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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41800/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere. Il ricorrente contestava l'insussistenza dei gravi indizi di partecipazione ad un'associazione a delinquere finalizzata alla raccolta illecita di scommesse e all'organizzazione del gioco del lotto (nonché l'aggravante per agevolazione dell'attività di associazione mafiosa), sostenendo errata valutazione e travisamento delle intercettazioni e delle dichiarazioni del collaboratore Di Marco, nonché l'erronea attribuzione di soprannomi e l'assenza di riscontri idonei a individuare un ruolo direttivo del Lo Presti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse dato adeguata e coerente motivazione circa la sussistenza dei gravi indizi, valorizzando in modo congruo il combinato dispositivo delle dichiarazioni del collaboratore e degli accertamenti intercettativi, nonché la riferibilità dei soprannomi al Lo Presti. La Corte ha richiamato il principio per cui in sede di legittimità non è ammessa riesamina del merito probatorio salvo manifesta illogicità della motivazione, e ha quindi confermato la fondatezza degli elementi indiziari e la rilevanza anche dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito un libero riesame del materiale probatorio: il controllo è limitato a verificare la presenza di manifesta illogicità o violazione di legge nella motivazione del giudice di merito.
  • Per la conferma di misure cautelari il giudice deve fornire una motivazione adeguata che colleghi gli elementi indiziari alla gravità del quadro probatorio; se tale motivazione è coerente e logica la decisione difficilmente viene annullata.
  • Le intercettazioni e i soprannomi possono essere valorizzati se esistono riscontri incrociati (es. dichiarazioni di collaboratori, contesti coerenti, riferimenti ripetuti): l'eventuale omonimia va dimostrata con elementi concreti che mettano in crisi la riferibilità.
  • L'aggravante correlata all'agevolazione di un'associazione mafiosa può essere riconosciuta anche su base indiziaria quando emergano elementi che indicano imposizione, destinazione dei proventi o controllo dell'attività criminale da parte dell'organizzazione.
  • La difesa che impugna misure cautelari deve focalizzarsi sul dimostrare specifiche contraddizioni, lacune logiche o il difetto di riscontri, non limitarsi a esprimere una diversa valutazione degli stessi elementi probatori.

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