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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 37382/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La committente Guidi aveva citato in giudizio la ditta appaltatrice Girolometti per i danni derivanti da un massetto realizzato in difetto di pendenze e quote, con conseguente deflusso delle acque verso la piscina. L'appaltatore aveva chiamato in causa i progettisti arch. Magi e arch. Boccarossa. Tribunale e Corte d'appello avevano ritenuto i progettisti solidalmente responsabili, ritenendo che il progetto non avesse previsto la corretta quota e il sistema di drenaggio. I progettisti hanno impugnato in Cassazione sostenendo che: il progetto era finalizzato al solo rilascio del permesso di costruire (progetto di massima), che invece conteneva la quota corretta e la canaletta di sfioro; il loro mandato era cessato prima dell'esecuzione e l'impresa aveva eseguito l'opera in difformità dal progetto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i primi tre motivi (in particolare ha ritenuto fondato il motivo di violazione dell'art.115 c.p.c. per travisamento della prova), censurando l'errata percezione da parte della Corte territoriale del contenuto documentale del progetto (che, secondo i ricorrenti e riscontrato dalla documentazione, conteneva indicazioni di quota e la dicitura "Canaletta di sfioro piscina" non adeguatamente valutate). La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rimessa alla Corte d'Appello di Ancona in diversa composizione per nuovo esame alla luce dei principi di diritto enunciati. Sono state assorbite le altre censure; liquidazione delle spese del giudizio di cassazione a carico del giudice di rinvio; i ricorrenti non devono versare il contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

  • Codice di procedura civile - art.115 c.p.c.

    Il giudice deve fondare la decisione sulle prove offerte dalle parti; l'utilizzo di prove non esistenti o la travisazione del contenuto oggettivo della prova integra violazione di tale norma e può essere censurata in Cassazione.

  • Codice di procedura civile - art.360 comma 1 n.4 c.p.c.

    Consente il ricorso per cassazione per error in procedendo, incluso il travisamento della prova quando sia configurabile la violazione dell'art.115 c.p.c.; la Corte ha ritenuto che l'errore di percezione rientri in questo rimedio.

  • Codice di procedura civile - art.360 comma 1 n.5 c.p.c.

    Regola l'omesso esame di fatto decisivo; la Corte distingue questa fattispecie dall'errore di percezione del contenuto della prova e ha precisato i limiti reciproci dei due rimedi.

  • Codice di procedura civile - art.395 n.4 c.p.c.

    La Corte distingue l'errore revocatorio (revocazione) dall'errore di percezione censurabile in Cassazione; l'errore revocatorio ha natura e limiti differenti rispetto alla fattispecie cui la Corte ha dato rilievo.

  • Codice civile - art.1667 c.c.

    Norma sulla responsabilità dell'appaltatore per vizi e difformità dell'opera: la giurisprudenza applicata estende, in casi specifici, gli effetti della garanzia anche ai progettisti e direttori dei lavori.

  • Codice civile - art.1669 c.c.

    Norma sulla responsabilità per rovina e gravi difetti: la Corte ha ritenuto che la disciplina sulla responsabilità dell'appaltatore possa estendersi ai progettisti/direttori lavori, secondo orientamento giurisprudenziale citato.

  • Codice civile - art.2055 c.c.

    Richiamata nella motivazione in relazione alla disciplina probatoria e alle oneri probatori tra le parti; la Corte ha considerato l'applicabilità in tema di ripartizione della prova e responsabilità.

  • Codice di procedura civile - art.91 c.p.c.

    Norma sulle spese di lite: la Corte ha affrontato la questione delle spese in relazione alla decisione cassatoria e rimessione.

  • D.L. n.83/2012 art.54 convertito dalla L. n.134/2012

    Riforma dell'art.360 c.p.c. (n.5) richiamata dalla Corte: discussa l'interpretazione delle modifiche e l'eventuale effetto sulla deducibilità del travisamento della prova in Cassazione.

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n.115 art.13

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha disposto che, per effetto dell'accoglimento del ricorso, non sussisteva l'obbligo dei ricorrenti di versare l'ulteriore contributo previsto.

  • L. 24 dicembre 2012 n.228

    Richiamata in relazione alla disciplina del contributo unificato (modifiche legislative correlate al DPR 115/2002).

Massime di principio

  • Il travisamento del contenuto oggettivo della prova (errore di percezione) è sindacabile in Cassazione ai sensi dell'art.360 n.4 c.p.c. quando configuri violazione dell'art.115 c.p.c. e abbia inciso in modo decisivo sulla decisione.
  • Va distinta la discrezionalità del giudice di merito nell'apprezzamento delle prove (non sindacabile in Cassazione) dall'uso di informazioni probatorie inesistenti o oggettivamente diverse da quelle disponibili in causa (sindacabile).
  • Se il progetto tecnico contiene indicazioni puntuali e documentate (quote, canalette, dettagli di drenaggio), il progettista può essere ritenuto responsabile; tuttavia, se l'impresa ha eseguito l'opera in difformità dal progetto, la responsabilità esecutiva ricade prioritariamente sull'appaltatore, salvo prove contrarie.
  • Per difendere i progettisti conviene documentare e mettere in evidenza gli elaborati progettuali (disegni con quote, indicazioni di drenaggio) e le comunicazioni di consegna/trasmissione al direttore lavori o all'appaltatore, per dimostrare che eventuali difetti derivano da esecuzione difforme.
  • In caso di giudizio sfavorevole per errata lettura delle prove da parte del giudice di merito, la Cassazione può ottenere la cassazione e il rinvio se è dimostrabile l'errore decisivo nella percezione della prova; è necessario argomentare specificamente l'impossibilità logica di ricavare dal materiale processuale i contenuti che il giudice ha attribuito.

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