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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13947/2022 del 12/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Bologna che ha confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di cui all'art. 73, quarto comma, D.P.R. 309/1990. Il motivo principale del ricorso è l'asserita violazione dell'art. 274 c.p.p. (mancata attualità e concretezza delle esigenze cautelari) per l'ampio intervallo temporale (fatti risalenti al 25.11.2018), nonché vizi motivazionali e travisamento degli atti (tra cui un passaggio in cui l'ordinanza avrebbe indicato "cocaina" invece di "marijuana"). Si deduce inoltre che il presunto stato di precarietà e la mancanza di domicilio sono effetto di un arresto/estradizione dall'Albania e non indice di pericolosità; si contesta infine la fondatezza della misura in presenza di altra custodia già eseguita in diverso procedimento.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Rigetta le censure: eventuali refusi (riferimento alla "cocaina" in un passaggio) sono marginali rispetto alla motivazione complessiva che indica correttamente la marijuana; le allegazioni circa l'estradizione e il rientro involontario in Italia sono meramente affermate e non comprovate in atti, quindi non idonee a scalfire il quadro di pericolosità delineato dal Tribunale. La motivazione del Tribunale è ritenuta coerente e adeguata: l'ingente quantitativo di sostanza (oltre 8 kg), i collegamenti con fornitori di rilievo, la partecipazione a fatti analoghi e la mancanza di stabile dimora/occupazione giustificano l'attualità del pericolo di reiterazione del reato. Condanna il ricorrente alle spese processuali e al versamento di C 3.000 alla Cassa delle Ammende; nessuna disposizione di rimessione in libertà.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990, art. 73, quarto comma

    Norma sostanziale sulla detenzione e il traffico di sostanze stupefacenti; applicata per qualificare il fatto (detenzione e contributo al confezionamento di oltre 8 kg di marijuana) e giustificare la gravità indiziaria

  • Codice di procedura penale, art. 274

    Richiama il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione del reato per la custodia cautelare; la Corte afferma che tale requisito va valutato sul concreto quadro fattuale (modalità del fatto, personalità, contesto) e che, nel caso, il Tribunale ha compiuto una valutazione approfondita e motivata

  • Legge 16 aprile 2015, n. 47

    Ha introdotto nell'art. 274, lett. c), il requisito dell'attualità; la sentenza la richiama per sottolineare l'esigenza di un'analisi specifica soprattutto con grande distanza temporale dai fatti

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma richiamata per l'attribuzione dell'onere delle spese per ricorso inammissibile e per la valutazione dell'assenza di colpa nella proposizione del ricorso

  • Disp. att. c.p.p., art. 94, comma 1-ter

    Richiamata per gli adempimenti conseguenti alla decisione non comportante la remizione in libertà

Massime di principio

  • La mera distanza temporale tra i fatti e l'emissione della misura non annulla automaticamente l'attualità del pericolo di reiterazione: il giudice deve valutare le modalità della condotta, la personalità e il contesto; grandi quantitativi e collegamenti strutturati rafforzano la presunzione di pericolosità
  • Allegazioni fattuali (es. estradizione, rientro involontario) prive di documentazione processuale non sono idonee a superare la motivazione del giudice sulla necessità della misura cautelare
  • Errori materiali o refusi formali in qualche passaggio motivazionale (es. citazione errata della sostanza) possono essere considerati ininfluenti se la motivazione complessiva è coerente e circostanziata
  • La mancanza di stabile dimora e di lavoro può essere valutata come indice di rischio di reiterazione, salvo prova contraria concreta e documentata che giustifichi tale condizione
  • Per impugnare con successo la custodia cautelare è necessario fornire elementi di fatto e di prova che dimostrino concretamente l'assenza di rischio di reiterazione o proporre misure alternative effettivamente idonee e garantite

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