Cassazione Civile, Ordinanza n. 19089/2022 del 14/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (condomino)
La controversia
La controversia nasce dai lavori eseguiti su un appartamento con trasformazione del sottotetto in mansarda abitabile, ritenuti integrare una sopraelevazione rilevante ai fini condominiali. Il giudice di primo grado aveva condannato i proprietari a pagare un'indennità di sopraelevazione e il risarcimento dei danni al camino e alla canna fumaria del vicino. In appello i proprietari contestavano sia la quantificazione dell'indennità, sia il ricorso alla consulenza tecnica d'ufficio e la valorizzazione delle sue risultanze, deducendo anche violazione del principio di non contestazione e della disponibilità della prova. Con il terzo motivo censuravano la condanna per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., sostenendo che non vi fosse colpa grave nel proporre l'impugnazione. Il resistente replicava chiedendo la conferma della sentenza e domandando a sua volta la condanna per lite temeraria nel giudizio di cassazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile il ricorso, ma lo ha rigettato integralmente. Ha escluso il vizio di motivazione, osservando che la sentenza d'appello affrontava specificamente la questione della stima e aveva ritenuto corretta la valutazione del CTU, reputando non decisivo il diverso criterio prospettato dalla consulenza di parte. Ha inoltre affermato che il ricorso alla CTU era legittimo perché necessario per accertamenti tecnici, e che la consulenza di parte è mera allegazione difensiva priva di autonoma forza probatoria. Quanto alla responsabilità aggravata, ha ritenuto che la valutazione di mala fede o colpa grave spetti al giudice di merito e che la motivazione della corte territoriale fosse congrua. La domanda del resistente per lite temeraria in cassazione è stata invece respinta per genericità e mancanza di allegazioni specifiche. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 132, comma 2, n. 4 c.p.c.
Il vizio di motivazione non sussiste quando la sentenza di merito esamina il punto controverso e il ricorrente si limita a proporre una diversa lettura del fatto o della prova.
La valutazione del materiale probatorio e la scelta delle fonti del convincimento spettano al giudice di merito; non si configura violazione del principio di disponibilità della prova se il giudice valorizza la CTU e disattende la consulenza di parte.
È legittimo il ricorso alla consulenza tecnica d'ufficio quando l'accertamento richiede specifiche cognizioni tecniche.
La condanna per responsabilità aggravata presuppone l'accertamento della mala fede o della colpa grave e del danno; la loro valutazione in concreto è riservata al giudice di merito.
La richiesta di condanna per lite temeraria in cassazione è ammissibile, ma richiede allegazioni specifiche e non può fondarsi su mere affermazioni generiche.
Il valore dell'area di sedime ai fini dell'indennità di sopraelevazione va riferito al suolo sul quale insiste l'edificio o la parte sopraelevata, secondo il criterio legale richiamato dalla corte.
Il ricorso è stato trattato in camera di consiglio secondo il rito camerale previsto.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002
Il rigetto del ricorso comporta l'obbligo, se dovuto, di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- Il vizio di motivazione in cassazione non è configurabile quando la sentenza impugnata affronta specificamente la questione controversa e il ricorrente mira soltanto a ottenere una nuova valutazione del merito.
- La consulenza tecnica d'ufficio è legittimamente utilizzabile per accertamenti che richiedono cognizioni specialistiche; il giudice può farvi ricorso anche se la parte dissente dalla valutazione tecnica adottata.
- La consulenza tecnica di parte ha valore di allegazione difensiva tecnica e non possiede autonoma forza probatoria; il giudice non è tenuto a confutarla espressamente se fonda la decisione su argomentazioni incompatibili con essa.
- Il principio di non contestazione non si estende alle valutazioni tecniche o ai criteri estimativi, che restano nella disponibilità del giudice nella scelta delle prove e delle fonti del convincimento.
- La responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. richiede un accertamento in concreto della mala fede o della colpa grave, riservato al giudice di merito e sindacabile in cassazione solo per vizi logici o giuridici della motivazione.
- La domanda di condanna per lite temeraria in cassazione deve essere specifica e supportata da allegazioni concrete; richieste generiche non sono sufficienti.
Come è indicizzato
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