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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41647/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Reggio Calabria che aveva dichiarato inammissibile per genericità l'appello contro la sentenza di condanna del Tribunale di Reggio Calabria (condanna a mesi 2 di arresto ed euro 6.000 di ammenda per violazioni edilizie e ordine di demolizione). Il ricorrente deduce la violazione degli artt. 581 e 591 cod. proc. pen., sostenendo che l'atto di appello era specifico perché indicava compiutamente i capi e i punti della decisione oggetto di impugnazione e motivava i motivi di doglianza. In memoria difensiva è stata anche chiesta, ex art. 45, comma 1, d.P.R. n. 380/2001, la sospensione del procedimento per la presentazione di un progetto per permesso in sanatoria (depositato il 8 ottobre 2025).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che l'appello era generico: la difesa non ha adeguatamente confrontato le argomentazioni e le prove esposte nella sentenza di primo grado (valutazione degli accertamenti della P.G. e del tecnico comunale, difformità dalle opere asseverate nella C.I.L.A., necessità di permesso di costruire e autorizzazione sismica, ubicazione in zona a rischio sismico, e sussistenza dell'elemento soggettivo almeno per colpa). Quanto alla sanzione, la Corte territoriale aveva adeguatamente motivato il riconoscimento delle attenuanti generiche e la determinazione della pena (continuazione e quantificazione inferiore rispetto al medio edittale). La richiesta di sospensione ex art. 45 DPR 380/2001 è stata respinta per tardività e perché l'istanza di sanatoria non risultava sovrapponibile all'opera contestata nel processo penale (diversa descrizione: "tettoia/veranda di forma rettangolare con strutture metalliche" vs "capannone adibito a ricovero mezzi di lavoro"). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, comma 1, lettera b

    Il fatto contestato rientra tra le ipotesi di violazione edilizia rilevanti; la Corte ha ritenuto che le opere realizzate erano difformi da quanto asseverato nella C.I.L.A. e richiedevano permesso di costruire e autorizzazione sismica

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 95

    Norma sanzionatoria richiamata per le contravvenzioni edilizie contestate; la valutazione del giudice di merito sulla pena è stata ritenuta adeguatamente motivata

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 45, comma 1

    Prevede la possibilità di sospensione del procedimento in presenza di istanza di sanatoria; la Corte ha ritenuto inammissibile la sospensione per tardività dell'istanza e per mancanza di sovrapponibilità fra le opere descritte nell'istanza di sanatoria e quelle contestate penalmente

  • Codice di procedura penale, art. 581

    Norma processuale relativa ai motivi di impugnazione: la Corte ha ritenuto che l'appello non abbia rispettato l'onere di specificità richiesto per contestare le valutazioni di fatto e diritto

  • Codice di procedura penale, art. 591

    Norma che disciplina i requisiti e le forme dell'appello: la Corte ha ravvisato carenza di specificità nei motivi di appello in contrasto con i criteri di cui a questa disposizione

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Prevede l'onere delle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese

  • Giurisprudenza: Sezioni Unite, sent. n. 8825 del 27/10/2016 (dep. 2017)

    Principio richiamato: l'appello è inammissibile per difetto di specificità quando non enuncia e argomenta i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di diritto della decisione impugnata; l'onere di specificità è proporzionale alla specificità della decisione impugnata

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 36154 del 12/09/2024 e Sez. 3, n. 12727 del 21/02/2019

    Ulteriori pronunce richiamate che confermano l'obbligo di indicare, oltre alla mera contestazione del punto della pronuncia, le ragioni di fatto o di diritto per cui non se ne condivide la valutazione

Massime di principio

  • Un atto di appello deve essere specifico: va indicato non solo il punto della sentenza che si impugna, ma le ragioni di fatto e di diritto che giustificano la diversa valutazione; la genericità comporta l'inammissibilità
  • Quando la decisione di primo grado è dettagliata nelle motivazioni e valorizza accertamenti di polizia giudiziaria e tecnici, l'appellante deve confrontarsi puntualmente con quegli elementi per evitare il rigetto per genericità
  • La richiesta di sospensione del procedimento ex art. 45 DPR 380/2001 è soggetta a requisiti di tempestività e a verifica della piena sovrapponibilità tra l'opera cui si riferisce la domanda di sanatoria e l'opera contestata penalmente; assenza di sovrapponibilità o tardività può giustificare il rigetto
  • Nel processo penale per abusi edilizi, per contestare l'elemento soggettivo (colpa o dolo) è necessario produrre o indicare elementi idonei a dimostrare l'assenza di colpa o l'esistenza di giustificazioni tecniche o amministrative
  • Il ricorso in cassazione per vizi di valutazione dell'appello trova limite se l'appello stesso non è stato redatto con la specificità richiesta: non è sufficiente affermare l'errore, bisogna argomentarlo
  • Chi propone impugnazioni deve valutare il rischio di condanna alle spese processuali se il motivo è ritenuto infondato o inammissibile

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