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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 37372/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Fondazione impugnava la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva accolto l'appello dell'Agenzia relativo a rettifiche di classamento e rendita catastale di 19 appartamenti a Roma. Il ricorso in Cassazione si fondava su sette motivi: in particolare il primo denunciava l'irregolarità della notifica dell'appello (tardiva o omessa) perché l'atto era stato notificato presso il domicilio eletto del difensore dopo il trasferimento dello studio professionale, con conseguente inammissibilità dell'appello; altri motivi riguardavano carenza di motivazione, omissione di esame di prova peritale di parte e questioni sulla motivazione dell'accertamento catastale

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendo che la notifica dell'appello all'indirizzo originario dello studio, successivamente trasferito, non fosse idonea a perfezionare la notifica. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, quando il domicilio è eletto presso lo studio di un difensore, la notifica deve raggiungere il reale domicilio del procuratore e grava sul notificante l'onere di ricerche per individuare il nuovo recapito; se la notifica non è andata a buon fine per tale motivo, l'appello è inammissibile per tardività e il giudice d'appello non poteva proseguire il processo. Per effetto di ciò la Cassazione ha cassato senza rinvio la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto, ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello e ha condannato l'Agenzia al pagamento delle spese del giudizio di appello e di legittimità in favore della Fondazione

Norme richiamate

  • D.L.vo 31 dicembre 1992 n. 546, art. 38

    Richiamato in relazione alla disciplina del processo tributario; la Corte valuta vizi di motivazione e questioni processuali alla luce delle norme processuali tributarie

  • D.L.vo 31 dicembre 1992 n. 546, art. 17, comma 1

    Stabilisce l'efficacia delle variazioni di domicilio eletto nei confronti delle controparti dal decimo giorno successivo alla notifica della denuncia di variazione: la Corte distingue tra domicilio eletto personalmente e quello eletto presso lo studio di un difensore

  • D.L.vo 31 dicembre 1992 n. 546, art. 12

    L'elezione di domicilio presso lo studio di un difensore ha funzione indicativa della sede dello studio; non esonera il notificante dall'accertare il reale domicilio del difensore se questo è variato

  • Codice di procedura civile, art. 291

    La Corte esclude l'applicabilità dell'art. 291 (che riguarda la nullità della notifica) al caso in cui la notifica sia omessa per trasferimento del domicilio, trattandosi di omessa notifica e non di notifica nulla

  • Codice di procedura civile, art. 327 (termine di impugnazione) e art. 156

    Richiamati in relazione ai termini per proporre l'appello e agli effetti della costituzione tardiva: la costituzione tardiva non sana una notifica inesistente o omessa

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3 e n. 4

    Norme che disciplinano i motivi di cassazione per violazione di legge e nullità della motivazione; sono la base normativa dei motivi dedotti in cassazione

  • Codice civile, art. 2697

    Richiamato rispetto all'onere della prova (es. perizie di parte); la Corte ha tuttavia ritenuto assorbiti gli altri motivi per l'accoglimento del primo

  • Normativa professionale e giurisprudenza di riferimento

    La Corte richiama orientamenti giurisprudenziali (da Cassazione) che impongono al notificante la diligenza di verificare il recapito del difensore, anche tramite albo professionale, quando si trovi nella medesima circoscrizione; se la notifica non va a buon fine per trasferimento, il notificante corre il rischio della decadenza

Massime di principio

  • Quando il domicilio è eletto presso lo studio di un difensore, la notifica deve raggiungere il "domicilio reale" del difensore: se lo studio è stato trasferito, la notifica effettuata al vecchio indirizzo è inefficace salvo prova che l'atto sia comunque pervenuto al destinatario
  • L'onere di accertamento del nuovo indirizzo grava sul notificante: deve compiere ricerche (es. albo professionale) e, se necessario, ripetere la notificazione entro i termini perentori per evitare la decadenza dell'impugnazione
  • La costituzione tardiva della controparte non sana automaticamente una precedente notifica inesistente o omessa; l'operazione di sanatoria ex art. 156 c.p.c. richiede che la notifica sia stata comunque conoscibile e idonea a raggiungere il destinatario
  • Va distinta la "notificazione omessa/inesistente" (quando l'atto non raggiunge il destinatario perché il luogo è privo di collegamento con lui) dalla "notificazione nulla" (quando, pur con irregolarità formali, risulta materialmente consegnata a persona o luogo con riferimento al destinatario): la soluzione processuale e le possibilità di sanatoria differiscono
  • In caso di mancata o fallita notificazione per trasferimento del difensore, il notificante che, avendo conoscenza dell'esito negativo, non reintegri tempestivamente la procedura notificatoria, assume il rischio della perdita del termine per impugnare
  • Se in giudizio sorgono contestazioni rilevanti sulla regolarità della notifica, il giudice d'appello deve esaminare specificamente la questione; l'omissione di tale esame può portare alla cassazione del provvedimento d'appello

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