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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11797/2026 del 30/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza per violazione dell'art. 606 comma 1 lett. e) c.p.p., lamentando l'omessa indicazione del "quantum" dei singoli aumenti di pena applicati a titolo di continuazione (interna ed esterna). In particolare censurava che la corte territoriale, pur confermando la pena complessiva, non aveva dettagliato le singole quote di aumento per le cessioni unificate dal vincolo della continuazione, limitandosi a un riferimento temporale e all'aumento complessivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna inflitta in primo grado (pena complessiva di 3 anni e 6 mesi di reclusione e €9.000 di multa per ripetute cessioni di stupefacenti dal 04/2018 al 04/2021). La Corte ha ritenuto che l'aumento complessivo per continuazione (1 anno di reclusione e €2.000 di multa) fosse congruo e tale da escludere un cumulo materiale delle pene, e ha rilevato la carenza di interesse del ricorrente in quanto non aveva contestato la congruità della pena complessiva ma solo la mancata specificazione dei singoli aumenti. Sono state inoltre liquidate le spese processuali a carico del ricorrente (art. 616 c.p.p.) e disposto il versamento di €3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Regola la continuazione e i limiti dell'aumento di pena: il giudice deve individuare il reato più grave, determinare la pena base e calcolare l'aumento per i reati satellite in modo da rispettare i limiti e il rapporto di proporzione; tuttavia l'obbligo motivazionale può essere assolto con modalità diverse a seconda dei casi, purché consenta di verificare il rispetto dei limiti e l'assenza di cumulo materiale.

  • art. 73 comma 5 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale che punisce la cessione di sostanze stupefacenti; è la fattispecie contestata cui si riferisce la determinazione della pena e della continuazione.

  • art. 606 comma 1 lett. e) cod.proc.pen.

    Prevede il motivo di ricorso per cassazione relativo a violazioni dell'articolazione motivazionale della sentenza. Il ricorrente aveva fondato il ricorso su questa fattispecie per censurare la motivazione degli aumenti per continuazione.

  • art. 616 cod.proc.pen.

    Consente la condanna per le spese processuali in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese.

  • Sentenza Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione alla valutazione sulla colpa o meno nella determinazione della causa di inammissibilità: la Corte ha ritenuto che non vi fosse colpa del ricorrente ma comunque ha disposto il pagamento alla Cassa delle Ammende.

  • Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Giurisprudenza di legittimità che stabilisce l'obbligo, in tema di reato continuato, di calcolare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per i reati satellite, salvo la possibile mitigazione dell'obbligo motivazionale in casi non critici.

  • Sez. 4, n. 18748 del 04/05/2022 (Manganelli) e giurisprudenza successiva

    Chiarisce che l'obbligo motivazionale relativo all'aumento per la continuazione può essere assolto con diverse modalità: è necessario dettaglio quando l'aumento supera la media di pena altrimenti può essere sufficiente il richiamo alla congruità e adeguatezza.

  • Sez. 2, n. 26011 del 11/04/2019 (Cuocci) e Sez. 3, n. 550 del 11/09/2019 (Pettè)

    Indicano che il ricorso per cassazione per mancata specificazione del 'quantum' degli aumenti è ammissibile solo se l'impugnante deduce un interesse concreto e attuale; la Corte qui ha ritenuto assente tale interesse quando non è stata contestata la congruità complessiva della pena.

Massime di principio

  • Quando viene riconosciuta la continuazione il giudice deve individuare il reato più grave, fissare la pena base e calcolare l'aumento: tale calcolo può essere motivato in dettaglio per ciascun episodio o, se l'aumento è nella media e non solleva problemi di proporzione o cumulo materiale, può essere allegato come aumento complessivo purché la motivazione consenta di verificare il rispetto dei limiti di legge.
  • La mancata indicazione dei singoli aumenti può dare adito a censura in Cassazione solo se l'impugnante dimostra un interesse concreto (di norma contestando la congruità complessiva della pena); se invece acquiesce o non contesta la congruità, il ricorso rischia l'inammissibilità per carenza di interesse.
  • Se l'aumento per continuazione supera la "media" di pena normalmente irrogabile o produce dubbi di eccesso o cumulo materiale, il giudice di merito deve fornire motivazione specifica e ripartire gli aumenti per singolo reato satellite per permettere la verifica di proporzione e limiti ex art. 81 c.p.
  • In sede di appello e cassazione, chi impugna deve formulare chiaramente il proprio interesse alla censura sul trattamento sanzionatorio (non solo formale), altrimenti il giudice di legittimità può dichiarare il ricorso inammissibile.
  • La motivazione equilibrata può consistere nel richiamare la congruità dell'aumento alla luce di elementi oggettivi (es. durata dell'attività criminosa) senza necessariamente dettagliare ogni singolo incremento, salvo che ciò sia richiesto per la verifica del rispetto dei limiti di legge.

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