Cassazione Penale, Sentenza n. 23748/2023 del 31/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Catania (riesame) che aveva annullato il sequestro preventivo disposto dal GIP limitatamente all'immobile sito a Viagrande (via Luigi Sturzo n.18) e confermato il resto della misura reale. Il sequestro era stato adottato ai sensi dell'art.240-bis c.p. sul presupposto che Florio avesse impiegato/provato proventi illeciti derivanti da reati di traffico di stupefacenti (art.74 DPR 309/1990) riconducibili a Giuseppe e Franco Vitale, risultando sproporzionati redditi dichiarati e acquisizioni patrimoniali. In cassazione il ricorrente ha dedotto la violazione di legge per motivazione apparente o assente: contestava la motivazione del Tribunale in ordine al periculum in mora e sosteneva che l'acquisto di alcuni immobili (San Giovanni Galermo, via Currolo) fosse stato finanziato da somme versate dalla suocera Maria Stella Romano, chiedendo quindi la riconsiderazione del requisito della sproporzione e l'esistenza di un nesso di pertinenzialità/strumentalità tra beni e reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il GIP e il Tribunale del riesame avessero fornito motivazione sufficiente in ordine al periculum in mora (rischio di dispersione/alienazione dei beni, agevole commerciabilità, complessità del giudizio, comportamento dell'indagato nella modificazione delle compagini societarie). Ha richiamato la giurisprudenza che impone una concisa motivazione anche sul periculum in mora per i sequestri finalizzati alla confisca e ha precisato che, in tema di confisca allargata (art.240-bis), non è richiesto un nesso di strumentalità tra bene e reato e che possono essere sequestrati anche beni acquisiti anteriormente al reato. Il secondo profilo (contestazione della documentazione probatoria attestante l'origine del denaro per l'acquisto degli immobili) è stato dichiarato inammissibile perché il ricorso per cassazione per le ordinanze del riesame è limitato alla violazione di legge: il ricorrente chiedeva in realtà una rivalutazione di merito e della prova (travisamento degli atti negoziali), invece non consentita in sede di legittimità. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art.240-bis cod.pen. (confisca "allargata")
Il provvedimento di sequestro preventivo adottato ai fini della confisca ex art.240-bis deve contenere una concisa motivazione anche in ordine al periculum in mora; la confisca allargata può colpire beni anche acquisiti anteriormente al reato e non richiede un nesso di strumentalità fra bene e reato
art.321, comma 2, cod.proc.pen.
Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede motivazione sul periculum in mora, da rapportare alle ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto alla definizione del giudizio
art.309, comma 9 cod.proc.pen. (richiamato con art.324 comma 7)
Le disposizioni introdotte circa il potere di annullamento del Tribunale vanno applicate nel procedimento di riesame; il Tribunale può annullare se la motivazione manca o non contiene autonoma valutazione degli elementi fondanti e degli elementi forniti dalla difesa
Riferimento alla confisca come effetto a cui tende il sequestro preventivo; si collega all'esigenza motivazionale della misura reale
art.648-ter cod.pen. (riciclaggio)
Norma penale contestata a livello fattuale; richiamata nella contestazione per riciclaggio/autoriciclaggio alla base del sequestro, senza modifiche interpretative specifiche nella sentenza
art.74 DPR 9 ottobre 1990, n.309 (traffico di sostanze stupefacenti)
Reato fonte dei proventi illeciti in base al quale è stata ritenuta possibile l'applicazione della confisca allargata; la sentenza richiama l'esistenza di acquisizioni probatorie e di intercettazioni a supporto del fumus
art.325, comma 1 cod.proc.pen.
Le ordinanze del Tribunale del riesame possono essere impugnate per cassazione unicamente per violazione di legge; la Corte precisa che la cassazione non è il luogo per rinnovare la valutazione della prova di merito
art.606, comma 1, lett. b) cod.proc.pen. (motivi di cassazione)
Richiamato in relazione ai limiti del ricorso per cassazione: la censura deve attinere a violazioni di legge (es. inesistenza o mera apparenza della motivazione) e non alla diversa valutazione della documentazione probatoria
Massime di principio
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione, anche concisa, sul "periculum in mora": il giudice deve spiegare perché i beni potrebbero essere modificati, dispersI, deteriorati, utilizzati o alienati prima della conclusione del processo
- Nell'ambito della confisca "allargata" ex art.240-bis non è richiesto un nesso di strumentalità immediato tra il bene e il reato; possono essere sottoposti a sequestro anche beni acquisiti anteriormente al reato quando emerga sproporzione o l'origine illecita dei fondi
- Il Tribunale del riesame deve svolgere una autonoma valutazione degli elementi a sostegno del sequestro e degli elementi prodotti dalla difesa; la mancanza totale o l'apparenza della motivazione rende annullabile il provvedimento
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze del riesame è limitato a questioni di diritto (violazione di legge): non è consentito utilizzare la Cassazione per rinnovare la valutazione delle prove o per chiedere il travisamento della prova se la motivazione non è del tutto mancante o priva dei requisiti minimi
- Per contestare in Cassazione la legittimità del sequestro per motivi di sproporzione tra redditi dichiarati e acquisti patrimoniali occorre dimostrare l'inesistenza o la mera apparenza della motivazione, non semplicemente proporre una diversa lettura della documentazione finanziaria
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