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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18789/2026 del 25/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello ha confermato la condanna per detenzione illecita di hashish e marijuana ai fini di spaccio, previa riqualificazione del fatto ex art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990, per condotta commessa a Milano il 12 dicembre 2024. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. Il ricorso, tuttavia, riproponeva censure già formulate in appello e già disattese, senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto non specifica la censura perché meramente reiterativa di quelle già esaminate e respinte in appello. Quanto all'art. 131-bis c.p., ha ritenuto congrua e logica la motivazione della Corte territoriale che aveva escluso la particolare tenuità del fatto valorizzando le modalità della condotta, la quantità e qualità della sostanza sequestrata, la diversa tipologia degli stupefacenti e la presenza di strumenti di pesatura e confezionamento, elementi indicativi di un potenziale elevato numero di cessioni e comunque di un'offensività superiore al minimo richiesto. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    È la norma in base alla quale il fatto è stato riqualificato e per cui è stata confermata la condanna per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio in ipotesi di lieve entità.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata ritenuta non applicabile, in ragione delle modalità della condotta e degli elementi sintomatici di un'attività di spaccio non minima.

  • art. 133, comma 1, c.p.

    I parametri ivi previsti devono guidare il giudizio sulla tenuità dell'offesa ai fini dell'art. 131-bis c.p., senza necessità di analizzarli tutti, essendo sufficiente indicare quelli ritenuti rilevanti.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riproporre censure già dedotte in appello e già puntualmente respinte, senza sviluppare una critica specifica e argomentata contro la motivazione della sentenza impugnata.
  • Ai fini della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., il giudizio sull'offesa va compiuto alla luce dei criteri dell'art. 133, comma 1, c.p., ma il giudice non è tenuto a esaminare tutti i parametri, essendo sufficiente richiamare quelli ritenuti decisivi.
  • In materia di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, la presenza di sostanze di diversa tipologia, di strumenti per pesatura e confezionamento e di una quantità tale da consentire un elevato numero di cessioni può escludere la particolare tenuità del fatto.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, ove sia equamente determinata.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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