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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05281/2023 del 20/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (venditori)

La controversia

La controversia nasce da un giudizio volto all'esecuzione in forma specifica di un preliminare di trasferimento immobiliare. In appello il giudice aveva ritenuto cessata la materia del contendere quanto a un motivo di gravame concernente la mancata produzione, o comunque la mancata menzione nel provvedimento ex art. 2932 c.c., delle dichiarazioni sulla regolarità urbanistica e catastale di alcuni beni oggetto di trasferimento. Il ricorrente per cassazione ha censurato tale statuizione con un unico motivo, formalmente dedotto come omesso esame di un fatto decisivo ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c., sostenendo che al momento dell'introduzione del giudizio e della sentenza di primo grado la domanda non avrebbe potuto essere accolta e che la successiva sanatoria documentale in appello non avrebbe potuto incidere. I controricorrenti hanno resistito, sostenendo la correttezza della decisione impugnata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha osservato che la circostanza lamentata non integra un fatto storico rilevante ai fini del n. 5 dell'art. 360 c.p.c.; ha inoltre ribadito che la dichiarazione relativa agli estremi della conformità edilizia e urbanistica costituisce una condizione dell'azione ex art. 2932 c.c., non un presupposto della domanda, e può quindi essere prodotta anche nel corso del giudizio, compreso l'appello, senza essere soggetta alle ordinarie preclusioni istruttorie. Ne è conseguita la conferma della correttezza della declaratoria di cessazione della materia del contendere sulla specifica questione. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 2932 c.c.

    La presenza delle dichiarazioni sugli estremi della conformità edilizia e urbanistica è qualificata come condizione dell'azione, non come presupposto della domanda; la relativa produzione è quindi consentita anche in corso di causa e in appello.

  • art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.

    Il motivo è inammissibile quando la doglianza non concerne un fatto storico decisivo omesso, ma una diversa valutazione della vicenda processuale o giuridica.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    In caso di rigetto/inammissibilità del ricorso sussistono i presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    È il parametro di riferimento per il calcolo dell'ulteriore importo dovuto in caso di soccombenza in cassazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio ex art. 2932 c.c., le dichiarazioni sulla conformità urbanistica e catastale del bene hanno natura di condizione dell'azione e possono essere depositate anche successivamente all'introduzione della causa, persino in appello, senza incorrere nelle ordinarie preclusioni.
  • Il vizio di cui all'art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c. richiede l'omesso esame di un fatto storico decisivo e discusso tra le parti; non è configurabile quando la censura riguarda la diversa rilevanza giuridica di un fatto o la correttezza della valutazione processuale compiuta dal giudice.
  • Quando la documentazione necessaria a integrare la condizione dell'azione interviene in grado di appello, il giudice può legittimamente prendere atto della sopravvenienza e dichiarare cessata la materia del contendere sulla specifica questione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese e, ove ne ricorrano i presupposti, l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieContratto preliminareImpugnazioni
RamiImmobiliareProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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