Cassazione Penale, Sentenza n. 48826/2023 del 07/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per reati fallimentari e tributari deducendo principalmente vizio di motivazione per mancata e specifica risposta ai rilievi di appello circa la mancata prova della qualifica di "amministratore di fatto". Acerbis ha lamentato che la Corte territoriale non ha risposto alle critiche relative all'attribuzione della gestione di fatto (evidenze testimoniali, documentali e coincidenze organizzative con altre società). Zini ha dedotto l'assenza di elementi gravi, precisi e concordanti idonei a dimostrare un esercizio significativo e continuativo dei poteri gestori (si è contestata la lettura data a e-mail, procure, testimonianze e al fatto delle dimissioni/licenziamento), nonché profili autonomi di vizio in ordine alla determinazione della pena (aumenti per recidiva e altre aggravanti) e al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di legittimità (Cassazione) ha accolto i primi motivi di entrambi i ricorsi ritenendoli fondati: per Acerbis ha rilevato una carenza motivazionale della sentenza di appello, che ha semplicemente richiamato documenti senza rispondere ai rilievi argomentati; per Zini ha accertato una motivazione apodittica della Corte territoriale, con violazione dell'obbligo di confronto specifico con i motivi di appello. I residui motivi di Zini sono stati assorbiti. La sentenza impugnata è stata annullata e la Corte d'appello è stata rimessa a riesaminare le censure, fornendo motivazione specifica e congrua sui punti contestati (in particolare sulla qualificazione di amministratore di fatto e sui profili probatori correlati).
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
limita l'ammissibilità dei motivi di cassazione ai termini stabiliti; richiamata per delimitare l'oggetto del sindacato di legittimità
art. 581, comma 1-bis, cod. proc. pen. (introdotto dal d.lgs. 10/10/2022 n.150)
richiama il principio per cui i rilievi di appello devono essere specifici; motivazione della Corte d'appello che ignora motivi specifici può comportare vizio di motivazione impugnabile
art. 2639, primo comma, cod. civ.
definizione e criteri rilevanti per l'individuazione dell'amministratore di fatto (necessità di esercizio significativo e continuativo dei poteri gestori)
artt. 2, 8 e 10-quater, comma 2, d.lgs. 74/2000
norme del diritto tributario richiamate nel capo di imputazione per i reati fiscali; contestazione dell'uso di fatture inesistenti e indebite compensazioni
norma sulle recidive richiamata in relazione all'aumento di pena; la Corte chiede motivazione quando si opera un aumento basato sulla recidiva
art. 63, quarto comma, cod. pen.
norma sulle circostanze aggravanti facoltative; la Corte sottolinea l'obbligo di motivare la scelta di applicare aumenti facoltativi
art. 62-bis e art. 133 cod. pen.
norme rilevanti per la determinazione della pena e per la valutazione delle circostanze attenuanti generiche; la decisione va motivata coerentemente e senza valutazioni contraddittorie
art. 111, sesto comma, Cost.
garantisce l'obbligo di adeguata motivazione delle sentenze; richiamata per sottolineare la nullità della motivazione apodittica
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
richiama l'obbligo di motivazione della sentenza penale e la nullità in caso di carenza tale da impedire il controllo di legittimità
art. 219, primo comma, legge fallimentare (richiamata nella sentenza di merito)
richiamata nel contesto delle aggravanti/contestazioni di bancarotta e delle valutazioni sul dissesto; la Corte richiede motivazione specifica quando queste circostanze influenzano la pena
Massime di principio
- La Corte d'appello deve rispondere esplicitamente e in modo motivato ai rilievi specifici proposti con il gravame: non è sufficiente un richiamo generico alla sentenza di primo grado o la mera trascrizione di documenti senza confronto critico
- La qualifica di "amministratore di fatto" richiede prova di esercizio significativo e continuativo di poteri gestori; elementi episodici o non concordanti non sono sufficienti senza una motivazione che li colleghi organicamente alla funzione gestionale
- Il conferimento di una procura generale può essere indizio della qualifica di amministratore di fatto solo se accompagnato da prova dell'effettivo esercizio dei poteri attribuiti dalla procura
- Dimissioni o cessazione del rapporto di lavoro possono incidere sulla valutazione della qualifica di amministratore di fatto e devono essere valutate nel loro effettivo significato probatorio, non presupposto di automatica responsabilità
- In tema di pena, l'applicazione di aumenti (inclusi quelli facoltativi per recidiva o altre circostanze) richiede motivazione specifica e non contraddittoria; analogamente, la valutazione sulle attenuanti generiche deve essere coerente e non basata su ripetute utilizzazioni degli stessi elementi in senso contrario
- In cassazione il vizio di motivazione della Corte d'appello è suscettibile di annullamento quando il giudice di impugnazione non instaura il necessario confronto dialettico con le censure dedotte dall'appellante
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 7 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 48762/2023 del 07/12/2023
- Sentenza penale · 7 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 48764/2023 del 07/12/2023
- Sentenza penale · 7 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 48765/2023 del 07/12/2023
- Sentenza penale · 7 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 48766/2023 del 07/12/2023
- Sentenza penale · 7 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 48767/2023 del 07/12/2023
- Sentenza penale · 7 dic 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 48768/2023 del 07/12/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →