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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 22956/2020 del 21/10/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il primo ricorso (n. 4917/2016) deduceva violazione e falsa applicazione dell'art. 147 legge fallimentare e degli artt. 2361, 2384 e 2479 cod. civ., contestando la decisione della Corte d'appello che aveva revocato il fallimento in estensione della CAMM s.a.s. e sostenendo invece la rilevanza della giurisprudenza favorevole alla possibilità che una societa' di capitali partecipi di fatto a una societa' di fatto (citando Cass. n. 1095/2016). Il secondo ricorso (n. 14591/2016) proposto da Dominici conteneva numerose censure (vizi di applicazione dell'art. 2320 c.c., vizio sul carattere gestionale della procura, omesso esame di fatto decisivo, violazioni di norme processuali e di termini, questioni relative alla legittimazione ad agire del curatore che aveva chiesto l'estensione), tutte miranti a ottenere la riforma della sentenza che aveva dichiarato il suo fallimento in estensione

La decisione

La Corte ha riunito i due ricorsi. Ha dichiarato improcedibile il ricorso n. 4917/2016 proposto dal Fallimento CAMM S.r.l. in liquidazione per mancato deposito, nei termini perentori, della procura speciale alle liti (violazione art. 369 c.p.c.). Per l'effetto la sentenza di appello che, in quel procedimento, aveva revocato il fallimento della CAMM S.a.s. è divenuta definitiva; tale definitività ha reso venuto meno il presupposto della estensione del fallimento alla socia Dominici. Conseguentemente, pronunciando sul ricorso n. 14591/2016, la Corte ha revocato il fallimento in estensione di Susanna Dominici (sentenza Trib. Pesaro n. 1/2015). Le spese sono integralmente compensate; tuttavia la Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato a carico della curatela che ha proposto il ricorso improcedibile

Norme richiamate

  • art. 369 cod. proc. civ.

    stabilisce l'obbligo di depositare insieme al ricorso per cassazione la procura speciale conferita con atto separato; la Corte ha ritenuto perentorio tale termine e ha dichiarato improcedibile il ricorso per mancato deposito nei termini, senza possibilita' di sanatoria

  • art. 147 legge fallimentare (I.fall.)

    norma sull'estensione del fallimento ad altri soggetti e sulla legittimazione ad agire del curatore; qui era al centro della controversia sulla possibilita' di estendere il fallimento per partecipazione a societa' di fatto

  • art. 2320 cod. civ.

    disciplina la responsabilita' dei soci accomandanti; Dominici contestava che non sussistessero i presupposti per la decadenza dalla limitazione di responsabilita' asserita dal curatore

  • art. 2361 cod. civ.

    norma relativa alla partecipazione nelle societa' di capitali (richieste di delibera/annotazione) richiamata nel dibattito circa l'opponibilita' di una partecipazione di fatto di una societa' di capitali in una societa' di fatto; la Corte territoriale aveva privilegiato un orientamento restrittivo, la Suprema Corte ha comunque deciso per ragioni processuali

  • art. 336 cod. proc. civ.

    principio per cui la riforma con sentenza passata in giudicato estende i suoi effetti ai provvedimenti dipendenti: la revoca del fallimento sociale ha effetto riflesso sulla sentenza di estensione del fallimento al socio

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002 (contributo unificato)

    la Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della curatela che ha proposto il ricorso improcedibile, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato

  • art. 360 cod. proc. civ.

    richiamato nelle doglianze di merito relative ai motivi di cassazione; trattasi della norma sulle forme di vizio di motivazione e violazione di norme di diritto rilevabili in cassazione

  • art. 354, comma 1, cod. proc. civ.

    norma sulla rimessione della causa al giudice di primo grado; era stata evocata nel corso del processo per questioni di pregiudizialita' e integrazione del contraddittorio

Massime di principio

  • Il deposito della procura speciale alle liti, se conferita con atto separato, deve avvenire unitamente al ricorso per cassazione oppure entro il termine perentorio (20 giorni dall'ultima notifica): l'inosservanza e' causa di improcedibilità e non e' sanabile tardivamente
  • La decisione definitiva che revoca il fallimento sociale ha efficacia riflessa sui provvedimenti dipendenti: se il fallimento della societa' che giustificava l'estensione viene revocato, anche il fallimento personale esteso ai soci si estingue per effetto della sentenza passata in giudicato
  • Questioni sostanziali complesse (es. ammissibilita' della partecipazione di societa' di capitali in societa' di fatto) possono rimanere incise dalle divergenze giurisprudenziali, ma decisioni processuali (procedural default) possono determinare l'esito del giudizio indipendentemente dal merito
  • La legittimazione ad esercitare l'azione di estensione del fallimento del curatore dipende dal corretto fondamento soggettivo e oggettivo della domanda: l'assenza del presupposto principale (fallimento della societa' oggetto dell'estensione) rende insostenibile la domanda di estensione
  • In presenza di piu' procedimenti connessi e rapporto di pregiudizialita', la riunione in sede di legittimita' e la valutazione dell'efficacia delle pronunce passate in giudicato sono strumenti rilevanti per assicurare economia processuale e coerenza delle decisioni

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