Cassazione Penale, Sentenza n. 11211/2023 del 16/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha rilevato che l'imputato risulta deceduto dagli atti acquisiti; perciò ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte d'appello di Lecce - sezione distaccata di Taranto in data 23/03/2022, perché il reato si è estinto per morte dell'imputato. Decisione resa il 10 marzo 2023.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
L'imputato, tramite difensore, ha proposto ricorso articolando due motivi: vizio della motivazione in ordine all'accertamento della responsabilità per il delitto di peculato e vizio nella valutazione/bilanciamento delle circostanze attenuanti generiche.
Norme richiamate
Estinzione del reato per morte dell'imputato (principio di diritto)
La Corte ha applicato il principio secondo cui la morte dell'imputato determina l'estinzione del reato e, conseguentemente, l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna una volta accertata la morte dagli atti.
Massime di principio
- La morte dell'imputato estingue il reato e comporta l'annullamento della sentenza di condanna; il giudice pronuncia l'annullamento senza rinvio quando la morte è accertata negli atti.
- Per ottenere l'annullamento per estinzione del reato è necessario che la morte sia documentalmente comprovata o risultante dagli atti acquisiti al fascicolo; il giudice verifica d'ufficio tale circostanza.
- L'estinzione per morte riguarda la responsabilità penale e le relative sanzioni; le conseguenze di natura civile o patrimoniale vanno valutate separatamente e seguono regole diverse (eventuali azioni civili o diritti dei terzi/eredi non sono automaticamente estinti).
- In situazioni analoghe l'avvocato deve tempestivamente segnalare e documentare la morte dell'imputato al giudice procedente; se la morte è intervenuta dopo la pronuncia di condanna ma prima dell'esecutività, la procedura penale può comunque estinguersi in ragione dello stesso principio.
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