Cassazione Penale, Sentenza n. 11305/2023 del 16/03/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per delitti relativi a stupefacenti e ricettazione deducendo: 1) carenza, illogicità e contraddittorietà della motivazione in relazione all'attendibilità intrinseca ed estrinseca della dichiarazione del coimputato Manfredi (mancanza di specificazioni sui tempi e modi della cessione e insufficienti riscontri individualizzanti); 2) violazione di legge per aver contestualmente qualificato la condotta come ricezione di stupefacente (art. 73 DPR 309/90) e come ricettazione (art. 648 c.p.), pur trattandosi di un'unica vicenda; 3) carenze motivazionali in punto determinazione della pena; 4) vizio nella revoca della sospensione condizionale della pena disposta in precedenza, nonostante l'obbligo lavorativo fosse stato adempiuto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il primo motivo ritenendo corretta la valutazione sull'attendibilità del coimputato Manfredi e l'esistenza di riscontri individualizzanti (frequentazione costante, incontro il giorno della sottrazione, uso di stupefacenti dello stesso tipo, corrispondenza con immagini e relazioni di servizio). Ha invece accolto il secondo motivo: la condotta di ricezione/detenzione di stupefacente ricade nell'ambito dell'art. 73 DPR 309/90 e assorbe l'ipotesi di ricettazione prevista dall'art. 648 c.p. (capo h) quando riguarda la stessa sostanza senza apprezzabile soluzione di continuità. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata quanto al capo h) e rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Brescia per la rideterminazione della pena escludendo il reato di ricettazione; la condanna per il capo g) (art. 73) è stata dichiarata irrevocabile. I restanti motivi relativi alla pena sono assorbiti e non rilevati nella presente sede.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 73
art. 73 (anche comma 5 e richiamo generale alla fattispecie)
La norma punisce un'ampia gamma di condotte (ricezione, acquisto, detenzione, commercio) relative alla stessa sostanza stupefacente; quando più condotte si riferiscono alla stessa sostanza e sono consumate senza apprezzabile soluzione di continuità, esse costituiscono un unico reato e assorbono altre qualificazioni penali come la ricettazione.
La ricettazione non è applicabile se la ricezione o detenzione illecita della medesima sostanza è già punita ai sensi dell'art. 73 DPR 309/90; in tali casi l'ipotesi di ricettazione viene assorbita dalla fattispecie sulla droga.
Codice di procedura penale - art. 606
Articolo che disciplina i motivi di ricorso per cassazione relativi a violazione di legge e vizi motivazionali; la Corte ha ritenuto infondato il vizio di motivazione sull'attendibilità del coimputato (lett. e) ) e fondato il motivo relativo alla qualificazione giuridica/violazione di legge (lett. b) ) in punto concorso tra reati.
Codice di procedura penale - art. 192
Norma richiamata in relazione alla valutazione dell'attendibilità del dichiarante (coimputato); la Corte d'appello ha motivato l'attendibilità alla luce di confessione spontanea, corrispondenze con immagini e relazioni di servizio e altri riscontri.
richiamata in motivazione
Principio secondo cui il reato di favoreggiamento presuppone che il soggetto non sia coinvolto nel reato presupposto; utilizzato per distinguere concorso e favoreggiamento e per escludere la configurabilità autonoma di reati come la ricettazione quando la condotta è già coperta dall'art. 73.
Massime di principio
- La testimonianza o dichiarazione del coimputato (chiamata in correità) può essere utilizzata se corredata da riscontri indipendenti che abbiano valenza individualizzante (non necessariamente prova autosufficiente): incontri, frequenze, immagini, relazioni di servizio e corrispondenze fattuali sono elementi validi.
- Quando più condotte aventi ad oggetto la stessa sostanza stupefacente sono consumate senza apprezzabile soluzione di continuità (ricezione, detenzione, cessione), devono essere considerate come un'unica fattispecie ai sensi dell'art. 73 DPR 309/90 e non sono in genere sanzionabili separatamente anche come ricettazione o favoreggiamento reale.
- I vizi di motivazione sulle valutazioni di merito (es. attendibilità di un dichiarante) sono esaminabili in Cassazione solo se la motivazione è manifestamente contraddittoria, illogica o carente; una diversa valutazione dei fatti fondata su elementi di prova apprezzati in sede di merito non comporta automaticamente annullamento.
- Se la Cassazione accerta l'assorbimento o l'illegittima duplicazione di capi di imputazione, l'annullamento parziale con rinvio comporta la rideterminazione della pena in grado di merito, escludendo il capo annullato.
- Nelle ipotesi di reati permanenti o concatenati, ogni valutazione circa la sussistenza di reati autonomi deve considerare tempistica, identità dell'oggetto (stessa sostanza) e continuità dell'azione per evitare duplicazioni di procedimento.
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