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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31241/2024 del 31/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: (1) violazione degli artt. 521 e 522 c.p.p., per presunta elisione da parte della Corte d'appello di una censura di appello relativa alla attribuzione di responsabilità oltre il periodo di amministratore di diritto (diversità del fatto e pregiudizio per la difesa); (2) violazione dell'art. 216, comma 1, n. 2 legge fall., deducendo che l'imputato, non essendo più amministratore di diritto al momento della procedura fallimentare, non era onerato del dovere di consegna delle scritture contabili e non aveva ricevuto le scritture dal commercialista; (3) e (4) vizio di motivazione e violazione di legge (artt. 216, comma 1 n.2, 217 legge fall., 42 c.p.), sostenendo che la Corte territoriale aveva erroneamente ritenuto provato il dolo specifico richiesto per la bancarotta fraudolenta documentale di tipo specifico e che la condotta avrebbe dovuto essere eventualmente riqualificata in bancarotta semplice documentale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha respinto i primi due motivi (ritenendo corretta la valutazione della Corte d'appello circa la possibilità di attribuire al ricorrente la qualità di amministratore di fatto oltre il termine formale e confermando che l'amministratore di fatto ha gli stessi doveri di custodia e tenuta delle scritture contabili indipendentemente da una richiesta del curatore). Ha invece accolto i terzo e quarto motivi, rilevando che la motivazione della Corte territoriale è apparente e insufficiente a provare il dolo specifico richiesto per la bancarotta fraudolenta documentale di tipo specifico; il solo richiamo al passivo fallimentare non è indice sufficiente. Di conseguenza la sentenza impugnata è annullata con rinvio alla Corte d'appello (corte rescissoria) perché riesamini la questione, valutando se la fattispecie vada riqualificata e se sussistano elementi probatori ulteriori idonei a comprovare il dolo specifico.

Norme richiamate

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Disciplina la trasmissione degli atti al pubblico ministero se il fatto emerso è diverso da quello contestato; la Corte ha ritenuto che la diversa qualificazione non fosse una trasformazione radicale del fatto e che il diritto di difesa non fosse leso.

  • art. 522 cod. proc. pen.

    Regola il caso in cui la sentenza sia emessa per un fatto diverso; la Corte ha valutato che non ricorresse la 'diversità' tale da attivare le tutele previste.

  • art. 216, comma 1, n. 2, legge fallimentare

    Norma sulla bancarotta fraudolenta documentale di tipo specifico: richiede dolo specifico (scopo di avvantaggiare sé o altri o di recare pregiudizio ai creditori). La Corte ha ritenuto che la prova del dolo specifico non fosse adeguatamente motivata.

  • art. 217 legge fallimentare

    Riguarda la bancarotta semplice documentale (dolo generico); la Cassazione richiama la necessità di distinguere quando manchi il dolo specifico e valutare la possibile riqualificazione.

  • art. 42 cod. pen.

    Principio sulla partecipazione al reato; citato in relazione all'addebito di concorso tra soggetti (amministratore di fatto, soci, liquidatore).

  • art. 2214 cod. civ.

    Stabilisce gli obblighi di tenuta delle scritture contabili dell'imprenditore commerciale; la Corte ha ritenuto che tale obbligo ricada anche sull'amministratore di fatto.

  • art. 2639 cod. civ.

    Definisce l'amministratore di fatto e il principio che a chi esercita di fatto l'amministrazione gravano i doveri dell'amministratore di diritto.

  • art. 40 cod. pen.

    Principio sulla causalità e sulla inerzia colpevole; richiamato per affermare la responsabilità dell'amministratore di fatto anche per omissioni nella conservazione delle scritture.

  • art. 111 Cost.

    Principio del contraddittorio e del diritto di difesa: la Corte osserva che la riqualificazione in primo grado non pregiudica il diritto di difesa se l'imputato può impugnare.

  • art. 6 CEDU

    Diritti del processo equo; richiamato per l'esigenza di garantire il contraddittorio e la possibilità di difendersi rispetto alla qualificazione dei fatti.

Massime di principio

  • La qualificazione di "amministratore di fatto" comporta gli stessi doveri dell'amministratore di diritto (tenuta e conservazione delle scritture contabili): ciò vale anche se non è stata rivolta una richiesta formale dal curatore.
  • La conversione o diversa qualificazione del fatto in sentenza non viola automaticamente il diritto di difesa: è necessario che la nuova qualificazione configuri una trasformazione radicale del fatto tale da pregiudicare l'oggetto della difesa; altrimenti il rimedio è l'impugnazione.
  • Per la bancarotta fraudolenta documentale di tipo specifico (art. 216, comma 1, n.2 legge fall.) è richiesto il dolo specifico volto ad avvantaggiare sé o altri o a recare pregiudizio ai creditori; l'esistenza di un elevato passivo fallimentare da sola non è indice sufficiente del dolo specifico.
  • In mancanza di prove adeguate del dolo specifico, il giudice deve valutare se la condotta sia soggetta a riqualificazione in bancarotta semplice documentale (art. 217), che richiede un diverso profilo soggettivo (dolo generico).
  • In sede di impugnazione in Cassazione si può ottenere l'annullamento per motivazione apparente o insufficiente con rinvio, affinché la Corte di merito riesamini le condizioni probatorie e la corretta qualificazione del reato.

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