obbligo di rifondere le spese processuali e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, salvo ipotesi di esonero espressamente previste.
  • In situazioni similari, verificare sempre le date effettive di deposito della sentenza e della documentazione allegata: se la documentazione era già disponibile prima della decisione, la strategia è dimostrare tempestiva segnalazione; se disponibile dopo, valutare altri rimedi e tempestività.
  • Prima di proporre un ricorso per errore di fatto, accertare la corretta qualificazione giuridica del rimedio e la sussistenza dei presupposti temporali e sostanziali per evitare sanzioni procedurali.

Testo integrale

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