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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31185/2024 del 31/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per omicidio colposo ex art.589, commi 1 e 2 c.p., sostenendo la nullità per carenza motivazionale (art.606, comma 1, lett. e) c.p.p.) e lamentando che la Corte territoriale avesse semplicemente richiamato la sentenza di primo grado senza confrontarsi adeguatamente con le censure di appello. In particolare la difesa contestava: la ricostruzione del punto d'urto (sostenendo che le fotografie dimostrerebbero un diverso impatto compatibile con un urto fronto-laterale diverso da quello ritenuto dai periti dell'accusa), la valutazione delle velocità dei veicoli (la Audi avrebbe viaggiato a velocità incompatibile con i danni rilevati), la rilevanza della segnaletica e della striscia gialla dovuta a un cantiere, e l'insufficiente esame delle condizioni fisiche della vittima (possibile alterazione della condotta della persona offesa).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la motivazione per relationem adottata dalla Corte d'appello fosse legittima perché: le decisioni di primo e secondo grado vanno lette congiuntamente (doppia conforme); la sentenza d'appello ha comunque preso posizione puntuale sulle censure relative al punto d'urto, alla velocità, alla segnaletica e alle condizioni della vittima; le restanti doglianze erano aspecifiche o miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    Delitto di omicidio colposo contestato per il sinistro stradale; la sentenza ha confermato la responsabilità per la condotta colposa nell'ambito della circolazione

  • Codice della Strada

    artt. 140, comma 1; 141; 142; 143; 146; 148

    Violazioni delle norme sulla circolazione (limiti di velocità, divieto di sorpasso, modalità di esecuzione del sorpasso) ritenute accertate e causalmente rilevanti ai fini dell'evento

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che delimita il controllo della Corte di cassazione alla verifica della motivazione e dell'assenza di manifesta illogicità; usata per valutare la correttezza del ricorso

  • art. 125 e art. 544 cod. proc. pen.

    art.125, comma 3; art.544, comma 1, lett. e)

    Norme richiamate dalla ricorrente in tema di motivazione: la Corte ha invece ritenuto che la motivazione per relationem fosse lecita e sufficiente nei limiti indicati dalla giurisprudenza

  • Sentenza Corte Costituzionale

    Richiamata in ordine al criterio per l'imposizione della sanzione a favore della Cassa delle ammende; la Corte ha ritenuto non sussistere colpa grave nella proposizione del ricorso ma ha comunque imposto una somma equitativa

Massime di principio

  • In caso di doppia conforme (sentenza di primo e secondo grado concordi) le decisioni si leggono congiuntamente: la motivazione per relationem è legittima se il provvedimento richiamato è congruamente motivato e conosciuto dalle parti
  • La Corte di cassazione non svolge un nuovo esame dei fatti: non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle risultanze probatorie, salvo casi di manifesta illogicità o illegittimità della motivazione
  • Per efficacemente contestare una ricostruzione fattuale in cassazione è necessario indicare specifici profili di illogicità, contraddittorietà o omissione nella motivazione, non limitandosi a riaffermare la tesi del consulente di parte
  • Nelle cause di incidente stradale le misurazioni ufficiali (rilievi della Polizia Stradale, perizie del P.M.) e il rispetto/violazione della segnaletica orizzontale e dei limiti di velocità costituiscono elementi decisivi e difficilmente sovvertibili in sede di legittimità
  • Se si contesta il punto d'urto o la dinamica sulla base di fotografie o consulenze difensive, occorre dimostrare in modo puntuale come tali elementi incidano causalmente sulla colpevolezza; altrimenti la censura rischia di essere qualificata come aspecifica

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