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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12722/2024 del 27/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Milano che confermava, in gran parte, le condanne pronunciate con rito abbreviato: entrambi per il reato di traffico illecito di rifiuti (artt. 110, 452-quaterdecies c.p.), la Pontrelli come socia/dipendente e De Cristofaro anche per bancarotta fraudolenta distrattiva e da operazioni dolose relativa al fallimento della "General Service s.r.l.". Le censure riguardano, tra l'altro, la responsabilità concorsuale e il ruolo effettivo dei ricorrenti (mancata prova del contributo causale e del dolo), la quantificazione e la determinazione della pena, l'ordine di recupero/ripristino dello stato dei luoghi (art. 452-duodecies e art. 452-quaterdecies), la confisca e la misura del profitto confiscabile, profili istruttori relativi alla qualificazione del materiale come "rifiuto" e la ammissibilità di motivi nuovi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi parzialmente fondati. Per Stefania Pontrelli la maggior parte dei motivi è stata respinta: è stata ritenuta corretta la valutazione del suo coinvolgimento e della consapevolezza del profitto illecito; venivano altresì confermate le valutazioni sul trattamento sanzionatorio e sull'ordine di recupero, con la precisazione che 'recupero' e 'ripristino' sono nozioni distinte. Tuttavia il ricorso è stato accolto in parte con riguardo alla confisca: la Corte d'appello non ha dato adeguata risposta su alcuni importi successivi al 2014, motivo per cui quella parte della sentenza è stata annullata con rinvio. Per Mario De Cristofaro la Corte ha ritenuto infondati gli assunti sulla mancata prova del suo apporto causale e del dolo riguardo al traffico illecito di rifiuti e confermato la maggior parte delle valutazioni; è invece stata accolta la censura relativa alla bancarotta "da operazioni dolose" (art. 223 comma 2 n.2 legge fall.), con annullamento senza rinvio perché il fatto non sussiste (assorbimento nell'addebito di bancarotta distrattiva). Anche per De Cristofaro è stata disposta l'annullamento con rinvio della parte della sentenza relativa alla quantificazione della confisca. Altre censure sono state dichiarate inammissibili (es. provvisionale) o assorbite. In sintesi: conferme rilevanti delle condanne originarie, ma annullamenti limitati su specifici profili di confisca e su una imputazione di bancarotta da operazioni dolose.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    convocazione della partecipazione quale concorso nel reato principale; utilizzato per collegare più condotte alla fattispecie principale

  • art. 452-quaterdecies cod. pen.

    norma che punisce l'attività organizzata di traffico illecito di rifiuti; la Corte ha ritenuto che non sia necessario un assetto imprenditoriale formale e che la consapevolezza del profitto perseguito dai correi sia sufficiente per la responsabilità del concorrente

  • art. 452-duodecies cod. pen.

    prevede l'ordine giudiziale di 'recupero' e, ove tecnicamente possibile, il 'ripristino' dello stato dei luoghi per i reati del titolo VI-bis; la Corte ha confermato che 'recupero' e 'ripristino' sono concetti distinti e che il recupero può essere ordinato anche in assenza del ripristino

  • art. 452-undecies cod. pen.

    richiamata nella discussione sul regime della confisca e del sequestro di valore come correlata alle misure patrimoniali nei reati ambientali

  • art. 32-bis cod. pen.

    prevede interdizione temporanea dagli uffici direttivi; la Corte ha ritenuto compatibile la sua applicazione con altre pene accessorie purché corretto il ragionamento di cumulabilità secondo art. 77 c.p.

  • art. 32-ter cod. pen.

    incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione; applicata come pena accessoria in combinazione con altre disposizioni

  • art. 216 legge fallimentare (ultimo comma)

    prevede pene accessorie (inabilitazione all'esercizio d'impresa e interdizione dagli uffici direttivi) applicate in relazione alle condanne per bancarotta; la Corte ha indicato che la loro durata va ricalcolata quando muta l'addebito principale

  • art. 223 legge fallimentare

    riguarda la bancarotta da operazioni dolose; la Corte ha ritenuto che la fattispecie contestata a De Cristofaro fosse assorbita nella bancarotta distrattiva quando non emergono condotte autonome e distinte

  • art. 133 cod. pen.

    criteri per la determinazione della pena; la Corte ha richiamato la necessità di motivazione individualizzata ma ha ritenuto non viziata la scelta della Corte d'appello sul quantum, salvo ricalcolo necessario per effetto di annullamenti parziali

  • art. 77 comma 2 cod. pen.

    regola la determinazione delle pene accessorie in caso di concorso di reati; la Corte ne ha fatto applicazione per giustificare la cumulabilità delle pene accessorie quando spettano per i reati componenti

  • art. 240 lett. q) cod. ambiente / d.lgs. 152/2006

    richiamato nella discussione su 'ripristino' e 'recupero'; la Corte ha ritenuto che la mera sovrapposizione terminologica non imponga l'identità dei concetti nel codice penale

  • L. 22 maggio 2015 n. 68 e L. 1 marzo 2018 n. 21

    richiamate come fonti delle modifiche normative che hanno introdotto e disciplinato le norme anti-rifiuti nel codice penale; spiegano la sovrapposizione e la cronologia delle disposizioni (452-duodecies vs 452-quaterdecies)

  • art. 581, 585, 611 cod. proc. pen.

    richiamati in relazione ai limiti dei motivi nuovi: i motivi aggiunti devono attinere ai punti già impugnati nell'atto di gravame o risultano inammissibili

Massime di principio

  • Per il reato di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti non è necessario un assetto imprenditoriale formale: anche ruoli non direttivi possono integrare concorso se vi è cooperazione consapevole all'attività illecita
  • La consapevolezza del profitto illecito perseguito dai correi è sufficiente, rispetto al singolo concorrente, a integrare il coefficiente soggettivo richiesto (non è necessario che il singolo mirasse esclusivamente al profitto)
  • Distinguere sempre 'recupero' da 'ripristino': il recupero può essere ordinato senza che sussista un danno ambientale che imponga il ripristino; la valutazione è tecnica e va motivata
  • La confisca e la quantificazione del profitto confiscabile richiedono una motivazione puntuale su tutti i periodi e le imprese coinvolte; omissioni su singoli importi possono comportare annullamento con rinvio
  • Nella bancarotta, la configurabilità separata di reati come la distrazione e la bancarotta da operazioni dolose richiede condotte autonome e differenti: se le condotte sono le stesse possono essere assorbite per evitare bis in idem
  • I motivi nuovi in cassazione devono collegarsi ai punti già espressi nell'appello; questioni nuove di fatto o di diritto sollevate fuori tema sono inammissibili
  • Le statuizioni sulla provvisionale in sede civile/parte civile non sempre sono impugnabili con ricorso per cassazione penale; occorre verificarne la riserva di impugnazione
  • Le pene accessorie possono essere cumulabili se previste per i reati componenti e la loro misura va ricalcolata in caso di annullamento parziale della condanna principale

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