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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28032/2023 del 28/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Torino che, in parziale riforma del primo grado, li ha condannati: Pop Mircea per cessione di stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990) e per ricettazione (art. 648 c.p.) e Cramer per ricettazione (art. 648 c.p.). Pop censura il diniego di rinnovazione istruttoria per l'audizione di due testi e contesta la prova della consapevolezza del contenuto illecito dei pacchi lanciati, nonché l'affermazione del dolo specifico in relazione all'art. 648. Cramer contesta l'applicazione dell'art. 648 con richiamo alla motivazione che avrebbe usato principi non pertinenti (riferimento al carattere professionistico o dilettantistico dell'attività sportiva) e sostiene che non sarebbe provato il reato presupposto della ricettazione e che non tutte le sostanze erano vietate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto manifestamente infondati i primi tre motivi di Pop (diniego della rinnovazione istruttoria e censure sulla prova della consapevolezza) e ha dichiarato inammissibile la richiesta di rivalutazione delle prove. Quanto alla contestazione in ordine all'art. 648, la Suprema Corte ha confermato che il reato presupposto individuato dai giudici di merito è il commercio clandestino di sostanze anabolizzanti disciplinato dall'art. 586 bis comma 7 c.p. (già art. 9 co.7 L. 376/2000), la cui configurazione non richiede dolo specifico; la ricettazione integra la responsabilità di chi acquista o riceve sostanze provenienti da commercio illecito se sussiste consapevolezza della provenienza delittuosa. Ha tuttavia osservato che il richiamo nella motivazione dell'appello alla distinzione tra attività sportiva professionistica o dilettantistica era irrilevante e andava corretto. In conclusione i ricorsi sono stati rigettati e i ricorrenti condannati (conferma delle pene inflitte in appello: Pop Mircea Vasile anni 4 mesi 2 di reclusione e multa di C 15.500,00; Cramer Vasilica Alexandra anni 2 e giorni 15 di reclusione e multa di C 5.200,00), oltre alle statuizioni accessorie e alle spese giudiziarie.

Norme richiamate

  • art. 648 cod.pen. (ricettazione)

    La ricettazione si configura quando si acquista o si riceve merce proveniente da reato, con consapevolezza della provenienza illecita; la sentenza applica il principio che la detenzione di sostanze provenienti da commercio vietato integra tale reato quando esiste consapevolezza della provenienza delittuosa

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (illecito degli stupefacenti)

    Rilevante per la contestazione della cessione di sostanze stupefacenti: la Corte ha confermato la condanna per la cessione sulla base delle risultanze probatorie (lancio e consegna dei pacchi, contatti telematici che dimostrano conoscenza)

  • art. 586 bis cod.pen. comma 7 (ex art. 9 co.7 L. 376/2000)

    commercia i farmaci e le sostanze farmacologicamente o biologicamente attive ricompresi nelle classi di cui all'articolo 2, comma 1, attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico, dalle farmacie ospedaliere, dai dispensari aperti al pubblico e dalle altre strutture che detengono farmaci direttamente

    Il commercio delle sostanze dopanti attraverso canali non autorizzati costituisce illecito autonomo e di pericolo: non richiede dolo specifico finalizzato all'alterazione delle prestazioni sportive; può essere reato presupposto della ricettazione

  • art. 603 cod.proc.pen. (rinnovazione istruttoria in appello)

    La rinnovazione dell'istruttoria in appello è eccezionale e subordinata alla necessità di colmare un'incompletezza tale da impedire la decisione senza nuova prova; valutazione rimessa al giudice di merito e sindacabile in Cassazione solo se motivazione carente

  • art. 606 cod.proc.pen. comma 1 lett. b) ed e) (motivi di ricorso per cassazione)

    Limiti del sindacato in Cassazione: non è consentita la semplice rivalutazione delle prove; i motivi devono indicare vizi di motivazione o violazioni di diritto apprezzabili in sede di legittimità

Massime di principio

  • La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria in appello può essere respinta se il materiale probatorio è ritenuto già sufficiente; il suo diniego è valutazione tipica del giudice di merito e difficilmente annullabile in Cassazione salvo carenza motivazionale
  • In Cassazione non è consentita una semplice rivalutazione del merito probatorio: i ricorsi che si limitano a chiedere una diversa valutazione delle prove sono inammissibili o manifestamente infondati
  • Quando il reato presupposto della ricettazione è individuato nel commercio illecito di sostanze (art. 586 bis comma 7 c.p.), non è richiesto il dolo specifico di alterazione delle prestazioni sportive: la condotta è un reato di pericolo e la detenzione di prodotti provenienti da canali illeciti può integrare la ricettazione se è dimostrata la consapevolezza della provenienza illecita
  • Occorre distinguere le diverse ipotesi legislative sulle sostanze anabolizzanti: i commi 1 e 2 dell'art. 586 bis richiedono finalità di alterazione delle prestazioni agonistiche, mentre il comma 7 (commercio abusivo) è autonomo e non richiede tale fine
  • I giudici devono evitare riferimenti o argomenti motivazionali non pertinenti al caso concreto (ad es. professionismo vs dilettantismo) perché tali riferimenti sono superflui e possono essere censurati
  • La prova della consapevolezza della provenienza illecita può emergere da elementi indiziarî e intercettazioni/contatti telematici che collegano il soggetto alla filiera illecita; se questi elementi non sono adeguatamente contestati, la responsabilità può essere confermata

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