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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35265/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato per il reato di diffamazione per post pubblicato su Facebook in cui, riferendosi al presidente Gentina Roberto e al Consorzio COUB, affermava tra l'altro che il Consorzio "andrebbe commissariato" e che in un paese non controllato dalla mafia ciò sarebbe avvenuto da tempo; il ricorso in Cassazione deduceva: (1) vizio di procedibilità per irregolarità della querela presentata dal legale rappresentante senza deliberazione del CdA; (2) violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza (art.521 c.p.p.), perché la Corte avrebbe motivato richiamando altre parti del post non specificamente indicate nell'imputazione; (3) vizio nella esclusione dell'esimente dell'esercizio del diritto di critica (art.51 c.p.); (4) illegittimità e mancata prova del danno per la provvisionale assegnata alle parti civili; (5) mancata indicazione dei giustificati motivi a fondamento della provvisionale e erronea attribuzione dell'onere probatorio circa i gravi motivi per sospenderne l'esecutività.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. In motivazione: (i) il primo motivo è infondato perché l'art.122 c.p. consente che il reato commesso in danno di più persone sia perseguito anche se la querela è proposta da una sola; il fatto che Gentina fosse legale rappresentante del COUB non pregiudica la procedibilità; (ii) il secondo motivo è infondato: il principio di correlazione non è violato se le espressioni richiamate sono parte dello stesso post e consentono corretta contestualizzazione e difesa, specialmente quando l'imputazione riporta espressioni "tra l'altro" a titolo esemplificativo; (iii) il terzo motivo è aspecifico: il diritto di critica non vale se le affermazioni offensive non poggiano su fatti accertati o su un nucleo di verità e travalicano in attacchi personali (quindi l'esimente non si applica se si formulano accuse gravi senza fondamento oggettivo, come ingerenze mafiose); (iv) quarto e quinto motivo sul provvisionale sono manifestamente infondati: la provvisionale è misura interlocutoria non definitiva e immediatamente esecutiva (art.540 c.p.p.); per ottenere la sospensione dell'esecutività il condannato deve provare gravi motivi e un pregiudizio eccessivo (es. palese insolvenza), onere che il ricorrente non ha assolto. Conseguenze pratiche: il reato in appello era stato sanzionato con multa di 15.000 euro (in parziale riforma della condanna di primo grado che prevedeva 6 mesi di reclusione con pena sospesa), la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 122 cod. pen.

    Il reato commesso in danno di più persone è punibile anche se la querela è proposta da una soltanto di esse

    La Corte ha ritenuto che la querela proposta dal legale rappresentante per la persona fisica, pur riferendosi anche alla persona giuridica COUB, sia procedibile e sufficiente per far decorrere l'azione penale nei confronti del ricorrente

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza non è violato quando le affermazioni considerate in sentenza derivano dallo stesso contesto fattuale (stesso post) e l'imputato ha avuto la possibilità di difendersi; la citazione di passi aggiuntivi del medesimo post è ammissibile per la corretta contestualizzazione

  • art. 51 cod. pen.

    L'esimente dell'esercizio del diritto di critica richiede che le critiche siano ancorate a un nucleo di verità o a fatti accertati; accuse gravi e prive di appiglio oggettivo (es. allusioni a ingerenze mafiose) non possono essere coperte dall'art.51

  • art. 600 cod. proc. pen. (comma 3)

    La norma riguarda la sospensione dell'esecuzione della provvisionale: la Corte ha ricordato che il ricorrente deve dimostrare l'esistenza di gravi motivi/di un pregiudizio eccessivo per ottenere la sospensione dell'esecutività

  • art. 540 cod. proc. pen. (comma 2)

    La condanna al pagamento di una provvisionale è immediatamente esecutiva per legge; ciò limita la sindacabilità della provvisionale in Cassazione e giustifica la necessità di prove concrete per sospenderne l'esecuzione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente di imporre, in caso di ricorso manifestamente infondato/inammissibile, il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende; la Corte ha applicato tale misura (euro 3.000)

  • art. 2967 cod. civ.

    Richiamato nella discussione sull'onere probatorio relativo alla richiesta di sospensione della provvisionale: la Corte ha osservato che l'onere di provare i 'gravi motivi' per sospendere la provvisionale grava sul ricorrente

  • art. 539 e art. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen. (riferimento processuale)

    Richiamati in relazione ai limiti dell'impugnazione delle statuizioni civili e ai profili di motivazione impugnabili in Cassazione; la Corte ha dichiarato insindacabile in questa sede la provvisionale, essendo misura interlocutoria

Massime di principio

  • La querela proposta da una sola persona offesa può rendere procedibile il reato anche se più soggetti risultano potenzialmente danneggiati (art.122 c.p.); pertanto la mancata deliberazione di un organo collegiale non sempre preclude la procedibilità quando il legale rappresentante agisca in proprio e il fatto offenda anche la sua persona fisica
  • Il principio di correlazione imputazione-sentenza non richiede che la sentenza ripeta letteralmente ogni parola della imputazione: il giudice può fare riferimento ad altre parti dello stesso scritto/post per correttamente contestualizzare il fatto, purché l'imputato abbia potuto conoscere e difendersi dagli elementi di accusa
  • La difesa invocante l'esimente dell'esercizio del diritto di critica deve ancorare le proprie valutazioni a fatti verificabili o a un 'nucleo di verità'; affermazioni gravi e non supportate (es. insinuazioni di rapporti mafiosi) non sono coperte dall'art.51 e possono configurare diffamazione
  • La provvisionale assegnata alla parte civile è misura interlocutoria e immediatamente esecutiva; la sua impugnazione in Cassazione è limitata: per ottenere la sospensione dell'esecuzione il condannato deve dimostrare gravi motivi e un pregiudizio eccessivo (es. palese stato di insolvenza)
  • In Cassazione sono inammissibili i motivi aspecifici o che non si confrontano con la motivazione della sentenza impugnata; è necessario che il ricorrente affronti puntualmente i ragionamenti del giudice di merito
  • In caso di ricorso manifestamente infondato o inammissibile la Corte può irrogare sanzioni processuali pecuniarie (spese e contributi alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.)

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