Cassazione Civile, Sentenza n. 23468/2023 del 01/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Napoli che aveva confermato il rigetto della sua domanda di negatoria servitutis e l'accoglimento parziale della domanda di rivendica avanzata dalla D'Acunto: in particolare veniva contestata l'identificazione del fondo gravato dallo scolo (la ricorrente sosteneva che l'oggetto fosse solo la particella 55), la valutazione della prova testimoniale e documentale (tra cui un certificato anagrafico prodotto in appello), l'interpretazione dei titoli di acquisto, l'identificazione e proprietà del cellaio oggetto di rivendica e la quantificazione del danno per occupazione illegittima. La ricorrente prospettava sette motivi articolati come omesso esame di fatti decisivi, violazione di norme processuali e vizio nella valutazione della consulenza tecnica d'ufficio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione in tutti i suoi motivi, richiamando i principi della 'doppia conforme' per i giudizi d'appello introdotti dopo il 11/9/2012 e affermando che le censure si risolvevano nella richiesta di nuova valutazione dei fatti e delle prove già ampiamente motivate dai giudici di merito. La Corte ha ritenuto non indispensabile il certificato anagrafico prodotto in appello e ha ritenuto legittima la valutazione del Tribunale e della Corte d'Appello sull'inattendibilità della prova di usucapione invocata dalla ricorrente e sulla quantificazione del danno basata sulla CTU. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio in favore dei resistenti, liquidate in euro 5.000 piu 200 per esborsi oltre al rimborso forfettario al 15% IVA e CPA; inoltre è stato dato atto dell'eventuale ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR 115/02.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
Usata per contestare omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha ritenuto i motivi come mera richiesta di rivalutazione delle prove e pertanto inammissibili nei limiti di detta fattispecie
art. 345 c.p.c. (comma 2 e 3, versione previgente)
Applicata per valutare l'ammissibilita' di documenti nuovi in appello: la Corte d'appello ha ritenuto il certificato anagrafico non indispensabile ai fini del giudizio e la Cassazione ha confermato l'analisi, richiamando la giurisprudenza sul criterio di indispensabilità
Richiamato dalla ricorrente per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la Corte ha ritenuto infondata la doglianza, ritenendo che non vi sia stata omessa pronuncia
Richiamato a titolo del principio della doppia conforme applicabile agli appelli introdotti dopo l'entrata in vigore delle modifiche sul rito: la Cassazione ha usato il principio per negare l'ammissibilità delle censure che replicate la valutazione del merito già confermata
Menzi onato in relazione alla richiesta subordinata di costituzione di servitu' coattiva; la Corte ha osservato che mancavano gli elementi per accoglierla
Riferito alla distinzione tra fatti principali e secondari ai fini dell'onere della prova; la Corte ha rilevato che la ricorrente non ha individuato un fatto storico decisivo non esaminato
art. 111 Cost.
Riferito al 'minimo costituzionale' della motivazione; la Cassazione ha controllato che la motivazione della Corte d'appello non fosse mancante o manifestamente apparente
D.L. n. 83/2012 conv. con L. n. 134/2012
Richiamato per delimitare l'ambito di applicazione della regola della doppia conforme agli appelli introdotti dopo la specifica data e per la versione previgente dell'art. 345 c.p.c.
art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115/2002
Menzi onato per l'eventuale obbligo di versamento di un ulteriore contributo unificato da parte della ricorrente
Massime di principio
- In una negatoria servitutis l'attore deve provare il proprio titolo di proprieta' sul fondo servente: se la controparte eccepisce titoli contrastanti, l'onere probatorio resta rigoroso e non e' sufficiente un'esibizione parziale dei titoli
- In appello i documenti nuovi sono ammissibili solo se 'indispensabili' per eliminare ogni possibile incertezza sulla ricostruzione dei fatti; un certificato anagrafico non e' automaticamente indispensabile se non travolge le risultanze testimonali
- Il principio della 'doppia conforme' limita il sindacato della Cassazione quando la Corte d'appello conferma motivazioni di primo grado: non e' ammessa la semplice richiesta di rivalutazione delle prove di merito
- Il giudizio sulla credibilita' dei testimoni e sulla valutazione della CTU e' di competenza del giudice di merito: la Cassazione interviene solo in presenza di vizi logici o di motivazione grave e non per divergenze opinabili
- Nella rivendica, se la parte avversaria riconosce l'appartenenza del bene a un suo dante causa, l'onere probatorio del reclamante puo' risultare attenuato; tuttavia l'attenuazione non elimina la necessita' di prova efficace
- Per contestare in Cassazione la quantificazione del danno basata su una CTU e' necessario proporre critiche specifiche e circostanziate: censure generiche non sono sufficienti
- La qualita' e l'identificazione dell'oggetto del contendere (es. particella catastale vs insieme di cespiti) va chiarita fin dall'atto introduttivo; un errore di individuazione puo' compromettere la prova e il successo della domanda
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