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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38185/2025 del 24/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della loro condanna per il reato di blocco stradale (art. 1 d.lgs. 22/01/1948, n. 66), denunciando vizio di motivazione e violazione dell'art. 42 c.p.: sostengono che non vi sia prova che abbiano personalmente partecipato alla collocazione di massi e cocci e che la loro condotta (urla e insulti) non costituisca concorso morale, al più connivenza non punibile, perché manca un contributo apprezzabile alla fase ideativa, preparatoria o esecutiva del blocco.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che, nei reati di natura permanente, qualsiasi agevolazione o contributo volontario e consapevole fornito prima della cessazione dell'illecito si risolva in concorso nel reato. Dal compendio probatorio è emerso che, mentre polizia e vigili del fuoco tentavano di rimuovere gli oggetti posti sulla carreggiata, entrambi i ricorrenti pronunciavano frasi dirette a incitare i presenti a proseguire il blocco, contribuendo così al mantenimento dello stato antigiuridico originato dalla collocazione di massi e cocci. Questo comportamento è stato ritenuto sufficiente a integrare il concorso morale nel reato, e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 22 gennaio 1948, n. 66 (art. 1)

    Si fa riferimento, tra l'altro, al comma 1-bis: "Chiunque impedisce la libera circolazione su strada ordinaria, ostruendo la stessa con il proprio corpo"

    La Corte ha considerato applicabile la disciplina del blocco stradale intesa in senso ampio: il fatto permanente può essere realizzato non solo con il solo corpo ma anche mediante collocazione di oggetti, e il mantenimento dello stato di ostruzione può essere favorito anche da contributi morali che prolungano l'illecito

  • D.L. 11 aprile 2025, n. 48

    Richiamato nel testo quale atto che ha trasformato in illecito penale talune ipotesi (menzione della modifica normativa intervenuta rispetto alla precedente configurazione amministrativa), utile per collocare temporalmente e tipologicamente la fattispecie

  • Art. 42 cod. pen.

    Richiamato implicitamente come principio sul concorso nel reato: la sentenza valuta che il contributo morale e volontario dei ricorrenti, idoneo a mantenere l'effetto illecitamente prodotto da terzi, integra il concorso

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 1, n. 140/1971, Pavanello; Sez. U, n. 36258/2012, Biondi)

    Richiamati come principi consolidati: nei reati permanenti qualsiasi agevolazione fornita prima della cessazione può costituire concorso; la giurisprudenza supporta l'applicazione di tale principio al caso di blocco stradale

Massime di principio

  • Nei reati a struttura permanente (es. blocco stradale) anche un contributo morale o verbale, se volontario e consapevole e se posto in tempi tali da prolungare lo stato illecito, può configurare concorso nel reato.
  • La mera presenza in luogo di una manifestazione non è sempre sufficiente per la colpevolezza; tuttavia, se dalla condotta (es. incitamenti, pressioni, organizzazione o persuasione durante le fasi di mantenimento del blocco) risulta che il soggetto ha intenzionalmente contribuito al perdurare dell'illecito, si può affermare il concorso.
  • Per distinguere concorso punibile da connivenza non punibile è necessario valutare se il comportamento abbia avuto efficacia causale o sorretta volontà di mantenere l'evento illecito (contributo apprezzabile alla fase ideativa, preparatoria o esecutiva), non semplicemente reazioni emotive o offese verbali prive di incidenza sul protrarsi della condotta.
  • La prova richiesta per affermare il concorso può essere non necessariamente materiale (es. collocazione di oggetti) ma anche basata su elementi indiziari e comportamentali (video, identificazioni, frasi inequivocabili) purché la valutazione sia plausibile e non illogica.
  • In casi analoghi è prudente documentare tempestivamente con mezzi probatori (riprese, testimonianze delle forze dell'ordine, annotazioni di intervento) ogni forma di incitamento o azione che possa essere interpretata come contributo al mantenimento dell'illecito.

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