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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33391/2022 del 11/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (cessionari del credito)

La controversia

Alcuni componenti di un nucleo familiare avevano costituito tre fondi patrimoniali. La banca creditrice aveva agito ex art. 2901 c.c. per farne dichiarare l'inefficacia, assumendo di vantare crediti derivanti da decreti ingiuntivi e da un mutuo fondiario. Dopo il primo grado favorevole alla banca, e dopo cessioni parziali dei crediti a più veicoli/società, la Corte d'appello aveva confermato l'inefficacia degli atti, ritenendo sussistenti eventus damni e consilium fraudis. In Cassazione i ricorrenti hanno dedotto: 1) violazione degli artt. 2901, 1292, 2740 c.c., dell'art. 42 Cost. e degli artt. 115 e 116 c.p.c., sostenendo che il giudice avrebbe errato nel non considerare l'esistenza di ulteriori beni aggredibili e nel ritenere che, in presenza di obbligazione solidale passiva, ogni debitore dovesse provare la capienza del proprio patrimonio per l'intero credito; 2) violazione dell'art. 2901 c.c., dell'art. 2697 c.c. e di altre norme processuali, contestando la ritenuta scientia damni e l'omesso esame di fatti decisivi.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo in parte inammissibile e in parte infondato, ribadendo che nell'azione revocatoria contro un debitore solidale l'eventus damni va valutato con riferimento al solo patrimonio del debitore che ha posto in essere l'atto dispositivo, senza che rilevi la solvibilità degli altri coobbligati. Ha inoltre ritenuto il secondo motivo in parte inammissibile e in parte infondato, osservando che l'insorgenza del credito va apprezzata al momento dell'accreditamento e che gli atti impugnati non erano anteriori al sorgere del credito. Il ricorso è stato quindi rigettato; i ricorrenti sono stati condannati alle spese in favore di ciascuna delle tre parti controricorrenti e al versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 2901 c.c.

    Per la revocatoria è sufficiente che l'atto dispositivo menomi la garanzia patrimoniale del creditore; non occorre provare anche l'impossibilità di soddisfarsi altrove su patrimoni di altri coobbligati.

  • art. 1292 c.c.

    Nella solidarietà passiva il creditore può chiedere l'integrale adempimento a ciascun debitore; la garanzia patrimoniale si valuta rispetto al patrimonio di ciascun coobbligato.

  • art. 2740 c.c.

    La garanzia patrimoniale generica grava separatamente su ciascun debitore solidale per l'intero credito.

  • art. 42 Cost.

    Richiamato dai ricorrenti, senza che la Corte ne faccia una specifica applicazione decisoria autonoma.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla dedotta erronea valutazione dei fatti e delle prove.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla dedotta erronea valutazione delle risultanze istruttorie.

  • art. 348-ter c.p.c.

    Opera la preclusione all'esame del vizio di omesso esame di fatti decisivi quando l'appello è stato rigettato e il ricorrente non specifica la diversità delle ragioni di fatto delle due decisioni.

  • art. 360 c.p.c.

    La Corte tratta le doglianze come censure di violazione di legge e di omesso esame di fatti decisivi, dichiarando in parte l'inammissibilità e in parte l'infondatezza.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato in tema di riparto dell'onere probatorio, ma le censure sono state respinte.

  • art. 1226 c.c.

    Richiamato dai ricorrenti, senza rilevanza decisiva nella soluzione della controversia.

  • art. 2712 c.c.

    Richiamato dai ricorrenti, senza autonoma incidenza nella decisione.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La causa è stata trattata in camera di consiglio sulla base di proposta del relatore.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    È stato posto a carico dei ricorrenti l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002

    Richiamato per determinare l'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Nell'azione revocatoria ordinaria proposta contro un debitore obbligato in solido, l'eventus damni si accerta avuto riguardo esclusivamente al patrimonio del singolo convenuto che ha compiuto l'atto dispositivo, senza considerare la possibile capienza patrimoniale degli altri condebitori.
  • La solidarietà passiva non esclude la revocatoria degli atti pregiudizievoli compiuti da uno dei debitori: il creditore conserva il diritto di agire sul patrimonio di ciascun coobbligato per l'intero credito.
  • Per integrare l'eventus damni non occorre dimostrare che il creditore sia impossibilitato a soddisfarsi aliunde su altri soggetti; è sufficiente che l'atto abbia reso insufficiente la garanzia patrimoniale del debitore disponente.
  • Nel ricorso per cassazione, la deduzione di omesso esame di un fatto decisivo è inammissibile se opera la preclusione derivante dal doppio conforme e se non è specificato che le ragioni di fatto delle decisioni di primo e secondo grado siano diverse.
  • Ai fini della revocatoria, l'insorgenza del credito va valutata con riferimento al momento in cui il credito è posto a disposizione del debitore, non a quello dell'eventuale successivo prelievo delle somme.

Come è indicizzato

MaterieObbligazioni solidaliImpugnazioni
RamiObbligazioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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