Cassazione Penale, Sentenza n. 41800/2025 del 30/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere. Il ricorrente contestava l'insussistenza dei gravi indizi di partecipazione ad un'associazione a delinquere finalizzata alla raccolta illecita di scommesse e all'organizzazione del gioco del lotto (nonché l'aggravante per agevolazione dell'attività di associazione mafiosa), sostenendo errata valutazione e travisamento delle intercettazioni e delle dichiarazioni del collaboratore Di Marco, nonché l'erronea attribuzione di soprannomi e l'assenza di riscontri idonei a individuare un ruolo direttivo del Lo Presti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse dato adeguata e coerente motivazione circa la sussistenza dei gravi indizi, valorizzando in modo congruo il combinato dispositivo delle dichiarazioni del collaboratore e degli accertamenti intercettativi, nonché la riferibilità dei soprannomi al Lo Presti. La Corte ha richiamato il principio per cui in sede di legittimità non è ammessa riesamina del merito probatorio salvo manifesta illogicità della motivazione, e ha quindi confermato la fondatezza degli elementi indiziari e la rilevanza anche dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p.
Norme richiamate
Legge 30/12/1989 n. 401, art. 4, commi 1 e 4-bis
Norma in materia di organizzazione del gioco del lotto; la Corte ha ritenuto che gli elementi indiziari raccolti fossero compatibili con la contestazione di esercizio abusivo/organizzazione del gioco del lotto.
Aggravante connessa all'agevolazione di 'cosa nostra'; la Corte ha ritenuto sussistente l'elemento indiziario che i proventi e la gestione fossero riconducibili all'organizzazione mafiosa, anche sulla base dell'imposizione dei pannelli e della destinazione dei proventi.
Codice di procedura penale, art. 616
Norma richiamata per la condanna alle spese di procedimento in caso di rigetto del ricorso.
Codice di procedura penale, art. 611 (come modificato) e art. 127
Norme procedurali relative al trattamento del ricorso per cassazione e ai limiti del controllo di legittimità, richiamate dalla Corte per precisare le restrizioni alla revisione del merito.
Disposizioni di attuazione codice di procedura penale, art. 94, comma 1-ter
Richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione.
Massime di principio
- In Cassazione non è consentito un libero riesame del materiale probatorio: il controllo è limitato a verificare la presenza di manifesta illogicità o violazione di legge nella motivazione del giudice di merito.
- Per la conferma di misure cautelari il giudice deve fornire una motivazione adeguata che colleghi gli elementi indiziari alla gravità del quadro probatorio; se tale motivazione è coerente e logica la decisione difficilmente viene annullata.
- Le intercettazioni e i soprannomi possono essere valorizzati se esistono riscontri incrociati (es. dichiarazioni di collaboratori, contesti coerenti, riferimenti ripetuti): l'eventuale omonimia va dimostrata con elementi concreti che mettano in crisi la riferibilità.
- L'aggravante correlata all'agevolazione di un'associazione mafiosa può essere riconosciuta anche su base indiziaria quando emergano elementi che indicano imposizione, destinazione dei proventi o controllo dell'attività criminale da parte dell'organizzazione.
- La difesa che impugna misure cautelari deve focalizzarsi sul dimostrare specifiche contraddizioni, lacune logiche o il difetto di riscontri, non limitarsi a esprimere una diversa valutazione degli stessi elementi probatori.
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