Cassazione Penale, Sentenza n. 29966/2023 del 11/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che, rigettando il riesame, aveva confermato gli arresti domiciliari per il delitto di estorsione aggravata (art. 629 co.2 c.p.) in concorso e con metodo mafioso (art. 416-bis co.1 c.p.). La difesa ha dedotto: (i) vizio di motivazione e violazione di legge sull'esistenza della gravità indiziaria e sul connesso concorso del ricorrente, riferendosi anche a versione alternativa documentale che giustificava la presenza dell'avvocato come attività professionale; (ii) carenza di motivazione sulla sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 416-bis e sulla consapevolezza del ricorrente di concorrere in un disegno estorsivo mafioso; (iii) insufficiente motivazione sulle esigenze cautelari, in particolare sul pericolo di reiterazione, dato il carattere apparentemente ormai risolto della controversia tra le parti.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Catanzaro per nuovo giudizio. In motivazione la Corte ha ritenuto sussistente, nella ricostruzione generale, l'ipotesi di estorsione aggravata e l'incidenza del metodo mafioso (anche in ragione dell'intervento dei maggiorenti 'ndranghetisti e della dinamica 'ambientale'), ma ha ritenuto insufficiente la gravità indiziaria circa la consapevole e partecipata compartecipazione del ricorrente all'ordito estorsivo: la presenza sporadica e occasionale dell'avvocato ad un unico incontro e la mancanza di elementi che colleghino la sua attività causale alla successiva rinunzia/retrocessione non giustificano il mantenimento della misura cautelare a suo carico. Per tali ragioni l'ordinanza cautelare è annullata e il procedimento rinviato per nuovo esame; gli altri motivi sono assorbiti.
Norme richiamate
Richiamato in relazione al concorso di persone nell'azione estorsiva; la Corte prende atto della contestazione di concorso ma richiede prove chiare del contributo consapevole del singolo.
Norma che definisce l'estorsione aggravata; la Corte conferma che, alla luce degli elementi raccolti e della concatenazione degli eventi, può ritenersi sussistente l'ipotesi estorsiva aggravata nei suoi profili generali.
Aggravante per l'uso del metodo mafioso; la Corte ha interpretato tale norma richiamando il principio dell'estorsione cd. 'ambientale', ossia la possibilità che la richiesta assuma carica intimidatoria in un contesto dominante di potere mafioso anche senza che la vittima conosca direttamente gli autori o il clan.
Richiamata dalla difesa in rapporto alla verificazione della gravità indiziaria richiesta per le misure cautelari; la Corte ha valutato che, quanto al ricorrente, la gravità indiziaria relativa al suo concorso non risultava adeguatamente provata.
Norma concernente le esigenze cautelari (pericolo di reiterazione, etc.); la Corte ha ritenuto che non fossero dimostrate esigenze cautelari effettive rispetto al ricorrente, alla luce della sua partecipazione limitata e dell'assenza di elementi che rendessero verosimile il rischio di reiterazione.
art. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Motivi tipici di ricorso in Cassazione (vizi di motivazione e violazione di legge); la Corte ha esaminato queste censure, accogliendo in parte quelle relative alla carenza di motivazione sull'apporto del ricorrente e rigettando invece le obiezioni generali sulla configurazione dell'estorsione aggravata nel complesso dei fatti.
art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020
Richiamato a fronte del procedimento di trattazione con contraddittorio scritto (norme emergenziali/procedurali per la trattazione scritta dei ricorsi); indicazione procedurale sulla modalità di trattazione del ricorso.
Ulteriore richiamo normativo procedurale relativo alle modalità di trattazione con contraddittorio scritto; non incide sul merito ma sulla procedura di trattazione del ricorso.
Massime di principio
- La presenza di elementi che evidenziano l'intervento di esponenti di organizzazioni mafiose e la concatenazione cronologica di eventi possono giustificare la qualificazione di una condotta come estorsione "ambientale" anche se la vittima non conosce personalmente tutti gli esecutori.
- Per ritenere la responsabilità di un soggetto (es. un avvocato) come concorrente in un reato estorsivo non basta la mera partecipazione sporadica ad un incontro: occorre documentare un apporto causale e una consapevolezza durevole e funzionale al progetto criminoso.
- Le intercettazioni e i dati cronologici devono essere collegati mediante articolata motivazione al ruolo specifico del soggetto per fondare la gravità indiziaria necessaria alle misure cautelari.
- La successiva rinuncia o trasferimento di un bene non è automaticamente prova che tale esito sia dovuto all'azione di un singolo partecipante: è necessario dimostrare il nesso causale tra l'azione del singolo e l'evento estorsivo.
- Nelle decisioni cautelari il giudice deve valutare concretamente le esigenze cautelari (pericolo di fuga, di inquinamento probatorio, di reiterazione) e non può limitarsi ad inferenze non supportate da elementi specifici circa il ruolo e la pericolosità del singolo indagato.
- Un ricorso per cassazione è efficace quando dimostra carenze specifiche e argomentate nella motivazione del giudice di merito, soprattutto con riguardo all'accertamento del nesso causale e alla valutazione delle alternative prospettate dalla difesa.
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